Come se l’è cavata Rooney in tv al posto di Lineker

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Le analisi

 

La nuova versione di Match of the Day

    Sesko: e va bene. Gyokeres: certo. Il nuovo Liverpool: senz’altro. Ma uno dei motivi di grande attesa per la prima giornata di Premier League era il nuovo Match of the Day della BBC, lo show del calcio che per la prima volta dal 1999 ha perso Gary Lineker come conduttore, fatto fuori per le sue posizioni politiche sulla crisi in Medio Oriente espresse attraverso i social. 

Invece di scegliere un sostituto, la BBC ha optato per una spartizione del ruolo fra tre anchor d’esperienza: Mark Chapman, Gabby Logan e Kelly Cates. Ha cominciato sabato sera Chapman, 51 anni, ex voce di Radio 1, podcaster, telecronista anche di golf e di rugby. Ha cominciato insieme ad Alan Shearer e Wayne Rooney. Prima di andare in video ha detto che il suo vero compito era «non far danni, non rovinare tutto». Ieri ha condotto Logan, Cates debutta nel prossimo week-end. Probabilmente si tratta di una specie di Trials per i Mondiali dell’estate prossima: la BBC ne detiene i diritti e dovrà cercare una conduzione nuova anche per il Match of the Day della bella stagione. 

Paul MacInnes ha scritto sul Guardian com’è andata e sono considerazioni che non valgono solo per la tv inglese, ma interessano più in generale tutto il circo mediatico.

“Chapman non  è certo uno sconosciuto, ma qui è stato preso da uno stilista che gli ha dato un’aria vagamente alla moda, con una barba corta e una camicia color crema, morbida, sulle spalle. Doveva trovare un equilibrio tra familiarità e innovazione.

Il Guardian scrive che ci è riuscito con l’ironia, qualche esagerazione e con un Rooney che mostra grosse potenzialità come opinionista. 

È eloquente e sabato sera è riuscito a trovare sempre la parola giusta quando si vedeva che la stava cercando. È tatticamente preparato e ha una vasta esperienza di aneddoti a cui attingere, come ha fatto confrontando la situazione attuale di Alexander Isak con quella in cui si trovò lui al Manchester Unite, nell’anno in cui chiese di andarsene. La cosa più intrigante è che Rooney conserva quella grinta che lo ha contraddistinto da giocatore, ed è probabile che arriveranno opinioni forti.

Il giudizio che riguarda tutti è un altro.

Chi spera di dominare gli algoritmi – ha scritto il Guardian – sarà entusiasta. È la prova di una tensione che esiste tra la nuova strategia della BBC e un programma di 62 anni, un’icona della TV. La copertura sportiva della BBC è sempre stata prevedibile, coerente e moderata. È parte di ciò che ha permesso a una nazione di sedersi e guardare insieme qualcosa, un aspetto tuttora valido se la copertura degli Europei vinti dalla Nazionale femminile è stata la trasmissione più seguita nel Regno Unito quest’anno. Non è un posto per quell’opinionismo provocatorio digitale noto come hot take. D’altro canto è difficile ignorare il fatto che lo spettatore medio di BBC One ha 60 anni, mentre meno della metà dei giovani tra i 16 e i 24 anni guarda la TV lineare. La BBC ha bisogno di servire questo segmento di pubblico e la strategia per la nuova stagione è pensata per loro. Le tante persone che hanno scandito la loro vita attorno al Match of the Day sperano che non cambi troppo.

È terribilmente sottile la linea su cui si deve camminare in televisione, soprattutto quando una circostanza imprevista concede l’opportunità ideale di rinnovare il programma calcistico più longevo del Paese. Così ha scritto invece Tim Spiers su The Athletic considerando che l’ultima volta in cui Match of the Day aveva un presentatore fisso, andavano ancora di moda i jeans larghi. Stesso nome, stessa musica, stesso studio, stesso format, solo un paio di facce (quasi) nuove. Anche l’introduzione pareva tratta dal manuale di Lineker. Chapman è un conduttore che potrebbe essere descritto come caloroso e conviviale, raramente manca di porre domande penetranti e prive di cliché, ha uno stile rilassato ma autorevole. Sembra che stia dalla parte dello spettatore [Deve essere una sorta di Alessandro Bonan o Marco Cattaneo, ndSl].

La prossima settimana – considera The Athletic – tocca a Cates. Sappiamo esattamente cosa ci aspetta. Lo stesso prodotto, un aspetto leggermente diverso, niente di che. In un mondo del calcio nel quale le tendenze vanno e vengono nel giro di mesi, mentre lo sport è disperato nel tentativo di evolversi e di stare al passo con le esigenze della nuova generazione, per un’istituzione calcistica come Match of the Day restare fedele a ciò che sa fare meglio, beh, sembra la cosa giusta.

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