Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro
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MAMMA TUTTO
La Nazionale femminile di pallavolo ha vinto la Nations League battendo il Brasile in finale per 3-0. Sono 29 partite che non perde e il Corriere della sera con Simone Golia riepiloga le grandi strisce record dello sport, dai 76 successi di Conegliano ai 153 del Recco di pallanuoto fra 1965 a 1973, dalle 58 giornate di campionato del Milan di Capello agli anelli di Bill Russell e Michael Jordan in NBA. La capitana Anna Danesi ha parlato con Pierfrancesco Catucci e ha detto: «Lasciamo che aggettivi come “invincibili” ci scivolino addosso. La pressione è quello che ci meritiamo. Voglio costruire una famiglia con Davide, il mio fidanzato, e voglio diventare mamma. Ho sviluppato un forte senso di maternità negli anni anche perché ho la fortuna di avere una famiglia bellissima, che mi ha sempre seguito sin da quando sono uscita di casa a 13 anni. E ora mi piacerebbe averne una mia».
È strano che parlando di desiderio di maternità non aggiunga allora una parola sulla condizione delle donne ancora dilettanti nello sport italiano, quella condizione che ha portato alle accuse di Asia Cogliandro al suo club, Perugia. In una intervista a La Stampa l’altro giorno ha detto: «Sono stati lapidari, volevano proprio che mi levassi di mezzo. Ho proposto di aiutarli a gestire i social o di darmi un lavoro d’ufficio per i mesi che mancavano, purtroppo il loro unico intento era sbarazzarsi di me». Perugia ha replicato che «la proposta della società è stata quella di riconoscere all’atleta l’80% degli emolumenti dovuti, con il restante importo integrato dal fondo di gravidanza previsto dall’Inps e dalla Fipav» ma l’offerta sarebbe stata rifiutata da Cogliandro, la quale denuncia pure di essere stata obbligata dalla società «a lasciare l’alloggio messole a disposizione, restituendo le mensilità già pagate», altro passaggio che però il club smentisce.
In una intervista con Roberta Noè per Sky Sport Insider, il presidente della federazione Manfredi ha detto: «Mi dispiace che questa vicenda sia uscita proprio il giorno della vittoria. Ma come federazione non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo stanziato fondi importanti per la maternità, siamo tra i primi movimenti ad averlo fatto, e continuiamo a sostenerlo. Bisognerà chiarire cosa sia successo, ma la Federazione sarà al fianco dell’atleta. Il nostro movimento ha il 75% di tesserati donne: le tutele sono e restano una nostra priorità. Aspetteremo anche la versione della società, poi tireremo le nostre conclusioni. Ma Asia avrà sempre il nostro supporto».
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GIOCARSI IL POSTO CON PAOLA EGONU
«Sono molto curiosa, quando si usa la parola dualismo cosa si intende? Siamo quattordici in squadra e in sei possono giocare, per forza qualcuna non gioca. Ammiro tantissimo quel che riesce a fare Paola, forse è l’opposto più forte del mondo e riesce a realizzare cose incredibili. Lei, come Melissa Vargas, mostra qualcosa che non riuscirei a fare nemmeno se ci provassi 15 volte: non posso fisicamente, e quando lo vedo realizzarsi in allenamento posso solo dire: “wow”. Ma ricordiamoci che siamo in uno sport di squadra, conta questo anche se fai la partita della vita». EKATERINA ANTROPOVA a Repubblica
BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA
Motherhood and Sport. Collective Stories of Identity and Difference