Le cifre dell’ultimo studio in Germania sulle Academy
Ci sono proprio dei bei segnali in Bundesliga. Mercoledì scorso è stato presentato il dossier che dà conto dei suoi più recenti risultati finanziari. I 36 club di serie A e B hanno venduto più biglietti la scorsa stagione che mai: quasi 21 milioni. Solo il 39 percento dei tedeschi si disinteressa oggi del calcio, pare che sia un record da quando si tiene un sondaggio di questo tipo [2002]. Nel gruppo di adolescenti tra i 14 e i 18 anni – quelli famosi per stare col telefono in mano a guardare più TikTok che TikiTaka – gli entusiasti per il calcio sono il 71 percento.
Anche nel confronto economico con gli altri principali campionati europei, la Bundesliga si comporta bene, reggendo il secondo posto, molto dietro la Premier League inglese [sette miliardi di euro di ricavi], ma con i suoi 3,83 miliardi di euro davanti alla Liga [3,53], alla serie [2,85] e alla Ligue1 [2,37].
Eppure l’a.d. Marc Lenz ha ammesso che esiste un dato preoccupante, un dato che avrebbe preferito non dover rivelare. Secondo un confronto con altri 15 campionati europei, solo la Scozia inserisce in prima squadra meno giovani giocatori che arrivano dai vivai. Il passaggio dalle Academy alle rose delle prime squadre ha riguardato 332 giocatori della Premier League fra 2018 e 2023. In Italia sono stati 318 [chi l’avrebbe detto]. In Germania soltanto 141. La fonte dello studio è l’ECA. Lenz dice che bisogna occuparsene e che lo farà una commissione [Max Eberl, Markus Krösche e Sebastian Kehl]. Anche in federcalcio da noi ce n’è una ma pare che non si sia riunita mai.
Secondo la Suddeutsche Zeitung che commenta lo studio l’abolizione delle squadre Under-23 ha generato il pasticcio, mentre club ambiziosi come Bayer Leverkusen e Lipsia vanno a comprare a caro prezzo dei giovanotti all’estero: 30 milioni di euro spesi per esempio per il diciottenne ivoriano Yan Diomande dal Leganés, squadra retrocessa in Spagna, e per il serbo Andrija Maksimovic, coetaneo, dalla Stella Rossa di Belgrado.