Oggi Alexandre Roos non ha scritto nulla su l’Équipe e Filippo Maria Ricci sta tornando a casa, ma prima di rientrare sulla Gazzetta ci racconta che Tadej Pogacar recupera le energie perdute con una bevanda alle ciliegie amare prescritta da Gorka Prieto, il suo nutrizionista. “In gara ci sono gel, barrette, caramelle. Una tappa di montagna richiede anche 120 grammi di carboidrati all’ora, per una giornata in gruppo ne bastano 60”.
Su El Pais Carlos Arribas racconta che anguria e broccoli sono nel menù giornaliero dei campioni del Tour de France. Le cose cambiano. Bahamontes ai suoi tempi beveva birra scura in cui scioglieva e mescolava un uovo crudo. Almeno questo è ciò che la madre del regista belga Luc Dardenne diceva a suo figlio quando si ammalava: «Prendi questo, lo prende pure Bahamontes in montagna». Oggi si usano l’aceto per prevenire i crampi e il bicarbonato di sodio per rallentare l’arrivo dell’acido lattico. Per il resto, dice Arribas, la fisiologia è entrata in una fase di stallo, con poche novità. Tutti i nuovi sviluppi sono piccole variabili agli assetti aerodinamici di biciclette, ruote, abbigliamento, caschi: questo sì che funziona. Peraltro si vendono. Con l’anguria e i broccoli che ci fai?
Il miglioramento delle prestazioni ha portato a scalare montagne a 28 km/h e concludere tappe alla media di 45 e oltre, eppure “i ciclisti sono come nuovi la mattina della tappa successiva” fa notare Arribas attribuendo a broccoli e anguria i super poteri.
Il ricercatore basco Aitor Viribay, in servizio presso la Ineos fino all’anno scorso, ha scritto una tesi di dottorato sui benefici metabolici dell’anguria o più precisamente sul suo composto principale, l’amminoacido citrullina – da assumere in combinazione con il nitrato. Ha condotto sei mesi di ricerca, racconta a El Pais, su dei canottieri e ha scoperto che quella combinazione favorisce l’efficienza del movimento.
Oggi Viribay è il direttore delle prestazioni del team trail Salomon. La via dell’ossido nitrico è importante anche per la vasodilatazione e la contrazione muscolare. Se ne giovano pure gli anziani alle prese con problemi di ipertensione.
El Pais racconta che l’estratto di broccoli va molto in Svezia, lo sapete come sono fatti gli scandinavi. Preso in fiale riduce l’accumulo di lattato del 12% e lo stress ossidativo nelle cellule del 10%. Sono ottime anche per proteggere il fegato, non tanto dal malanimo ma dall’alcol. I fisiologi del Karolinska Institutet hanno trascorso sette anni a studiare gli effetti degli isotiocianati, in sostanza gli antiossidanti presenti nei cavoli, nei broccoli e nelle altre verdure crocifere. Ci sono fitti scambi di email sul tema con i migliori ciclisti del mondo. Sul loro sito web ci sono fior di campioni come Mads Pedersen e Andreas Almgren che raccontano di farsi follemente di queste fiale di broccoli, se ne scolano una tre ore prima di finire la corsa e in quelle condizioni potrebbero far innamorare Olivia di Braccio di Ferro.