Volevo essere un Ringhio: canzone di un candidato c.t. che non ce l’ha fatta

Volevo essere un Ringhio, dalla panchina vi arringo, un cittì, uno spacciatore di fumo, però non sono nessuno, sono senza famiglia, ho pure un male alla caviglia.

Non sono nato con la faccia da Gattuso, ho anche paura del corto muso. Se vado a Oslo le prendo, così mi truccano da guerriero. 

Vivere in panchina è un gioco da ragazzi, me lo diceva Allegri e io pescavo gamberi. Quanto è duro il mondo per chi non ha Tonali, senza terzini intorno e senza Davids con gli occhiali. 

Volevo essere un Ringhio che ogni tanto fa bingo, un cittì, ma in mischia non mi avvinghio, se sono in fila non spingo: un chiocchiò. E poi al sole mi stingo.

Non sono nato con la faccia da gringo, non sono stato mai un vichingo, sono troppo guardingo, più vallone che fiammingo, più fantozzi che mandingo. 

Vivere in panchina è un gioco da ragazzi, ti mangi una braciola, ti fingi Pep Guardiola. Quanto è duro il mondo per quelli normali, che hanno poca stampa attorno e sono senza Nazionali. 

 

      Che cosa si dice in giro

 

▥  AGGETTIVI  Fabio Licari, la Gazzetta dello sport: La sua Italia deve correre, dannarsi, fare gruppo, pensare al gol, ispirarsi a quella di Lippi e non fingere dolorini diplomatici. La sua Italia deve essere chiacchierona, operaia, ringhiante 

▥  PRONOMI PERSONALI Gabriele Gravina: «Gennaro Gattuso ha voluto anteporre il noi all’io e lanciare dei messaggi molto chiari. Mi ha detto subito: presidente nessuno vince da solo»

▥  MA NON DOVEVA VENIRE UN RISULTATISTA?  Fabrizio Roncone, Corriere della sera: Un soprannome adatto per quando giocava, Ringhio, ma sbagliato ormai da tempo, da quando s’è messo in testa di fare l’allenatore e cerca un calcio pensato, sofisticato, d’attacco. Insomma: diciamo che chi gli vuole bene sostiene sia una specie di De Zerbi, però De Zerbi cura meglio le pubbliche relazioni

▥  QUELLE BELLE MOGLI DI UNA VOLTA  Monica Colombo, Corriere della sera: La pescheria e il bistrot, aperto successivamente portano entrambi i cognomi dei titolari, e sono ormai un punto di riferimento per i gallaratesi. Negli anni scorsi poteva capitare di incontrare in cassa la moglie Monica, dai modi gentili e non da diva tipo le wags attuali

▥  UN MESSIA  La Gazzetta dello sport: Il vangelo secondo Rino – Luigi Garlando: Ricostruiamo il pensiero nascosto dietro le parole chiave del nuovo ct. “Dolorini”. «Ho tolto le porte girevoli a Coverciano. Hai un dolorino? Vieni in Nazionale, ci resti, ti curi, fai gruppo. Io non stavo in piedi nel 2006, ma mi sono incatenato all’aereo per volare al Mondiale». “Famiglia”. «Voglio un gruppo alla Lippi. Ale e Pippo non erano amiconi, ma a Duisburg facevano coppia fissa a carte. Cerco quella magia lì. Il noi al posto dell’io. A Milanello ingoiai un lumacone vivo per far ridere il gruppo troppo teso. Imparerete a farlo».

▥  FIGURIAMOCI SE C’ERA PURE LA RETORICA  Claudio Savelli, Libero: In passato venivano decantati progetti ad ampio raggio e respiro di presunte rifondazioni del calcio italiano, stavolta questa parte è cancellata. Alleluia. Un minimo di onestà intellettuale. Abbiamo ampiamente dimostrato ampiamente di non saper ristrutturare il movimento e per la prima volta nessuno promette di farlo. La brevità del progetto di Gattuso non è nascosta sotto un tappeto di retorica

▥  NEURO CHIRURGIA Giulia Zonca, la Stampa: Gattuso cerca il silenzio, la coesione, l’intesa che passa per i gesti diretti, gli unici che avrà a disposizione per gestire da subito il caos. Si propone di «entrare nella testa dei giocatori», speriamo non ci riesca perché a ognuno serve la propria 

▥  LA MAXILLO   Buffon: Ci stiamo mettendo la faccia

▥  OSTETRICIA  Alberto Abate, Il Messaggero: Cesare Prandelli, l’uomo che portò la Nazionale a giocare l’ultimo mondiale in Brasile nel 2014, ora coordinerà la rinascita della tecnica, pressando i club per far sbocciare il talento

▥  I RINGHIO BOYS, ADDIRITTURA   Carlos Passerini, Corriere della sera: Giocherà con la difesa a tre e avrà come leader Donnarumma, Tonali e Barella, non potrà essere solo corsa e grinta: serviranno dinamismo e coraggio, servirà segnare più gol possibili, proprio perché la classifica ci vede in ritardo. È l’ora dei Ringhio Boys

▥  I VALORI, I VALORI   Alessandro Bocci, Corriere della sera: Passione e responsabilità, Rino dovrà andare oltre schemi e moduli e recuperare valori che sembrano perduti, sbriciolati nel frullatore del calcio moderno. Spalletti era visionario e forse per questo ha fallito. Chi ama la Nazionale faccia un esame di coscienza e un passo in avanti. Non possiamo restare fuori per la terza volta di fila dal Mondiale.

▥  SEMPLIFICHIAMO, SEMPLIFICHIAMO Antonio Barillà, la Stampa: Buffon difende una scelta che, pur condivisa coni vertici federali, rivendica ; respinge luoghi comuni e pregiudizi; ribadisce che l’immagine di combattente generoso non può oscurare i dodici anni di Gattuso in panchina. Non esagera con gli slogan – viva la semplicità: il calcio relazionale ha già dato -, non presenta maghi né promette alchimie: dopo una vita tra i pali e poi accanto alle nuove

▥  UOMINI FORTI, INTESTINI FORTI  Francesco De Luca, Il Mattino: Non è Harry Potter e certamente neanche Gravina ha la bacchetta magica. Infatti, le riforme non le fanno i maghi ma i dirigenti che nei momenti più difficili prendono le decisioni più forti.

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