L’occasione di vedere la Nazionale di calcio di Guadalupa

    

L’unico torneo per il quale è autorizzata a esistere

    Come se non bastassero gli stadi semivuoti per i Mondiali dei club, tra Houston e Minneapolis, tra San Diego e Austin, hanno messo in programma altro soccer e stanno giocando la Gold Cup, in sostanza il campionato dei nord-americani. Dove però si divertono a confondere le idee ai ragazzini delle elementari sulla geografia, invitando un tempo il Giappone, e adesso il Qatar o l’Arabia Saudita, vai a capire perché c’è tutta questa simpatia per i pozzi di petrolio. 

Ma non è questo il punto, non fate scroll e andate oltre. Il punto è che la Gold Cup è l’unico posto dove si può incontrare la Nazionale di calcio della Guadalupa, l’unico torneo dove viene autorizzata a partecipare. Ha perso 5-2 dal Panama all’esordio e domani notte ci riprova contro la Giamaica. 

Come sapevano i bravi studenti di geo-storia prima che la geo-storia fosse cancellata dai programmi, il territorio della Guadalupa è un dipartimento francese d’Oltremanica. Il movimento del calcio laggiù nei Caraibi è controllato dunque dalla federcalcio di Parigi. Come accade per la Martinica e per la Guyana francese. Guadalupa non è membro FIFA, non può giocare le qualificazioni per andare ai Mondiali, altrimenti avrebbe potuto dare la sua maglia a Sylvain Wiltord, a Lilian Thuram e a Thierry Henry.

Quando si gioca la Gold Cup invece prende forma. Esiste. Stéphane Auvray, francese originario di quella terra, è tra quelli che confessano il desiderio di vedere riconosciuta un giorno a tutti gli effetti la sua Nazionale, non per provocazione – chiarisce – ma perché pensa che nel mondo ci debba essere uno spazio per tutti. Auvray e gli altri che la pensano come lui non capiscono perché Tahiti sì, perché la Nuova Caledonia sì, perché due territori francesi d’Oltremare possano giocare a calcio con una propria squadra e una propria bandiera, e loro invece no. 

Nel 2007 Guadalupa è arrivata in semifinale alla Gold Cup [battuta dal Messico]. C’è stato per un po’ un movimento di opinione che rivendicava la doppia affiliazione, ma alla fine quando arrivano i Mondiali o gli Europei c’è sempre una maglia della Francia per gli Anelka e i Briand, i Dacourt e i Gallas, gli Abidal, i Silvestre, i Capoue, i Gouffran. 

Non giocano o non possono giocare per la Guadalupa i calciatori che hanno indossato la maglia francese in competizioni ufficiali in qualsiasi momento nei cinque anni precedenti la Coppa.

Il cittì è Jocelyn Angloma, esatto, quell’Angloma del Torino e dell’Inter, miglior terzino destro nella storia del Valencia secondo i suoi tifosi. Stavolta ha convocato 11 calciatori che giocano in Francia, 6 nei Caraibi, uno in Turchia, uno in Svizzera, uno in Olanda, uno in Belgio, uno a Cipro, uno in Serbia e uno in Bundesliga all’Union Berlino: Jérôme Roussillon, cinque stagioni al Wolfsburg, terzino sinistro che è stato a suo tempo nazionale francese in un paio di Under. 

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