In effetti si tratta di un messaggio per Pogacar
Quando Mathieu van der Poel era già da solo da 6-7 km, quando ormai il resto del gruppo aveva smesso di tenergli la ruota dopo l’Oude Kwarament, lungo il Karnemelkbeekstraat, un tipo a bordo strada con una birra in mano si è accostato e gli ha sputato addosso. Non è la prima volta che succede in Belgio [le immagini]. È accaduto negli anni scorsi. È accaduto in inverno durante le corse di ciclocross.
«Si tratta di persone che farebbero meglio a non venire» ha detto alla fine. «Io da solo non posso cambiare nulla. Ma è un fenomeno che si ripete, purtroppo». Papà Adrie considera che «identificare il colpevole non dovrebbe essere così difficile. Non è compito nostro, è compito della polizia».
Il compito di Mathieu Van der Poel è stato il solito. Scrollarsi dal dorso gli altri e andarsene. Stavolta ha pedalato da solo per 39 km, un anno fa furono 43 e 700 metri. Spesso qui si vince così. Fabian Cancellara rimase in fuga per 35 km nel 2013, Niki Terpstra per 30 nel 2018. È stata la quinta vittoria in carriera col margine maggiore per l’olandese [1:07], dietro i tre minuti di margine della scorsa Roubaix, il minuto e 37 dei Mondiali 2023, il minuto e 31 dell’Harelbeke 2024 e del campionato olandese 2020. Venticinque successi sui 53 in carriera sono venuti dalle gare di un giorno, il povero Mads Pedersen si è preso il 36esimo secondo posto della sua vita, Filippo Ganna ha fatto un bel test per Roubaix e s’è piazzato terzo, mentre Wout van Aert non si è visto mai.
L’Équipe racconta dell’assenteismo dei bambini a scuola per andare a vedere la corsa e della frustrazione diffuso in gruppo di fronte a questa replica della Milano-Sanremo sotto un cielo incerto, un cielo da ciclocross. Pare che a Mathieu sia venuta voglia di spaccare la concorrenza e di dominare quando al km 6 una caduta ha spaccato in due il mucchio, lui e Van Aert sono rimasti indietro, quelli davanti si sono messi a scappare.
L’azione decisiva è cominciata con Mads Pedersen sul Taaienberg, e vale la pena riferirlo così si può citare il Taaienberg. Si è portato dietro Van der Poel e Ganna prima di squagliarsi. Pare che tutti i reduci da Tirreno-Adriatico e Sanremo abbiano un raffreddore micidiale o altro per la pioggia presa. Così per evitare problemi fino al Giro delle Fiandre di domenica 6, Mathieu se ne rimarrà al caldo in Spagna nei prossimi giorni. Niente Gand-Wevelgem domani, niente Attraverso le Fiandre mercoledì. Per non rischiare. Ieri a 26 km dal traguardo, la bici è slittata sull’asfalto bagnato, e sul bagnato ha dovuto tirare dritto fino al traguardo, con Pedersen e Ganna per una decina di km a distanza costante l’uno dall’altro.
Giovanni Battistuzzi sul Foglio scrive che “hanno dato un compendio visivo di eleganza ciclistica. Lo hanno continuato, anche se a distanza maggiore, anche negli ultimi chilometri di pianura che collegavano l’ultimo muro di giornata all’arrivo. Perché non è vero che la pianura nei finali di corsa è uno spreco di chilometri come sostengono i fanatici degli arrivi in salita. Servono a tante cose, anche a questo. A farci vedere quanto può essere bello un essere umano che pedala una bicicletta”.