La giocatrice squalificata perché la insultavano: Petrucci faccia qualcosa

Durante una partita del campionato regionale emiliano-romagnolo Under-19 femminile tra Cesena e Rimini domenica è avvenuto un episodio di cui riferisce stamattina anche il Corriere della sera. Una delle minorenni in campo è stata espulsa dall’arbitro suo coetaneo «per flagrante comportamento antisportivo». È successo che a metà del terzo quarto si sia sentita insultare dalla madre di un’avversaria [«Sei il guinzaglio di un cane. Sei una scimmia!»]. La ragazzina ha origini nigeriane ed è in affido presso una famiglia romagnola. Non  ha retto. È corsa verso la tribuna e ha provato a colpire la donna. È stata bloccata, espulsa e accompagnata negli spogliatoi dal suo allenatore, mentre la donna – la madre, l’adulta, la guida – si giustificava e lasciava gli spalti sotto altri insulti, quelli di genitori indignati. 

Il risvolto interessante è che secondo il Corriere della sera oggi pomeriggio il giudice sportivo dovrebbe omologare il punteggio con l’inevitabile squalifica dell’atleta mentre la procura federale ha aperto un’inchiesta. Filippo Sacchetti, il sindaco di Santarcangelo di Romagna, ex giocatore, ha chiesto «che si incontrino e abbraccino la vittima del vergognoso epiteto e la figlia di chi l’ha pronunciato per far vedere cosa sono il rispetto e la sportività». 

Come si direbbe in un dibattito: le istituzioni dove sono? 

Eccole qua.

Gianni Petrucci [non un omonimo del vecchio presidente, proprio lui, sempre lui, secondo alcuni in corsa finanche per tornare alla guida del CONI] ha reagito con durezza e ha preso la guida dell’antirazzismo mondiale dicendo di sperare che «la madre che si è resa protagonista di quel terribile fatto riesca a dormire serena e guardare in viso le persone che la circonderanno perché quanto ha fatto non è ammissibile». 

Sul serio. Ha detto così. 

Spera che quella mamma dorma serena. 

Per il resto va tutto bene. 

Ora. Poiché a una cert’ora del mattino quella madre poi si sveglia, sarebbe bello se scoprisse che un presidente di federazione ha pure un ruolo e un potere, e come ci insegna la Marvel avendo un potere ha anche una responsabilità

Petrucci cancelli dopo un minuto la squalifica alla ragazzina insultata. Ha già pagato con l’espulsione. Esiste un precedente. È successo nel calcio. È successo finanche nella palude immobile e inerte del calcio, quando Gabriele Gravina concesse la grazia a Romelu Lukaku cancellando la giornata di squalifica dopo la reazione agli insulti subiti in Juve-Inter, semifinale di Coppa Italia. Si parlò di buon senso e di norma da cambiare. La norma non è cambiata, accontentiamoci almeno di tenere in vita il buon senso. Anche nel basket. Altrimenti i presidenti esperti e saggi, i presidenti di trent’anni [di durata, non d’età]: che cosa ci stanno a fare?

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