Quando c’è la pallamano di mezzo, il Grande Fratello non è né Orwell né Barbara D’Urso. Quando c’è la pallamano di mezzo, il Grande Fratello è Nikola Karabatic, grande rispetto a Luka. Nikola si è fatto da parte. Una volta attraversati i quarant’anni, ha dedicato la scorsa stagione ai saluti al grande pubblico. Luka di anni ne ha 36 e va avanti, non è più un titolare della Nazionale francese al centro della difesa, ma resta un elemento chiave nella vita del gruppo, in quella che potrebbe essere la sua ultima competizione internazionale.
Ludovic Fabregas si è preso il suo vecchio posto, Karl Konan gli dà il cambio. Karabatic II dice di non aver problemi con l’ego, anche se non è un titolare va bene, va bene lo stesso. È il circolo del tempo. Arrivi, togli il posto a qualcuno, qualcuno lo toglierà a te. Non importa per quanto tempo siamo dentro una partita, dice Karabatic sembrando Cartesio, o forse Baudelaire, importa che dobbiamo dare il nostro contributo. Oggi, dice L’Équipe, quest’uomo di 2 metri e 2 centimetri, 110 chili, porta il peso degli anni. I dieci giorni di riposo prima dell’inizio della preparazione gli hanno fatto bene fisicamente e mentalmente. Alle Olimpiadi di Parigi non era invece al meglio. È lì che ha ceduto il passo a Karl Konan. Luka dice che se i Giochi si fossero conclusi con una medaglia d’oro, avrebbe fatto un po’ come Nikola, si sarebbe dedicato al club. Ma dopo la sconfitta nei quarti di finale contro la Germania, come capitano, non se l’è sentita.
È una questione di famiglia anche la pallamano in Cile. Molto più che in Francia. Il nome dei Feuchtmann è scolpito nella storia del movimento. C’è sempre stato uno di loro in squadra, ogni volta che il Cile è arrivato ai Mondiali. Il capostipite, il padre, ha ispirato il resto della famiglia. Voleva che diventassero professionisti in Europa. Il primogenito Emil ha fatto partire la tradizione. Dietro di lui sono arrivati Erwin, Harald e Inga, la prima giocatrice professionista di pallamano nel paese. I Feuchtmann hanno giocato in Germania, in Romania, in Turchia, in Austria, in Francia, in Spagna. Ai Mondiali del 2017 i tre fratelli erano tutti fra i convocati. Ora è rimasto in squadra il solo Erwin, il più giovane, arrivato a 242 gol in carriera. È al suo settimo Mondiale, non è mai tornato a casa con meno di 25 gol. Due anni fa ne fece 54, solo 6 in meno di Mathias Gidsel.
Il Cile fa affidamento pure sui fratelli Salinas, l’Ungheria ha Zsolt e Bence Krakovszki, gemelli, 22 anni, uno gioca in Germania nel Wtzxlar e l’altro nel Tatabanya. L’Olanda risponde con Jorn e Kay Smits. I genitori Gino e Cecile sono stati entrambi pallamanisti di un certo livello. Anche la sorella Inger gioca.
Due gemelli ce li abbiamo anche noi, sono Simone e Marco Mengon, 25 anni compiuti un paio di settimane fa, il primo gioca in Bundesliga con l’Eisenach e il secondo in Ligue con il Sélestat Alsace. Comunque: niente a che vedere con lo strani caso delle gemelle nelle pallamano norvegese [su Slalom se ne era parlato qui]
Sono otto i convocati italiani che vengono da campionati stranieri. Gli altri sei si chiamano Domenico Ebner, portiere, numero 1 del Lipsia; l’ala destra Leo Prantner del Balingen-Weilstetten in Germania; l’ala destra Thomas Bortoli dell’Istres Provence in Francia; il terzino sinistro Mikael Helmersson del Coburg in Germania; l’ala sinistra Jeremi Pirami del Tremblay-en-France; il pivot Andrea Parisini del Pays d’Aix Université.