I primi mondiali dell’anno
I Mondiali di pallamano sono quel posto che in fondo tanto mondiale non è. Una volta passati i gironi, quando il tempo scorre, lo spazio si restringe e l’imbuto conduce il torneo verso le semifinali, diventano degli Europei con un’aria più enfatica e solenne. Nelle 28 edizioni giocate regolarmente dal 1954 – con un prologo nel 1938 – solo il Qatar del 2015 è riuscito a spezzare l’egemonia del continente, ma con una squadra piena di naturalizzati. Giocava in casa e voleva cogliere l’occasione. Sono riuscite a piazzarsi al quarto posto l’Egitto nel 2001 e la Tunisia nel 2005. Basta. Tre nazionali in tutto fra le prime-quattro su 112 posti.
La pallamano maschile vive dentro una geografia ristretta. Quattro paesi si sono divisi 17 dei 28 titoli assegnati. La Danimarca ha vinto gli ultimi tre, la Francia i precedenti due. Le quattro semifinaliste del 2023 sono state le stesse del 2021 e del 2011. Un panorama immobile e chiuso, dove stavolta una sola nazionale farà il suo debutto in assoluto, la Guinea.
L’Italia si è qualificata per la seconda volta nella storia, torna a distanza di 28 anni. Cuba e Kuwait non si vedevano dal 2009, la Repubblica Ceca mancava da dieci anni. Gli USA sono alla seconda apparizione consecutiva per la prima volta in trent’anni, ma lo devono a una wild card assegnata dalla federazione. L’altra è andata alla Svizzera perché così ha deciso il partner televisivo internazionale del torneo, considerando il bacino d’utenza, il mercato commerciale, quella roba là. Avevano fatto domanda 12 nazioni. L’ha mangiata l’Europa. Pure questa. Pezzi di un mondo più largo intravisti due anni fa stavolta sono rimasti fuori: Iran, Marocco, Arabia, Sud Corea, Uruguay.
Comincia oggi il primo torneo della storia organizzato in tre paesi: Croazia, Danimarca e Norvegia, dove la pallamano è radicata nella vita quotidiana dei cittadini, dai giovani agli anziani. Questo fa dire alla federazione internazionale che “è cominciata una nuova era”. Può darsi, ma i Mondiali del 2027 torneranno in Germania come nel 2019, quelli del 2029 saranno divisi a metà tra la Francia [come nel 2017] e di nuovo la Germania, l’edizione del 2031 si riaffaccerà in Danimarca e in Norvegia, aggiungendo l’Islanda. La sola pallanuoto vive forse dentro un recinto più claustrofobico.