Ma Paris può vincere la Coppa del mondo come Tomba?
Dominik Paris ha vinto a Bormio la seconda discesa libera in due giorni, la sesta gara di sempre, sulla pista allo Stelvio: con un vantaggio di 8 centesimi sullo svizzero Urs Kryenbuehl. Ora è in testa alla classifica generale di Coppa del mondo. Superbo ritorno per Mikaela Shiffrin che ha vinto il gigante di Lienz davanti a Marta Bassino. Quarta Federica Brignone, 17esima Sofia Goggia.
Non è facile. Paris ci prova. Sono punti importanti per le classifiche e per il sogno, a questo punto non più visionario, di vincere la sfera di cristallo. Per i velocisti non è mai stato facile, per loro il programma prevede meno gare, rispetto agli specialisti delle discipline tecniche. Ma, dopo il ritiro di sua maestà Marcel Hirscher, la situazione è più instabile, manca l’uomo forte di Coppa. E i principali aspiranti sono alle prese con problemi vari: il francese Alexis Pinturault si è infortunato nel parallelo dell’ Alta Badia e Henrik Kristoffersen ha alti e bassi caratteriali che ne condizionano i risultati. Paris, invece, è pronto. Solido e solare.
Dopo Bormio gli uomini-jet si trasferiranno a Wengen (17-19 gennaio) su una pista che Dominik non ha mai amato, ma per questo la sfida sarà più intrigante. Poi a fine mese (24-26 gennaio) sarà la volta di Kiztbuehel, il ghiaccio bollente che, invece, gli ha sempre scaldato il cuore. | Daniela Cotto, la Stampa
“ È presto per parlare di classifiche. Meglio pensare, e parlare, delle singole gare Dominik Paris
L’ultimo fu Luc Alphand. Sarà oggi, il primo crash test al cristallo potenziale di Domme. La combinata, nella sua ultima versione, mette assieme una manche di superG e una di slalom. Domme dovrà andare a caccia di qualche punticino, ben sapendo che Kristoffersen ne piglierà probabilmente assai di più. E poi, archiviata Bormio, si vedrà e magari converrà chiedere qualche consiglio a Luc Alphand, unico discesista puro degli ultimi trent’anni ad aver vinto la grande Coppa di cristallo (1997). | Cosimo Cito, la Repubblica
Il segreto di conoscersi. Alexander Aamodt Kilde che tocca i 129 orari, ma come il campione azzurro fa scorrere i suoi sci, su quella pista che adora, dopo averla studiata, sperimentata, analizzata in ogni sua trappola, nessun altro ci riesce. … Quando indossa il casco e si mette sugli sci, ammette di diventare un altro uomo, di cercare solo la velocità («è la mia condizione ideale, mi piace anche la moto, però la evito perché diventerei pericoloso…») e di «non provare paura perché conosco i miei limiti». Ecco forse per questo vince: conosce a fondo se stesso. | Daniele Dallera, Corriere della sera
la classifica maschile Paris 449, Kilde 394, Kristoffersen 379, Mayer 362, Feuz 361
Alza 170 chili con una sola gamba. Il Corriere dello Sport-Stadio, con Alberto Dolfin, intervista Mattias Schnitzer preparatore atletico di Paris: “Quest’anno, abbiamo aumentato il volume di resistenza nella preparazione, mentre i carichi sono simili a quelli delle ultime stagioni. Gli propongo una combinazione di esercizi, non uno solo. In particolare, fa tanto squat con una gamba sola e lì arriva a sollevare carichi superiori ai 170 kg”.
Come Klammer. Il suo bis in 24 ore rimanda alle imprese di Franz Klammer, il più grande discesista di sempre. Kaiser Franz firmò una doppietta in due giorni sulla Saslong, in Val Gardena nel dicembre del 1976. Ora Paris si confronta con quei mostri sacri delle nevi. Aveva già superato Kristian Ghedina diventando l’azzurro con più successi in discesa, sono 14, che sommati ai 4 trionfi in SuperG portano a 18 il suo bottino complessivo in Coppa del Mondo. Tra gli italiani soltanto due miti: Tomba (50) e Thoeni (24) hanno fatto meglio. | Pier Bergonzi, la Gazzetta dello sport
La forza mentale. Proprio la grandissima forza mentale ha aiutato Domme a superare ogni ostacolo dello sport e della vita, come la perdita del fratello maggiore Renè a causa di un incidente stradale nel 2013. «È stata una grande prova per lui e nel primo anno dopo questa tragedia non è stato facile andare avanti – spiega Schnitzer il suo preparatore atletico – Lo sci l’ha aiutato a superare questa difficoltà e a maturare». | Alberto Dolfin, Corriere dello Sport-Stadio
Cuoco raffinato. Paris, cuoco raffinato quando ha il tempo di dilettarsi, ha trovato la ricetta per incatenare le corse. Dopo che si è stabilizzato su un peso forma di cento chili, ha meno problemi alla schiena. Attribuisce grande importanza al riposo e conserva energie per le sue due passioni: lo sci e la musica. Lo scorso anno è uscito il suo primo cd e ha siglato la miglior stagione in Coppa del mondo (quarto nella classifica generale). | Myriam Alizon, L’Équipe
Le tribune di Bormio. Da tempo, in Italia, non si coglieva un entusiasmo simile attorno a una gara di sci. Le tribune di Bormio non sono quelle di Kitzbühel, certo, ma proprio per questo sono sembrate esplodere di passione. Chi c’era non era lì per fare passerella, chi c’era è un vero appassionato che sa cosa significa scendere a oltre cento all’ora di media, con punte di centotrenta, per quel budello ghiacciato (ieri molto più di venerdì), dovendo per quasi due minuti gestire sotto i piedi due assi lunghe poco più di due metri in curvoni velocissimi e salti da brivido. | Maria Rosa Quario, Il Giornale
“Non riesco a stare in città per più di due giorni”
➣ Cos’è la montagna per te, uno stile di vita?
“Per me è tutto, rappresenta quella libertà senza cui non saprei stare. Io sono cresciuto in montagna, è l’unico posto dove posso stare tranquillo e in pace con me stesso. Lo sci è la perfetta metafora di questo perché sei da solo ad affrontare la sfida e devi decidere metro dopo metro come affrontare la discesa. E assumerti tutte le responsabilità di eventuali errori”.
“Per me è tutto, rappresenta quella libertà senza cui non saprei stare. Io sono cresciuto in montagna, è l’unico posto dove posso stare tranquillo e in pace con me stesso. Lo sci è la perfetta metafora di questo perché sei da solo ad affrontare la sfida e devi decidere metro dopo metro come affrontare la discesa. E assumerti tutte le responsabilità di eventuali errori”.
➣ Soffri quando devi andare in città per lavoro?
“Sì, più di due giorni non riesco a starci. C’è troppo casino: non ce la faccio, è più forte di me”.
“Sì, più di due giorni non riesco a starci. C’è troppo casino: non ce la faccio, è più forte di me”.
➣ Ti è sempre piaciuto andare veloce?
“Da quando sono piccolo non riesco a fare a meno di cercare di andare al massimo con ogni mezzo a mia disposizione. Gli sci, la bici o le auto, che mi diverto a tirare al massimo quando mi invitano a fare i giri di prova in pista a Imola. Per questo, anche se mi piace da morire, devo evitare la moto, perché non riuscirei a pormi dei limiti e diventerebbe pericoloso. Sono fatto così”.
“Da quando sono piccolo non riesco a fare a meno di cercare di andare al massimo con ogni mezzo a mia disposizione. Gli sci, la bici o le auto, che mi diverto a tirare al massimo quando mi invitano a fare i giri di prova in pista a Imola. Per questo, anche se mi piace da morire, devo evitare la moto, perché non riuscirei a pormi dei limiti e diventerebbe pericoloso. Sono fatto così”.
➣ Hai mai avuto paura in pista?
“Paura? Non so cos’è (ride). Ho rispetto per quello che faccio, e questo è fondamentale per non andare oltre il limite. Ma paura no, non credo di averla mai provata”. | Intervista di Dario Falcini, Rolling Stone, 18 marzo 2019
“Paura? Non so cos’è (ride). Ho rispetto per quello che faccio, e questo è fondamentale per non andare oltre il limite. Ma paura no, non credo di averla mai provata”. | Intervista di Dario Falcini, Rolling Stone, 18 marzo 2019