I tormenti di Arantxa Sánchez
Iñako Díaz-Guerra ha intervistato per El Mundo l’ex numero 1 al mondo Arantxa Sánchez, quattro Slam in carriera, in occasione del suo cinquantesimo compleanno (sabato scorso). «A 13 anni vinsi e urlai che eravamo discriminate, che avrei cambiato il tennis. L’ho fatto». El Mundo la definisce “la prima grande tennista di Spagna, forse la più grande. Un manifesto vivente di tennista e donna di estremo successo, con tutti i fantasmi e gli stravolgimenti che una carriera del genere si porta dietro. È stata lei l’inventrice del vamos, l’esultanza iconica”.
Arantxa conferma e dice che avrebbe dovuto brevettarlo. «Peccato che non l’abbia fatto perché ora lo usano tanti altri».
Il passaggio più drammatico dell’intervista è quello che si riferisce alla sua autobiografia. La pubblicazione sfasciò la famiglia. Arantxa se ne dice pentita.
«Il libro è stato un grosso errore. Oggi non lo riscriverei. Mi sono lasciata consigliare e manipolare da persone che non volevano il mio bene. L’ho pubblicato perché mi hanno convinto che sarebbe stato positivo per me, non era così. Il mio ex marito Josep Santacana aveva i suoi interessi nel farmi rompere con la mia famiglia. Non tutto quello che ho detto nel libro sui miei genitori era vero, sebbene credevo che lo fosse. La situazione mi è sfuggita di mano, sul momento non vedevo le cose chiaramente. Se potessi cambiare una sola cosa del mio passato, sarebbe questa. Ho chiesto loro perdono, stiamo recuperando la normalità. Purtroppo il danno è stato fatto, mio padre si è trovato in una situazione di salute complicata, soffriva di Alzheimer, è morto prima che potessimo far pace. Una cosa che mi peserà per sempre».
El Mundo racconta che Arantxa non vede da due anni sua madre Marisa (85 d’età) né suo fratello Emilio. Vivono in Florida. Nel dicembre del 2017 suo marito ha lasciato la casa di famiglia a Miami dove vivevano, per andare a vivere con un’altra donna. Ha chiesto il divorzio e l’affidamento dei figli, lasciando Arantxa tra i debiti. Santacana gestiva il suo patrimonio, stimato in 30 milioni di euro. Un patrimonio andato in rovina. La Banca del Lussemburgo ha denunciato la coppia per aver svuotato i conti prima che fossero messi sotto sequestro, dopo un debito di 5,2 milioni di euro con il Tesoro. La Procura lussemburghese ha chiesto quattro anni di reclusione e il pagamento di un risarcimento da 6,1 milioni di euro. Arantxa ha riconosciuto la sua colpa, ma assicura di non aver mai saputo di questioni finanziarie, si dichiara vittima delle azioni fraudolente del suo ex marito. Nella memoria difensiva chiede la riduzione della pena detentiva a sette mesi e la sua sospensione.