Cosa sarà della break dance dopo le Olimpiadi

Cosa sarà della break dance dopo le Olimpiadi

Nessuno scrive al colonnello e nessuno guarda più i Mondiali di break-dance. Ormai il passaggio ai Giochi olimpici è acqua passata, e questa nuova edizione è molto meno sotto i riflettori rispetto agli anni precedenti sintetizza L’Équipe nella mezza pagina che dedica comunque alla manifestazione. Place de la Concorde ha da tempo riacquistato il suo incessante flusso di automobili. I ballerini di break dance, che quest’estate hanno vissuto forse l’unica esperienza olimpica nella storia della loro arte, sono tornati alla loro quotidianità e ai loro eventi

«La pressione è allentata, è bello stare in compagnia solo delle persone della nostra comunità» dice un protagonista che vuole restare anonimo, boh, chi lo sa perché, come se stesse dando informazioni contro la mafia. Tutti si chiedono come evolverà il circuito e che sarà della break-dance al rientro nel suo guscio. I più puri del movimento non hanno mai digerito l’ingresso nel mainstream. Così come al contrario altri se la sono svignata appena le grandi luci olimpiche si sono spente, fra tensioni, divisioni e disaccordi all’interno della comunità, hanno preferito allontanarsi dal circuito federale

Due settimane fa Rio de Janeiro c’è stato il Red Bull BC One, l’evento più mediatico del settore, il più rispettato, dove la b-girl Syssy [Sya Dembélé] ha brillato. Ai Mondiali di Chengdu di oggi e domani ci sono comunque tre medaglie di Parigi. L’argento Dany Dann [Danis Civil], 36 anni, dice che desidera «rimanere nell’ovile della squadra francese per condividere la sua esperienza con i più giovani. Il budget diminuirà, ma questo non cambia il nostro stato d’animo».

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