Lando Norris ha finalmente vinto un GP partendo dalla pole. A Zandvoort, il circuito di casa di Max Verstappen, il pilota della McLaren ha dato 20 secondi al campione del mondo. Sul podio anche la Ferrari di Leclerc, che ha preceduto Piastri e Sainz, autore di una super rimonta. Domenica il Mondiale a Monza
SETTE CILINDRI | Un, due, tre: Stella. I magnifici piloti della magnifica McLaren
DI ROBERTO LIBERALE
① ARTEFICI L’OTTIMISMO DI LANDO NORRIS
In tanti già pensavano ad un’altra occasione persa da Norris. Verstappen gli è scappato via allo start, ma Lando non ha fatto una piega. Non valeva la pena rischiare un duello al primo giro e d’accordo con il suo ingegnere di pista è rimasto lì, a una distanza tale da non farselo sfuggire, pronto a sferrare l’attacco decisivo. Stavolta la parte del gatto l’ha fatta Lando e il topo era Max.
Il mondiale piloti non è riaperto. Almeno non ancora, perché 70 punti in 9 Gran Premi non sono impossibili da recuperare. Per provarci, Norris e la McLaren dovranno confermare non solo la straordinaria velocità in pista, ma anche una solidità mentale che quest’anno ha mostrato spesso qualche crepa. Senza dimenticare i 7 punti che in Ungheria gli ordini di scuderia del muretto McLaren trasferirono dalle mani di Norris a quelle di Piastri. La vittoria a Zandvoort resta comunque di ottimo auspicio per il futuro. Prima di domenica, su quel circuito 27 volte su 33 aveva vinto un pilota campione del mondo o uno che lo sarebbe diventato. Lando può quindi guardare alla sua carriera con maggiore ottimismo.
② DISCUSSIONI LA MACCHINA O I PILOTI?
In attesa di Max contro Lando, ci gustiamo Red Bull vs McLaren. Nessuno a inizio stagione avrebbe pensato a una distanza così breve tra le due scuderie dopo 15 Gran Premi. I motivi sono vari, il principale e più banale è che la scuderia guidata da Andrea Stella e Zak Brown ha le macchine più veloci. Ma la vera differenza la stanno facendo i piloti. La latitanza di Sergio Pérez dalle prime posizioni sta indirizzando il titolo costruttori verso Woking. Senza andare troppo indietro, se Checo avesse mantenuto la media della scorsa stagione a questo punto avrebbe 55 punti in più e il vantaggio della Red Bull sarebbe molto più rassicurante. Come già affermato in tempi non sospetti, la coppia di piloti McLaren è la migliore tra tutte le scuderie. Lo si pensava in chiave futura, ma a questo punto anche il presente potrebbe essere dalla loro parte.
③ FIGURINE LA BRAVURA DI VERSTAPPEN SI SCORGE NELLE OMBRE
Quinta gara consecutiva senza vittorie per Verstappen. È un record negativo per ciò che si è visto in questi ultimi anni, ma solo per le statistiche. Perché ciò che si sta vedendo in queste ultime gare conferma ancor di più la bravura di Max al volante. Alla guida di una Red Bull che mostra prestazioni nettamente inferiori alla McLaren, con Mercedes e Ferrari spesso molto vicine al livello delle monoposto di Milton Keynes, Max è riuscito comunque a salire sul podio 10 volte su 15. Senza di lui la scuderia di Chris Horner e Helmut Marko sarebbe probabilmente un team come tutti gli altri.
④ MAMELISMI ORA LA FERRARI VA MEGLIO DI DOMENICA
È una Ferrari che nel 2024 sta ribaltando la tradizione negativa degli ultimi anni che la vedeva forte il sabato e sciupona la domenica. In 15 Gran Premi, considerando le 30 posizioni acquisite dai due piloti in qualifica, solo 11 volte la posizione in gara è stata peggiore, appena il 37%. Nel 2023, sulle 42 posizioni conquistate in qualifica da Leclerc e Sainz, 24 volte le stesse erano peggiorate in gara, il 57%. E nel 2022 erano state 23 su 44, ovvero il 52%.
A Zandvoort entrambi i piloti hanno fatto molto bene, con un terzo e un quinto posto inattesi per come erano andate le qualifiche. Ora sarà compito della Ferrari prepararsi al meglio per Monza e allo stesso tempo gettare un po’ di acqua sul fuoco dell’entusiasmo, per non rischiare di trasformare l’attesa dei tifosi in delusione. Con quello che è stato esageratamente definito un miracolo, Leclerc è arrivato al suo settimo podio stagionale, dodicesimo per la scuderia, appena uno in meno della McLaren e due in meno della Red Bull. In classifica costruttori la distanza dalla Red Bull è rimasta praticamente invariata, e se Perez non tornerà a portare a casa punti pesanti, anche la Rossa potrà dire la sua.
⑤ PROSPETTIVE NON ROVINIAMO KIMI ANTONELLI
La Mercedes è passata dai 6 podi consecutivi, tra cui una doppietta “sul campo”, agli appena 10 punti di Zandvoort, un punteggio basso che non si vedeva da 11 gare. La Formula Uno del 2024 è strana, tutto ciò che si dà per scontato viene smentito nei GP successivi. La tecnologia corre veloce e per stare al passo dei propri avversari non sono consentite pause. La scuderia tedesca non ha portato alcun aggiornamento in Olanda e ha pagato in pista questa decisione.
Nel frattempo Toto Wolff ha annunciato l’esordio di Andrea Kimi Antonelli nelle prove libere di Monza, specificando però che il pilota che nel 2025 prenderà il posto di Lewis Hamilton non è stato ancora designato. Lo Slalom fa un grande in bocca al lupo al ragazzo di Bologna, diventato maggiorenne proprio domenica 25 agosto, sperando che sulle sue spalle non gravi una pressione mediatica esagerata.
⑥ PANORAMI GENERAZIONE KART
È la terza volta in questo mondiale che il trio dei predestinati sale sul podio. Era già successo a Miami e a Imola. Un terzetto che ha iniziato a riunirsi sul palco delle premiazioni solo in questa stagione, nonostante che in tanti avessero pronosticato da tempo una carriera ricca di successi per tutti e tre. Per ora Max, Lando e Charles occupano anche i primi 3 posti della classifica piloti, in attesa che il loro quasi coetaneo e avversario ai tempi dei kart, George Russell, si unisca al gruppo. Il ricambio generazionale è quasi completato, anche se proprio quest’anno Hamilton ha deciso di tornare alla vittoria, anzi alle vittorie. E se nel 2025 Antonelli dovesse esordire in Formula Uno, avremo uno dei campionati con la maggior differenza di età tra il pilota più giovane e il più anziano. Dai 18 appena compiuti del ragazzo italiano ai prossimi 44 di Fernando Alonso.
⑦ ORIZZONTI MONZA, IL TEATRO DEI VERDETTI MONDIALI
Domenica 1 settembre la Formula Uno tornerà a Monza. Il GP d’Italia è stato decisivo per la conquista del mondiale ben 11 volte, solo il GP del Giappone lo è stato di più (13). Parliamo però di epoche in cui Monza era spesso in coda al mondiale, almeno così è stato fino agli anni ’70. Poi, a partire dagli anni ‘80 Suzuka è divenuta il teatro di battaglie epocali per l’assegnazione del titolo piloti, prima su tutte quelle tra Prost e Senna. Il XXI secolo della Formula Uno è stato invece caratterizzato dai tanti mondiali vinti in anticipo, fino al 2021 erano stati ben 15 su 21, fino all’epico scontro finale di Abu Dhabi tra Verstappen e Hamilton.
Poi si è tornati ai due KO prima del limite, con i mondiali dominati da Verstappen e la sua Red Bull, portando la percentuale di titoli assegnati in anticipo al 71%. Il desiderio degli appassionati è che la lotta resti viva fino alla fine e immaginiamo che anche Liberty Media abbia un’identica speranza. Non ce ne voglia Max Verstappen.
PUZZLE CHE COSA SI DICE IN GIRO
▥ UN’ALTRA ERA Umberto Zapelloni, Il Giornale: “Il regno di Max è finito proprio a casa sua. In Formula 1 è cominciato il periodo papaya. Un’altra tonalità dell’arancione, che però in Olanda fa tutta la differenza del mondo. Il golpe adesso è completo. Non una semplice vittoria. Una dimostrazione di forza impressionante, figlia del pacchetto di evoluzioni portato, e poi dell’interpretazione della gara di Lando che ha fatto una grande differenza anche sul suo compagno di squadra, arrivato ai piedi dal podio. La prestazione di Piastri è stata l’altra faccia della luna McLaren perchè con una macchina che rifila oltre 20” alla concorrenza, Oscar avrebbe dovuto arrivare sul podio recuperando su Leclerc che aveva gomme decisamente più vecchie”.
▥ ANCHE CON LA SIGARETTA ACCESA Jacopo D’Orsi, La Stampa: “Come un ospite sgradito che gira in accappatoio tra salotto e cucina, magari pure fumando, s’è anche concesso di sbagliare l’ennesima partenza – siamo a sei volte su sei, Sprint comprese, che la pole non gli basta per concludere in testa il primo giro – prima di passeggiare indisturbato davanti al pubblico olandese”.
▥ INGEGNERI, PER CARITA’ Daniele Sparisci, Corriere della sera: “È il capolavoro di Andrea Stella, un leader molto più incisivo di quanto appaia da fuori. Passo dopo passo, aggiornamento tecnico su aggiornamento, ha costruito la scalata al Mondiale, con lo stesso metodo con il quale ha percorso tutti i gradini della piramide di Woking, lui che era arrivato da ingegnere di pista, seguendo Alonso nella diaspora da Maranello”.
▥ IL DENARO NON E’ STUPIDO Mauro Coppini, Corriere dello sport-stadio: “Gli oltre venti secondi di distanza rifilati da Norris a Verstappen sono difficili da capire. Movimenti imprevisti e imprevedibili, caratteristici di evoluzioni tecniche sempre più complesse alle quali si affianca la necessità di mantenere in vita quei contenuti spettacolari dai quali dipendono gli introiti di Liberty Media”.
▥ CHE COSA SERVE ALLA FERRARI Leo Turrini, Resto del Carlino: “Quasi mai, in questi lunghi anni di malinconico digiuno, quasi mai, dicevo, il problema Rosso è stata l’identità di chi si cala nell’abitacolo! A Maranello sono passati Alonso, Vettel, il Raikkonen bis, adesso ci sono Carletto e Carlitos. Ed è in arrivo un certo Lewis Hamilton… Ciò che nel tempo è mancato è stato il valore assoluto della macchina. Sulla giostra sono saliti e dalla giostra sono scesi fior di ingegneri e di manager: con esiti raramente all’altezza di chi la guida, la vettura. Questa è la lezione ennesima venuta dall’Olanda”
▥ LA CATENA DELLE RESPONSABILITA’ Luigi Perna, la Gazzetta dello sport:”È un passaggio storico cruciale anche per la Ferrari, che non può farsi trovare impreparata, se vuole dare a Hamilton e a Leclerc una rossa vincente. L’organizzazione della squadra cambierà, con l’arrivo a ottobre del francese Loic Serra dalla Mercedes nel ruolo di direttore tecnico, dopo il passaggio di Enrico Cardile all’Aston Martin. Lo sviluppo aerodinamico dovrebbe restare responsabilità di Diego Tondi. Con il sette volte iridato Hamilton dovrebbe esserci Riccardo Adami. ora ingegnere di pista di Sainz, che ha già lavorato per anni con Sebastian Vettel. Ma il quadro completo lo darà Vasseur dopo il GP d’Italia, annunciando la nuova formazione della Ferrari. Da Monza per la rossa comincia un altro campionato”.
▥ CI SONO MIRACOLI E MIRACOLI Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Meglio non parlare di miracoli, ma soprattutto meglio non crederci in uno sport basato su calcoli da navicelle spaziali. Charles Leclerc lo ripete con quella faccia un po’ così di chi ha conquistato il podio più inatteso, forse uno dei più belli, «di sicuro uno dei più sorprendenti». Per la grinta, per la lucidità, per la capacità di tenersi dietro Piastri che guidava la stessa macchina del vincitore — Norris— e aveva gomme più fresche di nove giri”.
▥ DIETRO LA PORTA Alessandra Retico, la Repubblica: “La stagione cambia. E anche i piloti: Kimi Antonelli da Bologna, 18 anni ieri (auguri), guiderà la Freccia nelle prime libere a Monza. Un italiano su una F1 in Italia, preludio dell’anno che verrà?”