Il nero, il giallo e il blu: i colori di Svitolina e Mahuchikh in missione per l’Ucraina

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Sono i loro colori che bisogna guardare, il nastro nero sul cuore così bianco di Elena Svitolina, le palpebre gialloblù di Yaroslava Mahuchikh, la prima in corsa per un posto in semifinale a WImbledon – sarebbe la terza per lei sull’erba e la quarta in uno Slam – l’altra salita a 2 metri e 10 da terra, sotto il cielo di Parigi, nuovo primato del mondo di salto in alto, tutt’e due in missione per l’Ucraina.

 

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LA TENNISTA

Elena è andata in campo poche ore dopo aver saputo del missile russo caduto sull’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kiev, 31 persone morte, 154 ferite secondo il bilancio iniziale. I soccorritori hanno scavato sotto le macerie di un’ala a due piani della struttura. Svitolina ha chiesto allora una deroga al dress code bianco per appuntarsi sulla maglia un nastrino nero perché «è stato davvero difficile per me essere qui e fare qualsiasi cosa. Anche solo scendere in campo».

Dopo la sua vittoria, il Times le ha chiesto se si sentisse a suo agio con la politica di Wimbledon, in realtà la politica del tennis intero, cioè con l’ammissione ai tornei delle giocatrici russe sotto una bandiera neutrale; o se pensava che dovessero essere messe al bando come nel 2022.

«Preferirei che… abbiamo provato tutti i modi possibili per parlare con molte organizzazioni», ha risposto. Dal 2023 russe e russi possono competere firmando una dichiarazione di neutralità.

Prossimo turno: Elena Rybakina. Proprio la ragazza nata in Russia e vincitrice del torneo nell’anno del bando, avendo lei in tasca un passaporto kazako. «Le stringerò la mano, certo. Ha cambiato nazionalità, quindi significa che non vuole rappresentare il suo paese d’origine».

Tutte queste emozionanti, fa notare il Times, sono state per pochi. Le presenze a Wimbledon hanno raggiunto il minimo storico degli ultimi 26 anni a causa delle piogge cadute in questi giorni. Sally Bolton, amministratrice delegata del torneo, ha detto che i campionati di quest’anno sono stati i più difficili da programmare, 79 partite sono state annullate durante il weekend. I dati ufficiali sulle presenze hanno registrato 36.630 visitatori il 5 luglio, venerdì, il numero più basso dal 1998, escluso il 2021 con le restrizioni da pandemia. Venerdì sono caduti 26,6 mm di pioggia, secondo il Met Office. Nove partite sono state cancellate e spostate. Nella prima settimana, ai Kew Gardens sono caduti 38,6 mm di pioggia, una quantità vicina ai 47,6 mm che si calcola cadano in media a Londra nell’intero mese di luglio.

LA SALTATRICE

L’asticella dietro la schiena di Yaroslava ha vacillato per qualche centesimo di secondo, ma che il record del mondo fosse possibile si era capito quando aveva scavalcato con abbondanza poco prima i 2,07 – wuo primato personale.

Giulia Zonca ha scritto su La Stampa: Forte di una rincorsa in cui pesta con falcate quasi meccaniche, solo che poi, allo stacco, si trasforma e tutta l’energia diventa leggerezza, lei è armonia pura. Essere un punto di riferimento le ha dato responsabilità, ha aumentato la determinazione senza intaccare la predisposizione per una disciplina in cui serve trovare un equilibrio, quasi irreale, tra l’energia e l’assenza di gravità, tra la terra e l’aria, tra il tumulto e l’assoluta assenza di contrasto. Riesce a un’atleta militante che passa le ore dopo ogni gara a ripetere quante lettere riceva dai soldati in prima linea, quante persone mancano a lei, ai suoi amici, quanto pesa quella bandiera che la fa pure volare”.

Qualche giorno fa Mahuchikh aveva dato un’intervista molto politica a Sean Ingle per il Guardian

«Vogliamo mostrare al mondo che la guerra non è finita» e ha raccontato soprattutto com’è che per lei è cominciata. «Ogni ucraino non credeva che sarebbe successo davvero. Mi sono svegliata verso le quattro e mezza o le cinque del mattino e ho sentito un’esplosione. All’inizio ho pensato, forse è qualcos’altro. Ma quando ne ho sentita una seconda, ho capito che la guerra era iniziata. Ho chiamato mio padre con una risata isterica – quando sono emozionata non piango, rido – e gli ho detto: La guerra è iniziata. Mio padre ha risposto: Cosa? Tu sei pazza».

Dopo aver trascorso le fasi iniziali dell’invasione nella sua città natale di Dnipro, lavorando come volontaria alle consegne di aiuti umanitari, Mahuchikh ha deciso che il modo migliore per aiutare il suo paese fosse tornare in uno stadio. Dieci giorni dopo, con Kiev e gran parte del paese sotto assedio, è andata a vincere l’oro ai Mondiali indoor di Belgrado, in coda a un viaggio di tre giorni in auto.

Secondo Mahuchikh, gran parte del merito va attribuito alla sua allenatrice, Tetyana Stepanova: «Mi dice sempre; ci sei sei solo tu e la sbarra. Certo, è difficile mantenere la mente concentrata ed essere felice in ogni momento. Ma ascoltare musica e leggere libri, fare le trecce ai capelli prima della gara, mi aiuta».

Altre volte  toglie e mette scarpe e calzini, che significa azzerare e ripartire, resettare la testa, liberarsi. Da bambina, dice il Guardian, leggeva Harry Potter per imparare l’inglese. Oggi preferisce la narrativa romantica,

Ha iniziato a saltare in alto all’età di 13 anni, dopo essersi inizialmente dedicata al karate con la sorella, Ha gareggiato nello sprint, negli ostacoli e nel salto in lungo. Il primo tentativo nel salto in alto è stato a 1,45 metri e ha colpito la sbarra. Dopo un secondo fallimento con un calcio a forbice, il suo allenatore le ha insegnato il Fosbury, e il resto si sa.

Mahuchikh ha superato 1,92 per vincere il titolo mondiale under-18 quando aveva 15 anni.  Ha posato per Elle e Vogue Ucraina, è apparsa in passerella alla settimana della moda di New York, fa dei Tik Tok, indossa kit da modella per i suoi 190.000 follower su Instagram. Nel suo feed si trovano pure fotografie del gatto, si chiama Lara, l’ha salvata da un rifugio quattro anni fa, ma non la vede da quando ha lasciato l’Ucraina per stabilirsi in Germania e poi in Portogallo, dove ora vive e si allena. «È a Dnipro, con mio cognato: stanno bene». 

La missione continua. 

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