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La retrocessione di Valentino Rossi
Dopo il rinnovo del contratto a Viñales, la Yamaha ha annunciato che Quartararo entrerà nella squadra principale dal 2021. In sostanza al posto di Valentino Rossi, che aveva detto di volersi prendere 7-8 gare della prossima stagione per decidere se proseguire o no. Rossi ha la prospettiva di continuare con il team minore Petronas. Valentino ha 41 anni e non vince da giugno 2017. Ma fa girare il circuito. «Rappresenta il mio Pavarotti, il primo violino. La ragione per cui tutti sono seduti in platea» dice il gran capo del circo, Carmelo Ezpeleta.
Non così. “Grazie Valentino. È stato bello, ma è finita. Al tuo posto arriva il ragazzino. Avrà la metà dei tuoi anni: capisci, vero? Però restiamo in contatto. Puoi sempre contare su di noi”. Se avessero potuto lasciargli una lettera sul cupolino della moto, sarebbe stata questa. …
«Non è cambiato niente: quest’anno gareggio sempre da pilota ufficiale con Viñales. La moto ha finalmente fatto progressi ed è arrivato un nuovo capotecnico, David Muñoz: voglio tornare ad essere competitivo. Divertirmi. Ma ho bisogno di ascoltare l’asfalto, fare risultati: a metà campionato saprò se vale la pena di continuare ancora per una stagione ». Il pesarese cerca di mantenere la calma, pure se l’ultima settimana è stata fastidiosa come un sorpasso di Marquez. «La Yamaha nei giorni scorsi mi ha chiesto cosa avrei fatto del mio futuro, conoscevano già la risposta: non mettetemi fretta. E allora, si sono guardati intorno». … Glielo hanno fatto capire, in un modo o nell’altro: non sei più indispensabile, campione. Non possiamo aspettare. La sostituzione era nell’aria, ma non con queste modalità. Dice Lin Jarvis, managing director Yamaha: «Pur avendo fiducia nelle capacità e nella velocità di Valentino per il 2020, allo stesso tempo la Yamaha deve pianificare il futuro. Oggi, con sei case motociclistiche nella Motogp, i giovani talenti sono molto richiesti e di conseguenza il mercato dei piloti inizia sempre prima». Forse era meglio se gli lasciavano un biglietto. | Massimo Calandri, la Repubblica
Saper smettere. Come se Gigi Buffon, altro splendido ultraquarantenne del nostro sport, invece di fare la riserva di lusso e l’uomo spogliatoio andasse a giocare in serie C con la Juve Under 23. Beati i campioni che hanno smesso da vincenti: Paolo Maldini nel 2009, due stagioni dopo l’ultima Champions rossonera, Flavia Pennetta al termine degli Us Open 2015, Dino Zoff nel 1983. Esempi. Non è facile farsi da parte, come testimoniano le parole dello storico portiere campione mondiale nel 1982: «Non smetto perché ho 40 anni, ma per non sentirmelo ricordare a ogni gol che prendo». | Stefano Mancini, la Stampa
Il campione laterale. Qualcosa che purtroppo avvicina Valentino al crepuscolo stonato di Totti retrocesso all’improvviso da capitano a riserva nella Roma di Spalletti, o al presente a luce fioca e intermittente di un altro quarantenne come Buffon, che va avanti, a volte si illumina e ci illumina, però il titolare è un altro. Spiace. Forse è questo che nell’egoismo dello sportivo cannibale passa sempre in secondo piano: l’amore dei propri tifosi. Amore che resta se alimentato dal rimpianto dopo il ritiro. Amore che si attenua se maltrattato dal proprio Fenomeno o capitano che piuttosto di lasciare preferisce vivere di lato. Non più al centro. | Benny Casadei Lucchi, il Giornale
Un vampiro sdentato. Se Federer è il principe Vlad di Valacchia, solenne nella raffigurazione pittorica che lo rende immortale, Valentino è la sua trasformazione letteraria: il vampiro. Il problema è che non riesce più a mordere. | Gabriele Romagnoli, la Repubblica
Agostini non lo farebbe. La prospettiva di una MotoGp priva del suo campione più rappresentativo fa tremare i polsi. Il popolo giallo ovviamente tifa per rivedere Valentino anche nel 2021. «Ma prima o poi arriva per tutti il momento della scelta più dura» riflette Giacomo Agostini. «Non mi permetterei mai di giudicare le scelte di Rossi, o peggio ancora di consigliarlo – ha aggiunto il 15 volte iridato -. Ma personalmente non avrei accettato di correre in un team di secondo piano. Ho smesso a malincuore quando ero al vertice, ma avevo capito di non poter più rappresentare per me stesso e i tifosi, l’apice del motociclismo». | Paolo Lorenzi, Corriere della sera
Il peso di Valentino. Secondo i media spagnoli vicini al gran capo Ezpeleta, il pilota di Tavullia garantisce almeno il 30% del volume d’affari complessivo. Ma i vecchi manager del numero 46, che conoscono bene le regole di questo circo, sostengono che la fetta della torta sia più grande. In ogni pista c’è una tribuna dedicata esclusivamente ai fan club del pesarese: quella di Misano conta 18 mila persone, 6 mila a Sepang, 7 mila a Phillip Island. A Barcellona, con Marquez fresco di titolo, nel 2014 i valentiniani “ufficiali” avevano esaurito i posti con 6 mesi di anticipo. E si comprarono metà della tribuna di Marc. Poi la sua azienda di Tavullia – Vr46 – che commercializza prodotti legati al suo nome e ad altri 20 piloti: 36 dipendenti, vendite annuali per oltre 25 milioni di euro. Un megastore, un negozio dedicato in Giappone e un altro in Malesia, 16 tende fisse in ogni circuito più altre 12 per i “colleghi” che vestono i suoi prodotti, partner ufficiali in Qatar, Malesia, Giappone, Thailandia, Australia, Argentina e Usa. L’Academy di Tavullia, che sforna campioni del mondo (Morbidelli, Bagnaia) e poi ne gestisce i contratti. Nel triennio 2015-2018, quando Rossi è tornato in lotta per il Mondiale, gli sponsor di Dorna sono aumentati del 15%. E così gli spettatori alla tv, stimati in 300 milioni per tutta la stagione (un miliardo e 200 mila contatti). | Massimo Calandri, la Repubblica
Le Mans o aspettare suo fratello. Volente o nolente, Rossi è stato obbligato a fare un passo indietro. Per la prima volta nella sua carriera non è più l’ago della bilancia delle trattative. Il suo peso mediatico è rimasto immutato come le orde di tifosi che lo seguono, ma la MotoGp si prepara a fare a meno di lui. Il sole sta iniziando a scendere all’orizzonte e Valentino si ritrova a percorrere una strada che diventa più buia. La tentazione potrebbe essere quella di salutare e iniziare a divertirsi in auto, magari alla 24 Ore di Le Mans, suo sogno per nulla segreto. Oppure aspettare nel 2021 l’arrivo di suo fratello Luca Marini in MotoGp, correre con lui nella stessa squadra (come faranno i Marquez quest’anno) per poi cedere il testimone. Nulla dura per sempre, nemmeno le leggende. | Matteo Aglio, la Stampa
Restare Rossi. Inventarsi un’altra vita in un ambiente differente, dalla tv a chissà cosa: il talento e la grande naturalezza nel comunicare potrebbero portarlo dappertutto. Oppure restarsene a casa sua. Al ranch, agli amici, alla famiglia. Anche quella che potrebbe creare, allargandola, insieme alla sua attuale compagna. C’è una fine per tutto. Ma, qualunque strada decida di prendere, Rossi deve restare Rossi. Divertirsi, divertire, vivere con il sorriso sulle labbra, e non immalinconirsi mai. | Gianluca Gasparini, la Gazzetta dello sport