Il ritorno di Athing Mu

Sono iniziati i Trials USA anche per l’atletica, gulp, qui non si sta più indietro a tutti. Se avete voglia di spendere un clic per avere da parte tutto il programma giorno per giorno, minuto per minuto, magari volete ritagliarlo e conservarlo, il link giusto è questo – ma prima di ritagliarlo, ricordate di stamparlo, altrimenti si graffia lo schermo. 

 

LE GARE

Dice il Washington Post che il primo giorno di Trials ha risposto a molte domande su alcune delle più grandi star e ha offerto una buona dose di entusiasmo. Il momento più atteso: il ritorno in azione di Athing Mu negli 800 metri.  Ha condotto la batteria fianco a fianco con Allie Wilson, la campionessa indoor statunitense in carica, e hanno passato il turno correndo in 2:01.57 e 2:01.73.  

Nei 100 METRI è stata la leader mondiale McKenzie Long a vincere la prima batteria in 10,94, con la finalista mondiale del 2022 Aleia Hobbs dietro di lei in 10,97. Nella terza batteria, una brutta partenza di Sha’Carri Richardson è stata neutralizzata da 40 metri finali molto buoni, per un tempo di 10,88, il più veloce della giornata. Tamari Davis, finalista ai Mondiali 2023, è arrivata seconda in 11,01 secondi. La più grossa sorpresa è arrivata nel SALTO CON L’ASTA maschile, dove il detentore del record americano KC Lightfoot, sesto al mondo, non è riuscito a qualificarsi per tre nulli a 5,60. Nel getto del peso i big hanno fatto il tiro giusto per passare le qualificazioni e si sono fermati: Joe Kovac a 22,13, Ryan Crouser a 21,44. 

Una sola finale nella notte, quella dei 10.000 METRI: premiati Grant Fisher in 27:49.47, Woody Kincaid in 27:50.47, Nico Young in 27:52.40, altri due corridori sotto scesi sotto i 28 minuti. Sono tempi che ai Giochi valgono comunque dal settimo posto in giù. 

 

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BATTITI

ATHING MU

Con l’ottocentista americana ha parlato Jonathan Liew, firma del Guardian per farsi raccontare questo ritorno in pista a 9 mesi di distanza. La medaglia d’oro degli 800 metri di Tokyo si è presa una pausa l’anno scorso per ritrovare la sua serenità mentale. Dodici mesi fa, Mu pareva imbattibile. Aveva trasformato gli 800 metri, uno degli eventi più importanti di questo sport, nel suo feudo personaledice Liew. Aveva vinto l’oro olimpico a Tokyo, ne aveva aggiunto un altro nella staffetta 4×400, aveva vinto i Mondiali a Eugene l’anno successivo. Non perdeva da più di tre anni. 

Era giovane, commerciabile, celebrata dalla CNN come il futuro dell’atletica in America. Ed era infelice

La situazione è precipitata ai Mondiali 2023 di Budapest, dove era la favorita, ma Mu racconta di essersi sentita all’improvviso infelice, infelice di essere lì, distratta, con i pensieri altrove. Si sentiva braccata, come la volpe o il coniglio di cui le parlava uno dei suoi primi allenatori al Trenton Track Club nel New Jersey. In finale è stata travolta in rettilineo da Mary Moraa del Kenya e Keely Hodgkinson della Gran Bretagna. Dopo il bronzo, Mu si mise le mani tra i capelli ed ebbe la netta consapevolezza che la pista non fosse più il suo posto. 

È stata l’ultima gara fino alla notte scorsa. Un infortunio al tendine del ginocchio l’ha tenuta fuori quest’anno, Ora si sente bene. Ha in gran parte rinunciato a preoccuparsi di cose che non può controllare scrive il Guardian. 

Dopo i campionati del mondo dell’anno scorso, si è presa una pausa totale e ha abbracciato altri aspetti della sua vita. Ha trascorso del tempo con la sua famiglia. Si è disconnessa dai social media. Ha fatto lunghe passeggiate e ha letto la Bibbia. Ha fatto la modella e svolto lavori commerciali. E lungo la strada, dice, ha imparato a vedere le cose in un modo diverso, a cogliere i momenti, ad apprezzarli. Non è che Athing Mu non voglia più vincere. Un’atleta così determinata, così predestinata, vorrà sempre vincere. È solo che non è più disposta a lasciare che la vittoria la definisca.  

 

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