Cosa succede alla pallavolo di Cuba
Cuba vincerà probabilmente una medaglia d’oro ai Giochi di Tokyo nella pallavolo, ma non avrà la sua nazionale al torneo olimpico. La vincerà con Yoandy Leal vestito dei colori del Brasile, con Wilfredo León che gioca per la Polonia o con Osmany Juantorena, oggi italiano. Ma nessuno a Cuba riesce per questo a consolarsi, non nello sport che a fine anni 70 diventò una bandiera della rivoluzione con i bronzi ai Giochi di Montreal e al Mondiale del 78 in Italia. Cuba ha poi giocato due finali mondiali nel 90 e nel 2010.
“La percezione che lo sport cubano sia in profonda crisi non è infondata” scrive Cuba News. “Sicuramente i tempi sono cambiati e siamo rimasti indietro in varie materie, ma gli atleti dell’isola conservano ancora parte del misticismo”. È stato tormentato il cammino della nazionale di pallavolo (l’unica presente a Rio) verso il torneo preolimpico. Solo a luglio la federazione si era decisa a riaprire le porte della squadra a tre giocatori colpevoli di professionismo: Robertlandy Simon Aties (Civitanova), Raydel Hierrezuelo Aguirre (Ziraat Bankasi Ankara) e Michael Sanchez Bozhulev (Insurance Stars). A fine estate Cuba ha vinto dopo 8 anni il titolo continentale, grazie al fatto che gli USA avevano mandato la squadra B. Ma almeno il Canada sembrava vicino. Invece.
“Questo colpo non può essere giudicato un incidente isolato. La pallavolo cubana ha trascorso un intero decennio a cercare di galleggiare, cercando di reinventarsi dopo molti eventi sfortunati. L’uscita di scena quasi completa della generazione del 2010, o il caso dello stupro in Finlandia che portò all’esclusione di sei giocatori poco prima dei Giochi di Rio, sono alcuni di quegli eventi che hanno segnato il cammino. In tutto questo tempo, inoltre, ha colpito l’esodo di figure secondarie chiamate a mantenere l’equilibrio delle squadre nazionali a tutti i livelli, nonché la cocciutaggine politica che ha impedito prima, e complicato poi, il processo di reintegro di molti di quegli stessi giocatori”. Restano Leal, León e Juantorena.