
Nella notte di Capodanno Jennifer Hermoso era su Tve1 per il conto alla rovescia. La Spagna voleva entrare nel 2024 sotto al suo braccio, una delle donne più influenti al mondo secondo il Financial Times, accanto alla Barbie-Margot Robbie, a Beyoncé, Coco Gauff, Ursula von der Leyen. Tre, due, uno, pam pam pam. Eppure l’anno alle sue spalle era pieno di tutto, fuorché di sorrisi. Adesso dice di sentire ancora dolore per quel che le è successo in Australia, sul palco della premiazione ai Mondiali.
Nadia Tronchoni e Jordi Quixano raccontano su El Pais che diverse fonti descrivono Hermoso come “una donna fragile, sensibile alle critiche e ai consigli. È estroversa e dolce, una persona semplice, orgogliosa di essere di famiglia umile, con la giusta formazione, senza preoccupazioni culturali. Si è nutrita della fama che il calcio le ha dato”. A El Pais hanno riferito che Hermoso aveva un ottimo rapporto con Luis Rubiales, il presidente della federazione che in quella famosa serata australiana le stampò un bacio sulla bocca.
“Un rapporto fatto di scherzi e scemenze. Hermoso era stata una delle prime a chiedere di tornare in Nazionale dopo le dimissioni collettive perché si sentiva sostenuta e protetta dal presidente e dal suo entourage”. Così ha scritto El Pais sei mesi dopo i fatti, alla vigilia della finale di Nations League tra la Spagna e la Francia, “forse a causa di tutto ciò – continuano Nadia Tronchoni e Jordi Quixano – le è stato difficile accettare che non fosse né tollerabile né opportuno che l’allora capo della federazione la baciasse nel bel mezzo della premiazione per la coppa del mondo”.
La ricostruzione di stamattina su El Pais contiene sfumature nuove, dove si legge che “quel che lei non aveva colto, nonostante il disagio provato per un bacio non desiderato, nonostante quel va bene sentito pochi istanti dopo in una diretta sui social, lo avevano invece colto le sue colleghe. Le sue amiche. Soprattutto due veterane della squadra: Alexia Putellas – alla quale era stata molto legata e la cui relazione è ripresa in Australia e Nuova Zelanda – e Irene Paredes, sedute una accanto all’altra sull’aereo di ritorno in Spagna. Putellas e Paredes presupponevano due cose: che quel gesto fosse intollerabile, il segno di una aggressione sessuale e di un abuso di potere; e che denunciarlo con forza le avrebbe aiutate a rafforzare il messaggio e le proteste di un anno prima, passate quasi inosservate: il malumore per dover lavorare in un ambiente malsano e poco professionale”.
Il bacio di Rubiales. L’ultimo abuso su cui la Spagna non può chiudere gli occhi
MAPPE
Un Paese cambiato
Sei mesi dopo quel bacio non voluto, la Spagna ha condannato a 4 anni di carcere Dani Alves per un rapporto sessuale senza consenso, con la forza della Ley Solo Sì Es Sì, una norma penale ma soprattutto una svolta culturale.
“Hermoso ha contribuito a un cambiamento di mentalità nella società spagnola” racconta l’Équipe – che come i giornali spagnoli dedica la copertina alla partita. Hermoso è passata in conferenza stampa alla vigilia. Non compariva davanti alla stampa dalla semifinale dei Mondiali di Ferragosto giocata contro la Svezia. Ha spiegato di volersi riprendere una certa normalità, alla fine di mesi difficili che l’hanno cambiata.
Il giornale francese racconta quanto sia mutato pure il mondo intorno a lei. L’entorno. David Menayo, giornalista di Marca che segue il calcio femminile dal 2010, si rammarica che la squadra non sia stata celebrata abbastanza, messa in ombra dal gesto di Rubiales.
«La società è progredita – dice – il calcio femminile non quanto avrebbe dovuto».
Sul retro del suo computer, Mayca Jimenez, giornalista di Relevo, ha un adesivo con l’hashtag #SeAcabo, il nome del movimento nato dalla rivolta delle giocatrici. «Alla fine sono state ascoltate, ma hanno dovuto vincere un Mondiale per riuscirci. Ora vengono prese sul serio», dice. Dopo il licenziamento di Rubiales e l’esonero del cittì Jorge Vilda, è stata inserita una nuova figura, il ds Markel Zubizarreta, un cuscinetto tra lo spogliatoio e la cittì Montse Tomé.
PANORAMI
Un calcio sottosviluppato
Eppure è amara Aitana Bonmatí, la Pallone d’oro. A l’Équipe ha detto nei giorni scorsi che vincere il Mondiale è stato inutile. «Purtroppo non posso dire che sia cambiato molto. Guarda invece l’Inghilterra dopo gli Europei del 2022. Abbiamo assistito a un grande cambiamento per quel successo a livello nazionale. Ci sono stati investimenti nel campionato, gli stadi sono pieni. Non posso dire che qui sia la stessa cosa. C’è ancora tanto da fare qui. Bisognerebbe far bene le cose, promuovere bene le partite, organizzarle in luoghi adatti, non cambiare stadio una settimana prima. Il calcio non è al livello che meritiamo. L’abbiamo visto anche durante questo raduno. Avremmo dovuto giocare a Cadice e alla fine abbiamo cambiato sede, giochiamo a La Cartuja. In una finale della Nations League degli uomini non sarebbe successo. Dobbiamo prestare attenzione a questo tipo di dettagli».
| Alfredo Relaño, decano dei giornalisti calcistici di Spagna, giurato del paese per il Pallone d’oro, trova su As che sia “ammirevole la fermezza di questa squadra, che ogni tanto si imbatte in una curva e ne esce dopo la sbandata con lo stesso vigore e la stessa velocità con cui vi era entrata. Non c’è bisogno di cercare un’altra spiegazione se non la più semplice: sono tutte ottime giocatrici, tranne alcune che sono straordinarie. I problemi esterni contribuiscono alla loro coesione. Hanno desiderio di successo e fiducia in sé stesse. Penso che Aitana abbia ragione, lo si vede dalle presenze e dal pubblico, il 12% di share per la partita che le ha qualificate alle Olimpiadi, ma questo non le scoraggia, anzi le stimola”
Storia di Aitana Bonmatí che ha imparato da suo padre a ribellarsi, fino a vincere i Mondiali
PIEDI
Vicky López
Il movimento non smette di produrre perle. L’ultima si chiama Vicky López. Giocava a beach soccer sulla spiaggia di Benidorm e qualche giorno fa ha debuttato in nazionale a 17 anni, la più giovane della storia.
Porta la maglia del Barcellona ma è nata a Madrid, figlia di padre spagnolo e madre nigeriana. Santiago Segurola, altra firma di punta del giornalismo spagnolo, dice ancora su As che “come Salma Paralluelo rappresenta la nuova realtà demografica della Spagna, il cui sport si nutre sempre più di rappresentanti di origine africana, dell’Europa dell’Est, del Sud America, in misura minore dell’Asia orientale. Nel calcio questa tendenza si osserva sia nelle competizioni femminili sia in quelle maschili. Persone come Nico Williams, Balde, Lamine Yamal, Salma Paralluelo e Vicky López definiscono un modello di integrazione che si scontra solo con le voci più intolleranti e intemperanti della nostra società. Vicky è una nuova meraviglia del calcio. Si dice che il miglior profumo sia custodito in una piccola bottiglia. Se questo è vero, Vicky López è la risposta perfetta a questa teoria. Gioca in modo accattivante. Vorresti sempre che la palla arrivasse fra i suoi piedi, perché aggiungerà un tocco di classe al controllo, ai passaggi, al dribbling, alla guida. È leggera ed elegante, trasmette una sensazione di totale sicurezza in quello che fa, trova soluzioni ingegnose e non dà mai l’impressione di trovarsi in difficoltà. In un mondo ideale Vicky López completerebbe un tandem sensazionale con Aitana Bonmatí , una specie di Iniesta-Xavi per il futuro”.
La Francia va all’impatto con questo mondo per giocare la prima finale internazionale della sua storia, come scrive L’Équipe si tratta dell’ingresso in un territorio sconosciuto. Ci arrivano accompagnate da Hervé Renard, dopo le turbolenze vissute dentro lo spogliatoio durante la Coppa d’Africa maschile, quando il cittì era stato tentato da salire in corsa sulla panchina della Costa d’Avorio. Sul piano tecnico, spiega il giornale francese, ha aggiunto una certa micidiale attitudine nei calci piazzati. Come dimostrano ulteriormente i due gol segnati contro la Germania venerdì in semifinale, la Francia è diventata formidabile da fermo: sei dei suoi ultimi nove gol sono stati segnati così: tre punizioni indirette, due calci d’angolo e un rigore.
Una crescita seguita al grande trauma dell’aggressione a Kheira Hamraoui e le accuse per Aminata Diallo.
Le calciatrici francesi offese col cittì Renard: voleva il part-time con la Costa d’Avorio
L’ascesa arriva mentre si fa strada qualche preoccupazione mediatica per la nazionale maschile, a quattro mesi dall’inizio dell’Europeo. Infortuni, rendimento scarso di alcuni sostituti, un dubbio improvviso nel ruolo di terzino destro. Per le amichevoli contro Germania e Cile, Deschamps dovrà fare a meno di Kingsley Coman, Boubacar Kamara, Wesley Fofana e Christopher Nkunku. A destra poteva essere una opzione la scoperta di Sacha Boey, ma l’ex difensore del Galatasaray passato al Bayern si è subito fatto male. Lo staff ha individuato il suo potenziale, spiega L’Équipe, ma è difficile immaginarlo come una soluzione a breve termine.
“E se la vera alternativa alla fine fosse Benjamin Pavard? Nell’impianto di Simone Inzaghi, nella sua difesa a tre, non è raro vederlo occupare una funzione quasi paragonabile a quella di un terzino. E questo probabilmente non è sfuggito a Deschamps”.