La battaglia dei sessi senza battaglia – Le triple di Steph Curry e Sabrina Ionescu

Billy Jean King contro Bobby Riggs era un’altra storia. Dentro c’era il veleno, c’era la battaglia dei sessi, cinquantuno anni fa si giocò una delle partite di tennis più famose della storia perché di mezzo c’era altro, la parità dei montepremi, il cambiamento del modo di parlare dello sport femminile. Tra Stephen Curry e Sabrina Ionescu invece ci sono stati soprattutto sorrisi. Una sfida dalla linea dei tre punti tra due amici, ha scritto The Athleticdue amici che possono entrambi chiamare casa la zona di San Francisco, senza esattamente lo stesso peso della partita di tennis del 1973. Semmai, il fatto che Ionescu sia stata in grado di portare Curry in campo e competere con lui è un esempio dell’enorme rispetto che il gioco femminile ha guadagnato tra gli appassionati e le loro controparti maschili nella NBA

 

Emanuela Audisio ne aveva scritto giorni fa su Repubblica. Scordatevi la battaglia dei sessi tra porci sciovinisti e deliranti femministe.  Questa delle triple è un’altra storia e segna forse l’inizio del superamento di un’ostilità e la possibilità di una nuova convivenza sportiva tra i due sessi.  Ai Giochi di Tokyo si gridò alla stranezza: una donna di 34 anni e un uomo di 29 andavano d’accordo in barca. Caterina Banti e Ruggero Tita nella coppia mista vinsero l’oro olimpico nella categoria Nacra 17. Con ruoli slegati dal genere: Caterina a smazzarsi il lavoro di fatica, Ruggero quello di concetto. I muscoli della donna, la testa dell’uomo. Niente più Barbie né Ken.

 

A Indianapolis ha vinto Curry [29-26], il più grande tiratore da tre nella storia di questo gioco e persino di più, il tiratore da tre che questo gioco l’ha cambiato. I suoi 3.642 tiri dalla linea nella stagione regolare sono il numero più alto di sempre. Ionescu ha gareggiato con la palla della WNBA ma tirando dalla linea dei 3 punti della NBA. Aveva iniziato con un 7 su 7 che il pubblico al Lucas Oil Stadium ha vissuto con una certa eccitazione. 

 

Curry ha vinto una cintura come quelle che si danno ai campioni del mondo dei pesi massimi, con un paio di capre sulla fibbia. Nel senso di GOAT. Il suo punteggio di 29 è stato migliore del 26 segnato da Damian Lillard nella vera gara delle triple e di qualsiasi altro record mai registrato durante lo show che di solito riempie il sabato della settimana dedicata all’All-Star Game. 

L’estate scorsa Ionescu aveva segnato 25 dei suoi ultimi 26 tiri nella gara delle triple per la WNBA. 

Le due leghe hanno donato 25mila dollari a due enti di beneficenza scelti da Curry e Ionescu. L’altra novità è stato il campo in vetro a LED, sviluppato dalla società tedesca ASB GlassFloor. Il pavimento ha cambiato colori, grafica e messaggi durante tutta la serata. Ora in America si chiedono se questa sfida debba ripetersi, magari entrando nel porgramma in pianta stabile. L’edizione dell’anno prossimo è peraltro assegnata a San Francisco, si terrà nel palazzetto di Curry. 

Sabreena Merchant di The Athletic: Il mio consiglio? Un giocatore NBA, uno che si è ritirata e una giocatrice WNBA tirano gli stessi sei tiri contro il tempo. È un regolamento semplice con una posta in gioco più bassa. Se abbiamo imparato qualcosa da questa sfida è che le donne sono molto più brave a tirare da metà campo rispetto ai loro colleghi maschi

Caitlin Clark potrebbe essere la prossima sfidante. È diventata la capocannoniera di tutti i tempi della NCAA femminile, una delle giocatrici più accattivanti di tutto il basket, probabilmente la scelta numero 1 al prossimo Draft femminile, se dovesse rinunciare al suo ultimo anno di college. 

 


 

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