Il Super Bowl è stato il programma più visto di sempre in America

Ora è chiaro perché Donald Trump ha paura di Taylor Swift. Davanti a un qualunque tipo di schermo, domenica sera, per vedere il Superbowl si sono messi 123 milioni e 400mila americani. Avevano occhi per la finale tra i Kansas City Chiefs e i San Francisco 49ers, certamente. Ma erano otto milioni in più rispetto al pubblico di un anno fa per Chiefs-Eagles. Otto milioni di persone probabilmente attratte solo da lei, la pop star arrivata in volo dal Giappone dopo un concerto a Tokyo per la partita del suo fidanzato. Centoventitré milioni di spettatori non li aveva mai fatti nessun programma televisivo in America, mai nella storia, e sono tutti elettori del prossimo presidente degli Stati Uniti. 

La sola CBS ha registrato una media di 120 milioni sulla tv lineare, quella tradizionale, ma la diretta andava pure in streaming e veniva trasmessa anche da Nickelodeon e dal canale in lingua spagnola Univision. La partita per giunta è andata ai supplementari. È stato il Super Bowl più lungo della storia, ma nessuno ha spento. Anzi. Secondo Nielsen ai supplementari è stato toccato un picco di 202 milioni e mezzo di persone. 

Questa è la scena dentro la quale Trump ripete che sarebbe sleale se Swift appoggiasse Biden, se facesse un endorsement esplicito – come peraltro accaduto nel 2020. Anzi, anzi, dice l’ex presidente che vorrebbe ridiventarlo, farebbe bene a sostenere lui – perché le cose che abbiamo in comune sono quattromila ottocento cinquanta – e Vanity Fair riepiloga qui la storia. Invece qui il New York Times ricorda come Taylor Swift e Travis Kelce siano da mesi oggetto di teorie cospirazioniste di destra.

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