Gli oriundi nel calcio indonesiano: un vantaggio o un costo?

   ore 15.30  Vietnam-Indonesia in Coppa d’Asia

I sei paesi con più abitanti al mondo non hanno mai vinto i Mondiali di calcio. Tre non hanno addirittura mai partecipato [India Pakistan Indonesia], uno c’è andato una volta sola [Cina 2002]. Quanto basta per farsi venire il sospetto che forse non esista una relazione diretta tra quantità di cittadini e qualità dei piedi.

L’Indonesia è uno dei cosiddetti giganti addormentati. È tornata in Coppa d’Asia dopo 17 anni, perdendo 3-1 contro l’Iraq. Ma il dibattito sulla nazionale era cominciato prima, quando il cittì sudcoreano Shin Tae-yong ha convocato sette giocatori nati fuori dal paese: tutti naturalizzati. Simon McMenemy, al suo posto fra 2018 e 2019, dice che la trova una scelta comprensibile. «I giocatori stranieri possono contribuire ad alzare gli standard» sono le sue parole alla Deutsche Welle che dalla Germania ha seguito il caso. «Il campionato nazionale indonesiano non è ancora all’altezza dei migliori dell’Asia. Se da cittì ti affidi solo a quello, allora diventa difficile cambiare qualcosa».

Non sono pochi i paesi in Asia che seguono la stessa strategia per provare a scalare le gerarchie: le Filippine, la Malesia, la stessa Cina che ha naturalizzato alcuni brasiliani. I risultati sono incerti – diciamo così. Perdipiù l’opinione pubblica in Indonesia è divisa. Alcuni tifosi considerano che sia positivo permettere a chi ha origini indonesiane di giocare in nazionale, altri la giudicano una scorciatoia. Adhika Wicaksana, ex responsabile commerciale della federazione, avverte: «Un’eccessiva attenzione ai calciatori nati all’estero rischia di trascurare la necessità vitale di migliorare infrastrutture e accademie per far crescere i talenti locali, questo sarebbe un vero investimento a lungo termine». 

Quando il ragionamento si trasferisce su livelli altissimi, nel paese si interrogano sulla reale definizione di indonesiano. «Se la lingua è il fattore determinante principale – dice Wicaksana – qualcuno come un creatore di contenuti con sede nel Regno Unito, uno che parli fluentemente indonesiano e giavanese, può essere detto indonesiano? Quando si assumono giocatori naturalizzati, bisogna metrere in conto uno o due anni di ambientamento. Bisogna portarli qui ogni volta che si può, fargli giocare amichevoli, tenerli in ritiro. Se ci limitiamo a dare una maglia a un ragazzo che ha appena ricevuto un passaporto, che non conosce nessuno, che gioca in una squadra straniera, allora la faccenda si fa veramente dura».  

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