altre storie
scacchi | i Mondiali
Il gender gap e il montepremi. Nessuna donna ha mai vinto, dal 1886 ad oggi, il Campionato mondiale; soltanto una, la cinese Yifan Hou, è attualmente tra i primi cento al mondo, al 75esimo posto. Da tempo ci si interroga su questa differenza di genere in un gioco dove non contano i muscoli, e la parità non dovrebbe essere in discussione. Per ovviare al gap, la Federazione internazionale degli scacchi (Fide) sta provando la via dell’incentivo economico. Il montepremi del Campionato mondiale femminile in corso a Shanghai (e poi a Vladivostok) è stato innalzato a 500 mila euro, che è ancora la metà delle cifre in palio per il titolo open (aperto a maschi e femmine), ma rappresenta un incremento del 150% rispetto all’edizione precedente. A contendersi la vittoria, in un torneo che prevede 12 incontri, sono la campionessa uscente, la cinese Ju Wenjun, 28 anni, e la sfidante russa Aleksandra Goryachkina, 21. Dopo tre pareggi, ieri la cinese ha vinto la prima partita. Molti ritengono che il fatto che è improponibile, al momento, che una donna possa insidiare il primato di Magnus Carlsen, sia dovuto alla circostanza che ci sono poche praticanti rispetto agli uomini e di conseguenza è più difficile raggiungere l’élite. Un montepremi così alto dovrebbe spingere sempre più ragazze a cimentarsi con alfieri e cavalli. | Riccardo Bruno, Corriere della sera
cronaca | il caso Bortuzzo
L’ultimo tassello. Intercettato durante un colloquio in carcere, Daniel Bazzano aggiunge l’ultimo tassello di verità all’agguato nel quale Manuel Bortuzzo è rimasto senza colpe paralizzato il 3 febbraio scorso. La rissa che innescò la vendetta sbagliata su di lui nacque dall’ubriachezza di un amico dei due condannati, che nell’Irish pub di piazza Eschilo urlava i cori della Roma e urtava tavoli e sedie. Scatenando così la reazione dei presenti e di un cuoco del locale. La frase è riportata nelle motivazioni alla sentenza del 9 ottobre con cui il gip ha condannato Bazzano a 16 anni in abbreviato assieme a Lorenzo Marinelli per il tentato omicidio del 19enne nuotatore azzurro e della sua ragazza. | Fulvio Fiano, Corriere della sera
olimpiadi | le norme di comportamento
Twittate ma non vi inginocchiate. “Camminando su una linea sottile tra la politica e la libera espressione, il Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato le linee guida su come gli atleti possono fare dichiarazioni ai Giochi di Tokyo”. Tarij Panja su New York Times racconta come il CIO voglia evitare di trovarsi un caso Kaepernick (o un nuovo Carlos-Smith) alle Olimpiadi. In un meeting a Losanna il presidente Bach ha annunciato l’applicazione inflessibile della regola 50 della carta olimpica. “I Giochi non siano un palcoscenico per fini politici”. Si rischia la medaglia o l’espulsione. Si teme anche un nuovo caso Horton, l’australiano che ai Mondiali di nuoto rifiutò l’estate scorsa di salire sul podio con il cinese Sun Yang accusandolo di doping.
atletica | la sterzata di Alessia Trost
La separazione dal papà di Tamberi. Anno nuovo vita nuova, recita un vecchio adagio. Per Alessia Trost azzurra del salto in alto, il 2020 è iniziato alla fine di novembre, da quando ha deciso di lasciare Ancona e trasferirsi a Sesto S. Giovanni. Dalla città dorica alle porte di Milano, o meglio, da Marco Tamberi (papà di Gimbo) a Roberto Vanzillotta. Obiettivo: un cambio di rotta importante per il continuare a sognare verso le vette più alte. L’artefice dell’operazione “cambio coach” è il dt Antonio La Torre che con Roberto Vanzillotta ha un feeling di almeno venti anni se non di più.
➣ Ha già ripreso a saltare? «Non ho mai smesso, con Roberto sto facendo anche lavoro sulla forza che avevo tralasciato negli ultimi anni».
➣ L’anno che è appena cominciato coinciderà con i Giochi di Tokyo. Lei a Rio ha chiuso con un
quinto posto con 1,93 (1,94 in qualificazione), non ha perso un’occasione? «Al momento non avevo capito, mi ero accontentata, poi mi sono resa conto». | Walter Brambilla, Tuttosport