Dal reclutamento nelle scuole alle qualificazioni per Parigi: l’hockey su prato femminile ci riprova

  Un torneo per otto squadre e le prime tre vanno alle Olimpiadi. L’hockey su prato è uno dei pochi sport in cui la nazionale femminile italiana non è mai stata ai Giochi, neppure nell’edizione di Roma 1960, quando avrebbe avuto un posto di diritto. In calendario le donne non avevano spazio. Lo storico passo è stato sfiorato prima di Rio e prima di Tokyo, manca ancora qualcosa per mettere il naso nell’élite. L’Italia è al 19esimo posto delle classifiche mondiali. Sulla carta anche stavolta ci sono sei squadre migliori, tre sono nel girone delle azzurre: la Nuova Zelanda [#9 al mondo], gli Stati Uniti [#15] e l’India [#6], dove peraltro si gioca, nella regione del Jharhand, al Marang Gomke Jaipal Sing Hockey Stadium di Ranchi, uno dei luoghi sacri per questo sport. Passano il turno in due e incroceranno le prime dell’altro gruppo.

L’Italia è volata là dal 4 gennaio per adattarsi al clima e al terreno. Andres Mondo è il nuovo cittì dal settembre scorso e guida una squadra imbottita di oriunde argentine. È un grande classico da quando 10 anni fa è stato lanciato un progetto di sviluppo naturalizzando Eugenia Garraffo, centravanti, figlia di un grande del passato, Marcelo, ex ministro dello Sport con il presidente Fernando de la Rua. Aveva un nonno siciliano, i genitori l’avevano mandato alla scuola italiana di Buenos Aires, tutto cominciò così. Mondo dice di volersela giocare alla pari ma sa che alla pari non sarà possibile giocarsela. Probabilmente resterà un’esperienza di crescita, in attesa magari di tornare prima ai Mondiali, come accadde nel 2018 a distanza di 44 anni dalla volta precedente. «Partecipare a un torneo in India – dice allora Mondo – è un’esperienza straordinaria, con tutta la ricchezza culturale e l’entusiasmo che questo Paese porta con sé; affrontare la squadra di casa è qualcosa di emozionante».  

 

Lo sviluppo dell’hockey su prato femminile passa dal reclutamento nelle scuole elementari e medie. La federazione ha lanciato il progetto Hockey di classe per far conoscere e far provare lo sport a studenti e studentesse. Sono state 5mila nel 2023 a scoprire come si gioca a hockey in sei lezioni. È uno degli sport della mescolanza, dove le figlie degli immigrati da Sri Lanka e Pakistan trovano accoglienza e riscoprono le tradizioni dei padri. La federazione hockey fu tra le prime in Italia a lanciare lo ius soli sportivo, la possibilità cioè di essere tesserate come italiane nei campionati nazionali per tutte le bambine nate e iscritte a scuola in Italia, indipendentemente dalla nazionalità presente sul passaporto. Il ministro dell’epoca, Graziano Delrio, si complimentò.

In Italia l’hockey su prato è sbarcato a inizio Novecento in Liguria. Ce n’è testimonianza su un settimanale dell’epoca, Le Journal de Bordighera. La federazione ha avviato una piccola indagine e ha confermato. La prima partita di cui esiste una traccia si sarebbe giocata il 9 gennaio 1902, fra due squadre dell’Hockey Club Bordighera. Un mese più tardi la prima sfida vera e propria, il derby contro il Sanremo. Sulla spianata del capo di Bordighera c’è una targa che lo ricorda. Liguria Sport spiega che in quegli anni la Riviera di Ponente era luogo di villeggiatura per molti inglesi, un polo turistico internazionale che si giovò della diffusione di Il Dottor Antonio, romanzo di Giovanni Ruffini. Ci veniva pure la regina Vittoria. 

 

in streaming su Watch Hockey  [costo: 6 euro per tutto il torneo] |  oggi ore 12.30 Italia-Nuova Zelanda | domani ore 12.30 Italia-Stati Uniti | martedì ore 15 India-Italia

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