La domenica del PSG contro i dilettanti del Revel. Ai piedi dei Pirenei

  I Golden Lion si sono fatti 8mila km dalla Martinica per andare a prendere 12 gol a Lille, in uno degli incroci tra il Cinderella Football Club e le squadre dei milioni. Eppure stamattina nessuno in Francia mette in discussione l’opportunità o la legittimità di questa mescolanza nella Coppa di Francia. Anzi. L’Équipe dedica la prima pagina all’attesa per l’arrivo del PSG nella città di Revel, Alta Garonna, perfino più eccitata che alla prospettiva di veder passare il 17 maggio la fiamma olimpica. Vincent Villa racconta che sul campanile del XIX secolo sventolano i colori della squadra. Di solito durante il periodo natalizio è illuminato, ma questa è la prima volta succede per il calcio, dice al giornale francese la signora Jessica, impiegata dell’ufficio turistico. È dal giorno del sorteggio che non c’è pace per i telefoni. La gente chiama o sale in sede per sapere come avere i biglietti, ma non solo, adesso chiedono pure una sciarpa della squadra. L’Équipe la chiama una dolce follia che ha fatto girare la testa a questa cittadina di meno di 10.000 abitanti per una partita vissuta come un dono eccezionale

 

Il video della reazione dei giocatori al sorteggio ha avuto 12 milioni e mezzo di visualizzazioni in dieci giorni. Il vice-capitano Maxime Zahil racconta di aver sentito il cellulare vibrare in continuazione per tutta la notte. «Non ho mai ricevuto tanti messaggi, nemmeno al mio compleanno. Ho risposto a tutti fino alle 2 del mattino». Il video è andato sulla BBC. È stato trasmesso in Messico, in Australia, negli Stati Uniti. Zahil è il giocatore più in vista del Revel. Racconta di aver perfino già affrontato tre volte Kylian Mbappé, quando il campione del mondo era nelle giovanili del Monaco, due volte con il Rodez in Under-17 e una con il Colomiers in Under-19. Lo zio di Zahil ha preso un palco allo stadio di Castres, dove è stata spostata la partita. Contiene 10mila persone e non basta. Molti in città si lamentano per non aver potuto comprare il biglietto. Si domandano perché non sia stato scelto lo stadio del Tolosa. Perché era un rischio, ribattono dal club. Poteva restare mezzo vuoto. Hanno scelto invece di aprire la vendita a Capodanno e di riservare la scorta iniziale di biglietti agli abbonati, offrendo la possibilità di comprarne quindici a famiglia. Sono andati esauriti nel giro di poche ore. «Del resto – spiegano – in società – sono loro che vengono a vederci in sesta divisione ogni domenica, anche quando fanno tre gradi sotto zero». Gli altri non volevano vedere Revel-PSG, volevano vedere il PSG. 

 

RIPARTENZE

Ve lo ricordate Keylor Navas?

 

  Chi aspetta la partita quasi con la stessa ansia è Keylor Navas, ve lo ricordate Keylor Navas. È quel portiere che faceva dire Donnarumma avesse sbagliato a fare la sua scelta, lasciare il Milan e Milano per andarsene in un posto così noioso e cupo come Parigi, in una squadraccia dove giocavano Neymar e Messi. Nessuno in Italia ha più seguito Navas quando piano piano è scivolato in panchina e poi nemmeno là. È passato un anno dalla sua ultima presenza. Le ultime partite ufficiali con il PSG risalgono ai 32esimi e ai 16esimi della scorsa Coppa di Francia, contro lo Châteauroux e il Pays de Cassel. Pochi giorni dopo è passato in prestito al Nottingham Forest. L’estate è arrivata, Keylor Navas è rientrato e non ha più lasciato Parigi come a Parigi speravano. Sono arrivate alcune offerte, nessuna ha soddisfatto il giocatore e la sua famiglia. Titolare con Mauricio Pochettino, vice con Christophe Galtier, con l’arrivo di Luis Enrique è scivolato in tribuna. Non gioca dal 12 settembre, dall’amichevole della Costa Rica contro gli Emirati Arabi Uniti. All’età di 37 anni non trova destinazioni migliori del PSG. Per giunta, spiega L’Équipe, il corpo non lo lascia in pace. Il suo mal di schiena sta diventando sempre più ricorrente. Ha il contratto in scadenza a giugno. Farebbe comodo a tutti se andasse via durante il mercato di gennaio. Ma dove? A quali condizioni? Eppure, dicono, in allenamento è sorridente, scherzoso, lavora seriamente, non mostra i segni – si legge – di un uomo che ha perso la voglia di giocare. La partita contro il Revel, un avversario che gioca sei divisioni sotto, dovrebbe permettergli di dimostrare che alla sua età non vuole ancora dire addio al calcio.  

Oh, e comunque al PSG facciano poco gli snob. Anche il Revel ha altro per la testa. Fra sei giorni deve difendere il primo posto in campionato contro il Seysses Frouzin.

 

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Anche in Spagna, nella terra della Superlega, il Cinderella Football Club ha la sua bandiera. L’Arandina ha perso contro il Real Madrid ma nel finale di partita gli ha fatto un gol. Alfredo Relano, decano dei giornalisti calcistici del paese e giurato del Pallone d’oro, scrive stamattina su As che uno dei punti di forza del ciclismo è che fa passare le sue grandi stelle in ogni angolo della geografia, anche se fugacemente. Il calcio lo offre solo in rare occasioni grazie alla Coppa, soprattutto se si gioca con questa formula. Ogni anno ne abbiamo buone testimonianze e ieri sera l’abbiamo visto ad Aranda de Duero, dove 9.500 persone hanno riempito il Juan Carlos Higuero, per l’occasione ampliato con tribune supplementari. Il Real Madrid non ha avuto vita facile di fronte all’impegno dignitoso dei lavoratori con la maglia dell’Arandina Si sono concessi il lusso di chiudere la partita con un gol, gli è rimasto un discreto risultato, un incasso che copre il budget della stagione e una serata indimenticabile. Viva la Coppa.  

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