TILSLØRTE BONDEPIKER Martin Ødegaard
Era un ragazzo prodigio. Era una stella cometa al Real Madrid e a 22 anni pareva diventata una meteora. Dell’Arsenal che ha 7 punti di vantaggio in Premier, adesso Martin Ødegaard è un punto di riferimento. L’Équipe gli dedica stamattina una pagina, definendolo “il nuovo canone della bellezza”, alla vigilia della prima di quattro partite in sei giornate contro le più vicini inseguitrici: Newcastle stasera, poi Tottenham, Manchester United e Manchester City. Non è mai successo che una squadra in testa al campionato con 7 punti di vantaggio il 1° gennaio, non abbia vinto il titolo. “Ma nessuna – scrive il giornale francese – aveva ancora 22 partite da giocare, né aveva il Manchester City di Guardiola alle spalle”.
Scrive Vincent Duluc che in Inghilterra c’è Kevin De Bruyne e poi c’è lui, Martin Odegaard, “molto più avanti degli altri, due creatori di gioco che potremmo stare a guardare per lunghi minuti, sapendo che ci avvicineremo alla luce”. Gli anni di Odegaard nel frattempo sono diventati 24 a metà dicembre e “sembra essere maturato improvvisamente, nell’ultimo anno, ancora di più dall’inizio della stagione, ora che è capitano della squadra. Come nel caso di De Bruyne, le sue magie non sono mai inutili, la sua vera ricerca rimane la semplicità”.
Ora immaginate questo qui accanto ad Haaland in Nazionale, e tanti auguri alla Spagna che se li trova nello stesso girone di qualificazione a Euro 2024.
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IL PUDDING La finale dei Mondiali di freccette
I Mondiali si chiudono con la stessa finale del 2019, ma né Belgio né Germania ce l’hanno fatta. Quando stasera sentirete suonare Shut Up and Dance dei Walk the Moon, significa che sta arrivando in scena Michael Smith, inglese, britannico come tutti quelli che hanno vinto da 14 anni a questa parte. Tutti tranne uno, Michael van Gerwen, olandese, avversario del Regno Unito delle freccette pure stavolta, tre titoli in carriera.
Smith non ha vinto mai. Quando aveva 15 anni è caduto dalla bicicletta mentre andava a scuola e si è rotto l’anca. Ha dovuto usare le stampelle per 16 settimane. È durante quel periodo che ha iniziato a bucherellare i bersagli. Dopo aver lasciato la scuola, ha seguito un corso di falegnameria, poi ha mollato tutto per darsi alle freccette da professionista. Ancora benedice il momento in cui gli è venuta l’idea. Lo chiamano Bully Boy, mentre l’altro è Mighty Mike, oppure De Groene Wreckingkogel, in alternativa The Dutch Knight. Il giornale belga Het Nieuwsblad scrive: “Chiamatelo come vi pare, resta il fatto che l’uomo che un tempo decorava il bagno dell’ex calciatore Dennis Bergkamp adesso è un milionario”.
Eh sì, van Gerwen ha 34 anni, un passato da calciatore quand’era ragazzino e ha lavorato come piastrellista, prima di scrivere sulla carta d’identità che il suo mestiere è il freccettista. Per arrivare di nuovo in finale, van Gerwen ha battuto ieri sera il belga Dimitri Van den Bergh, il quale – secondo Het Nieuwsblad – ha reagito alla sconfitta come “un cane che è stato morso”.
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