GLI ANNI CON IL 3
Il provino di Nereo Rocco per Fellini
3 gennaio 1973 – In un hotel di Bologna si danno un appuntamento segreto il regista della Dolce Vita e l’allenatore del Milan. L’idea di Fellini è di averlo nel film che si appresta a girare. Un mese prima ha raccontato al Messaggero di un progetto dal titolo L’uomo invaso. Ne parla come di un’opera «fantascientifica, fantapolitica, fantapsicologica sulle invasioni. Un uomo cerca disperatamente un rifugio dalle invasioni e lo trova nel passato».
Al giornale romano Fellini racconta di essersi trovato nel traffico lungo la strada per Cinecittà, «in una calca incessante di macchine, di abitacoli meccanici, di cubicoli semoventi», dentro i quali – scrive Enzo Siciliano – “non riusciva a scorgere una faccia umana, una faccia che sorridesse, che apparisse felice o in vena di fantasticare, bensì una serie terrificante di facce tetre, depresse e deprimenti”.
In mezzo ai gas di scarico e ai vapori, si è sentito soffocare, è sceso e si è messo a camminare sul bordo della strada. È la genesi di una creazione o forse solo la rievocazione del sogno che aveva fatto il suo Guido in 8 e 1/2. Fellini dice ancora: «Non so distinguere un film dall’altro, dico i miei film. Per me, ho sempre girato lo stesso film. Si tratta di immagini e solo di immagini che ho girato usando i medesimi materiali, forse sollecitato di volta in volta da punti di vista diversi».
L’incontro con Rocco venne scoperto dal giornalista Raffaele Dalla Vite della Gazzetta. L’uomo invaso diventerà Amarcord. Il ruolo sarà alla fine affidato all’attore Armando Brancia. Con il titolo iniziale di Fellini uscirà tredici anni dopo un romanzo di Gesualdo Bufalino.
Il Parón nel ruolo di un muratore che assomiglia a Germi
di raffaele dalla vite, La Gazzetta dello sport
“L’incontro è durato appena un paio d’ore: il tempo di trovarsi in un albergo del centro e di pranzare in un noto ristorante sotto le Due Torri. Ma è stato più che sufficiente al gran maestro del cinema italiano per centrare il personaggio. L’uomo invaso porterà sullo schermo le vicissitudini di un muratore padre di famiglia che turbato, quasi distrutto dalla civiltà moderna, cercherà di uscirne tornando alle dimensioni più anguste ma più sincere della provincia.
Questa è l’idea che ha in mente Fellini, poi è chiaro che, in fase di lavorazione. subirà tutte le trasformazioni che per il regista riminese sono abituali.
Ma rimaniamo ai fatti. Fellini vede in televisione Rocco e subito ne rimane affascinato. Potrebbe essere il tipo giusto per interpretare il suo nuovo film e allora lo invita a Bologna «per conoscersi». Fa da intermediario Gerardo Sannella, che appunto accompagna sotto le Due Torri il tecnico milanista. Nell’attesa, Fellini visiona alcune ragazze, tipo bruno ed appariscente (potrebbero essere le figliole di Aurelio…): le mamme ed i papà attendono speranzosi. Poi ecco Rocco che arriva verso le 13. Rimane stupito nel vederci, era venuto via da Milano in gran segreto affidando a Maldini l’incarico di guidare l’allenamento pomeridiano dei rossoneri.
«Per Bologna-Milan arrivo sabato – dice – ora sono qui in privato, debbo incontrare un amico…». E subito sale da lui. Una mezz’oretta circa e poi ecco Fellini e Rocco apparire sottobraccio ed a malincuore concedersi ai fotografi. Si va assieme al ristorante e percorrendo via Rizzoli c’è tempo per chiacchierare. Il regista si premura subito di chiarire le cose.
«Guardi che è ancora tutta una faccenda campata per aria, non vale la pena parlarne. L’idea di avere il signor Rocco nel mio prossimo film mi solletica particolarmente, ma non per la sua fama, sia ben chiaro; soltanto perchè lo ritengo adatto al personaggio. L’ho trovato proprio come me l’ero immaginato: o meglio come in TV e le fotografie me lo avevano presentato. Scopigno od Herrera, per esempio, non mi starebbero bene. Per carità non mi fraintenda non voglio pescare nel mondo del calcio per i miei film: Rocco mi ha impressionato per la sua ingenuità, la sua umanità, il suo insieme. Mi ricorda un po’ il Germi dei primi tempi come carattere».
➣ Dove e quando si girerebbe questo film?
«Tutto a Roma, nei prossimi mesi di febbraio e marzo».
➣ In pieno campionato…
«Proprio questo mi sembra l’ostacolo maggiore. Vedremo di superarlo, di far coesistere il calcio col cinema. Ma, ripeto, siamo ancora alla fase dei semplici approcci».
➣ Cosa dovrebbe fare esattamente Rocco sul set?
«Fare se stesso, cioè l’uomo, il padre di famiglia ed in più il… capomastro».
➣ Rocco sente quest’ultima frase ed interviene..
«Il padre di famiglia lo faccio da 35 anni, potrei anche cavarmela: sarei piuttosto in difficoltà come muratore… scherzi a parte io sono lusingato dalle attenzioni del signor Fellini. Mi ha fatto un enorme piacere conoscerlo, ma sono venuto a Bologna soltanto per dirgli grazie, per esprimergli personalmente la mia gratitudine e basta».
➣ Spaventato all’idea di fare l’attore?
«Per niente. Figuriamoci, se l’ha fatto Nino Benvenuti posso benissimo farlo anche io. Piuttosto, ci sono degli ostacoli abbastanza seri e che non so se sarà possibile superare. Io guido un Milan che corre per il titolo ed al quale devo dedicare tutto il mio tempo perché c’è un giro di miliardi in ballo. Potrei essere disponibile soltanto al lunedì ed al martedì. Poi non so, durante le soste del campionato per le partite della Nazionale… Ma se lo immagina lei cosa succederebbe se il Milan perdesse una partita nel periodo in cui giro il film? Tutti a dirmi che penso al cinema, che mi sono montato la testa, magari dalle gradinate vengo accolto al grido di divo-divo. Proprio a me una cosa del genere!».
➣ Qualora lei riuscisse nel tempo libero da impegni lei accetterebbe?
«Non lo so, debbo pensarci, debbo soprattutto parlarne con il mio presidente. Non ne sa ancora nulla, credevo di essere venuto qui in segreto, adesso quando tornerò a Milano chissà cosa
succede».
➣ A lei piace il cinema?
«Mi fa dormire. Ci vado ogni sabato con la squadra, il tempo di sbadigliare un po’ e mi sveglio alla fine con una gomitata. Riesco a resistere con le commedie americane, quelle mi interessano abbastanza».
➣ La storia di Aurelio capomastro sarà tutta un’altra cosa…
«Spero almeno di rimanere sveglio sul set. Poi sarò attratto dalla grande personalità di Fellini, un regista che apprezzo molto».
➣ Ha visto qualche suo film?
«Credo I Vitelloni, La Dolce Vita e forse Otto e mezzo: non ricordo bene».
➣ Rocco sulle orme di Alberto Sordi e Marcello Mastroianni allora?
«Cominciamo a spingere? Ma non c’è ancora niente, si è solo parlato, vedremo, io debbo soprattutto pensare al mio Milan».
Durante il pranzo. Fellini, Rocco e Sannella si informano sui prossimi impegni della Nazionale: 25 febbraio e 1 aprile, le date potrebbero andare bene. Una decina di giorni complessivi durante le soste azzurre, più i lunedì ed i martedì: il tempo ci sarebbe per girare L’uomo invaso, od almeno le parti che riguardano Rocco. Il regista ed il tecnico del Milan si lasciano senza nulla di deciso, con l’impegno di risentirsi nei prossimi giorni. Si ha comunque l’impressione che Fellini abbia trovato. il suo Aurelio; ed il tecnico milanista un modo del tutto nuovo (e magari piacevole) per impiegare il proprio tempo libero”.