Quante volte ci siamo detti che sarebbe bello avere il flopping nel calcio.
Il flopping è quella chiamata arbitrale che sanziona la caduta intenzionale di un giocatore dopo un contatto fisico scarso, lieve, giudicato non così consistente da far perdere l’equilibrio. Non è di simulazione che stiamo parlando. Il fallo per simulazione esiste anche nel calcio. Nel nostro caso i due avversari si toccano. Guardandolo noi in tv e un arbitro alla VAR, diremmo: il contatto c’è. Il basket nelle sue partite si domanda: certo che c’è, ma era tale da farti cadere? Se l’arbitro pensa di no, fischia flopping. L’accentuazione della caduta. La recita. Un fallo antisportivo.
Nell’attesa che il calcio scopra quanto bene gli farebbe il flopping, nel basket c’è un giovanotto che sta iniziando a usare trucchetti da calciatore. È Trae Young, 22 anni, alla sua terza stagione in NBA, nuovo compagno di squadra di Gallinari ad Atlanta. Ha inventato il run up the back. Si fa correre addosso sulla schiena. Funziona così: Young supera in palleggio un avversario e lavora per lasciarselo alle spalle, giusto dietro di lui, per fermarsi di colpo o addirittura fare mezzo passo indietro mentre va al tiro. Il poverino gli frana sulla schiena e l’arbitro fischia il fallo. Se la palla è andata dentro, si tratta di un tiro aggiuntivo. Se la palla è uscita, Young si è garantito comunque i tiri liberi.
Non è un colpo in più aggiunto al bagaglio, sta diventando una strategia. Young è stato il giocatore con più liberi tirati nelle prime 7 partite: 85. Nella notte scorsa contro i New York Knicks ne ha avuti 15 ma quando ne ha presi 16 in una volta sola contro Brooklyn, cinque giorni fa, l’allenatore dei Nets ha protestato: «Non è basket». L’allenatore dei Nets è Steve Nash, che da giocatore era guardia come Young, certi meccanismi li conosce, e gliene ha cantate quattro anche se un tempo suonavano insieme in giro per il mondo con Crosby e Stills (battuta).
Kurt Helin, per Yahoo, ha scritto: “Per essere chiari, quello che sta facendo Young è completamente legale, e non è l’unico playmaker a farlo. Alcuni la vedono come una violazione delle regole non scritte del gioco”.
Perché qui la domanda da porsi è se il run up the back sia un movimento naturale o un espediente. Se è un espediente, qualcosa di così sfacciatamente artificiale, non siamo molto distanti filosoficamente dal concetto di flopping o comunque di comportamento antisportivo. In una seconda partita a Brooklyn, due giorni dopo, i difensori dei Nets hanno adottato un atteggiamento differente. Timothé Luwawu-Cabarrot un paio di volte ha arrestato la sua corsa mentre Young lo cercava con la schiena. In lunetta è andato 4 volte in tutto, ma ha avuto libertà al tiro (21 tentativi) e al passaggio (7 assist). Di certo Atlanta ha vinto.
“La squadra che difende e che cambia le sue scelte, lascia un grande vantaggio a Young” ha scritto sempre Yahoo. “C’è un gruppo molto migliorato intorno a lui ma Young rimane il giocatore su cui si basa l’attacco. I falli di schiena fanno parte del disegno. Sarà interessante vedere come le altre squadre si adatteranno alla nuova propensione di Young. È sui rapporti degli scouting di tutto il campionato”.