Dopo quasi nove anni il campionato italiano si gioca tutto in un giorno solo. Non succedeva dal 13 maggio del 2012. Gigi Garanzini su la Stampa la chiama una domenica d’antan e ricorda quando “l’assoluta contemporaneità del fischio d’inizio, non la sfasatura a pagamento prevedeva ma, al contrario, che Ameri passasse la linea a Ciotti e da lì rimbalzasse a cascata sino allo stadio centrale di Roberto Bortoluzzi, la voce più bella della storia della Rai, radiotelevisione italiana. Nostalgia canaglia? E se non ora quando, con i tempi che ci tocca vivere? È un campionato triste, perché il vuoto pneumatico di quei poveri stadi è sempre più desolante. È un campionato confortante, perché là fuori è peggio”.
Matteo Pinci su Repubblica scrive che “il fascino del tutti insieme contemporaneamente colpisce chi ricorda gli anni passati con l’orecchio alla radiolina. Meno i più giovani. Per le nuove generazioni, in effetti, tante partite contemporaneamente significano soprattutto una cosa, cui non sono abituati: scegliere. Chi vedrà in tv Genoa-Lazio dovrà rinunciare al faccia a faccia tra Sassuolo e Atalanta”.
Alt, fermi tutti. Propongo Diretta Gol. Che è Tutto il calcio ma con le immagini. (D’accordo, senza Ameri e Ciotti).
Pinci scrive che il turno infrasettimanale di inizio marzo (2-4) potrebbe essere anticipato alle 18 o alle 19 per non sovrapporsi al Festival di Sanremo. Così peraltro Ibra prende prima l’elicottero per volare al teatro Ariston da Amadeus.
Benevento-Milan
Con la maglia del Milan Inzaghi ha segnato 126 gol in 300 partite. Era una specie di contro-Baresi. Franco era l’uomo che sussurrava ai guardalinee, Pippo alle bandierine sbraitava. Quando alzava il braccio lui, il volto tradiva una sofferenza pari a quelle ricevute da una pugnalata. In fuorigioco io? Ha giocato e vissuto e trionfato sempre così al limite dei centimetri che sarebbe difficile fare una stima oggi dei suoi gol, se ci fosse stata già la VAR. Quanti gliene avrebbe tolti? Oppure quante azioni invece sarebbero andate avanti, senza chiamare la posizione irregolare, per poi aspettare il check nell’auricolare? Se si procedesse al riconteggio delle azioni, impiegheremmo più tempo che in Florida con Bush e Gore.
Oggi l’Inzaghi del Milan è Ibrahimovic, 15 volte in fuorigioco in 6 partite giocate. Solo Palacio in tutta la serie A gioca più al limite della linea dei difensori cercando la profondità (21 fuorigioco). L’Inzaghi di Inzaghi è Lapadula, 12 volte in fuorigioco, il quarto in tutta la A dopo anche (13) e come Morata.
Carlos Passerini sul Corriere della sera definisce la partita “il classico tappone da non sottovalutare”.
la classifica Milan 34, Inter 33, Roma 27, Sassuolo 26, Napoli 25, Juventus 24, Atalanta 22, Lazio 21, Verona 20, Benevento 18, Sampdoria 17, Bologna Udinese 15, Cagliari Fiorentina 14, Parma 12, Spezia 11, Genoa 10, Crotone 9, Torino 8
Il nuovo stadio di San Siro sarà finanziato al 60 per cento ricorrendo a debiti, e per il 40 per cento con iniezioni di capitale. Sarà creata una società ad hoc e stamattina Alfredo Faieta sul Domani si domanda se sarà controllata da altre società non italiane come succede per il Milan. Il quotidiano ha consultato i documenti riservati e le cifre allegate allo studio di fattibilità tecnica presentati in Comune dai due club di Milano. “Dal documento non emerge nessuna indicazione. Chi fornirà i 740 milioni di debito? Sarà lo stesso fondo Elliott a provvedere a questo denaro, magari attraverso una società lussemburghese che fornirà i soldi e incasserà gli interessi anno dopo anno? In tal caso il guadagno sarà duplice: uno dall’attività economica in sé e uno dai prestiti. Con il Milan lo schema è già questo. Se anche il Milan perde soldi, il suo proprietario guadagna dagli interessi che la società stessa gli paga. Il vantaggio di questo schema è che in Lussemburgo non si pagano le tasse sugli interessi percepiti, così come sui dividendi o sulle plusvalenze al contrario che in Italia, sotto determinate condizioni. E gli interessi maturati lungo questa catena di prestiti a un certo punto escono anche dal Lussemburgo per finire prima nel Delaware, il piccolo stato americano a fiscalità agevolata, e da lì chissà dove”.
Il Domani titola: “Il nuovo San Siro è un affare per i fondi, non per il comune”. Alla città di Milano arriveranno 2 milioni all’anno contro i 5 che attualmente i club pagano per l’affitto di San Siro. La dichiarazione finale di pubblico interesse potrebbe arrivare entro fine mese. “Ma non vuol dire – si legge – che i dubbi intorno a questa opera miliardaria si siano dissolti”.
Juventus-Udinese
Pirlo ha vinto solo 2 delle ultime cinque partite in casa e l’Udinese non perde in trasferta da quattro giornate (2 vittorie, 2 pareggi). Nelle ultime tre partite fuori casa ha concentrato 7 dei suoi 9 gol via dal Friuli. Gianluca Oddenino su la Stampa ricorda che Ronaldo comincia il suo ventesimo anno solare in campo. Nei 19 precedenti ha segnato alla prima occasione soltanto sei volte. Gioca Morata per la Stampa, Dybala per la Gazzetta, poi Chiesa o Kulusevski. Rabiot sconta per la seconda volta la sua giornata di squalifica ed è francamente assurdo che accada una svista del genere in una società come la Juventus. Doveva essere fermato alla terza giornata contro il Napoli, con il 3-0 a tavolino l’avrebbe scontata così, con la sentenza del CONI no. Paratici era convinto che la squalifica si scontasse nella prima gara successiva alla sentenza. Il codice invece parla di giorno successivo. Quindi Rabiot poteva giocare con la Fiorentina.
| Ronaldo abbraccia Pinsoglio Della strana coppia, insieme pure a Capodanno, scrive stamattina Gabriele Romagnoli nella sua rubrica È sempre domenica su Repubblica. “La superstar portoghese e l’ultimo della lista, che guadagna esattamente un centesimo dell’altro. Mentre Messi al Barça frequentava, in chat e dal vivo, solo i suoi quasi pari Neymar e Suarez, CR7 alla Juve dimostra che il vero elitario fa il giro completo e solleva chi trova al fondo. A scuola la più bella della classe non usciva mai con la n. 2. Così a ogni gol Ronaldo abbraccia Pinsoglio. Lui ricambia: ad esempio facendosi fotografare davanti alla clinica per trapianto dei capelli del portoghese. Non varca il confine tra un’ipotesi e una mascotte, come i secondi di Zoff. Resterà un ricordo, per lo più suo. A chi dubiterà, mostrerà una foto: una panchina a Madrid o un capodanno in collina, sostenendo (a ragione) che lui c’era”.
Cagliari-Napoli
Il Napoli non ha gradito le foto del party di compleanno senza mascherina di Osimhen, il suo attaccante rientrato dalla Nigeria positivo al covid, in isolamento e dunque molto probabilmente fuori dalla partita di Supercoppa delle prossime settimane contro la Juventus. Antonio Giordano sul Corriere dello sport-Stadio ha scritto che “il Napoli non si è ancora aggrappato all’articolo 7 dell’accordo collettivo ed al protocollo interno, né ha stabilito l’ammontare d’una multa che in Nigeria hanno già lasciato oscillare intorno ai 250mila euro, cifra rimarchevole ed assai lontana da una verità ancora tutta da scrivere”.
Stella del Napoli post maradoniano e idolo di Cagliari, Gianfranco Zola stamattina con Mario Frongia su Repubblica definisce la morte di Maradona una sassata alle spalle e lo ricorda come un gigante estramemente vitale. «Dopo gli allenamenti, mettevamo le barriere per le punizioni: per lui, distanza e potenza da dare alla palla, erano dettagli, Mi spiegò come calibrare la traiettoria. Mi faceva calciare in porta mille volte dall’altezza della bandierina, quattro metri oltre la linea di fondo». Zola ricorda il gol da metà campo contro il Verona e racconta che lo ripeté in allenamento. «Applaudimmo a lungo, replicare una rete simile pareva impossibile”. Fino al giorno in cui a Pisa Maradona gli diede la 10 per poter mettere lui la 9 di Careca, che era squalificato. «Ma è anche vero che a Ferlaino disse che per sostituirlo non dovevano comprare nessuno perché c’ero io».
In un’altra intervista con Francesco De Luca per il Mattino, Zola dice di aver parlato con Ciro Ferrara del rammarico per non avere provato ad aiutare Diego negli anni del declino. «Penso che probabilmente non avremmo potuto fare niente perché non era semplice entrare nella vita di Maradona. Io, poi, non ero a conoscenza di tutte le sue problematiche. Avrebbe dovuto essere lui a concederci la possibilità di aiutarlo. Il suo entourage, forse, avrebbe potuto avere altri comportamenti. Una cosa è certa: non potevi imporre a uno come Maradona un certo stile di vita, un determinato regime. Era un uomo capace di fare cose che altri neppure potevano vedere o immaginare. Come Mozart, Ali, Best: personaggi estremi, con una vita che aveva sbilanciamenti».
CHE ALTRO ASPETTARSI
| ① I tormenti di Suning. L’Inter ha vinto le ultime 7 partite che ha giocato e ha chiuso il suo 2020 con 108 gol segnati, una quota che non toccava dal 1929/30. È squadra da secondo tempo come poche altre. Ha chiuso in vantaggio a San Siro il primo solo una volta su sette e ha segnato 13 dei suoi 17 gol dopo il 45’. Il Crotone ha vinto due partite e tutt’e due nelle ultime 4 giornate. Vidal dall’inizio. Il fronte societario è caldo. L’Inter che cerca fondi e partner per rifinanziare il debito di due bond da 375 milioni, con mandato a Goldman Sachs per la ricerca di investitori e soci, ha smentito in una nota che esista la tentazione in Zhang di passare la mano. “Il gruppo Suning – scrive Guido de Carolis sul Corriere della sera – ha stretto però i cordoni della borsa e imposto la linea del rigore, anche perché in patria attraversa un momento finanziario non facile. Molti sponsor cinesi sono in orbita Suning, spesso sono aziende dell’indotto: faticano in sostanza a pagare. Non cifre astronomiche, ma oramai anche le gocce diventano vitali. Oggi è ancora più difficile esportare capitali dalla Cina, la liquidità è passata dall’essere un fiume in piena a un ruscello e l’Inter si ritrova con seri problemi di cassa”.
Così seri che Mattia Todisco sul Giorno scrive di trattative tra il club e i calciatori per differire il pagamento degli stipendi evitando la penalizzazione in classifica prevista dai regolamenti della Lega. Solo le mensilità di settembre e ottobre risultano in regola. “A fine novembre – ricorda il Giorno – la dirigenza nerazzurra ha trovato un accordo per poter corrispondere il saldo degli stipendi di luglio e agosto 2020 entro febbraio 2021. Non solo: entro la metà dello stesso mese dovrebbero essere pagati gli stipendi del mese di novembre e dicembre. In meno di 60 giorni la proprietà spera di poter registrare una situazione migliore a livello economico”.
vite Mazzola e gli stenti di una volta | «Giocavamo a calcio tutto il giorno. Quando il pallone finiva contro le vetrine, i commercianti ce lo bucavano; oppure lo faceva il parroco, se non andavamo a messa. Il pallone costava 500 lire, che ovviamente non aveva nessuno. Così per ricomprarlo andavamo a rubare le sigarette dei contrabbandieri dai tombini e le rivendevamo». «La società mi rimborsava le 25 lire del biglietto del tram per andare agli allenamenti; ma a volte per risparmiare me la facevo a piedi»
Sandro Mazzola intervistato da Alessia Ardesi, Libero
| ② La partita che Andrea Elefante sulla Gazzetta definisce “il contropotere del bello”, sottolineando che “non è bestemmia pensare che possa essere la più godibile” nella giornata di oggi. Il Corriere di Bergamo ricorda che il futuro di Gomez è legato a quello di Eriksen e con Federico Fumagalli scrive che “il confronto Gasperini-De Zerbi svela il lato divertente del pallone”. Oh, poi si sa come vanno le cose, magari finisce 0-0.
in tv oggi ore 12.30 Sky Sport Serie A: Inter-Crotone | 15 Sky Sport 1: Cagliari-Napoli | 15 Sky Sport Serie A: Genoa-Lazio | 15 Sky Calcio: Atalanta-Sassuolo | 15 Sky Sport Serie A: Fiorentina-Bologna | 15 Sky Sport Serie A: Spezia-Verona | 15 DAZN e DAZN1: Roma-Sampdoria | 15 DAZN: Parma-Torino | 18 Sky Sport Serie A: Benevento-Milan | ore 20.30 DAZN e DAZN1: Juventus-Udinese
hashtag Zaniolo e Balotelli, figli e figliastri | Se si fosse trattato di Mario Balotelli si sarebbero scatenati in commenti e riflessioni severe, invece Zaniolo passa per vittima, strumento di speculazioni, essendo miele per le api. Ma Niccolò ci ha messo del suo, pubblica fotografie di vita personale privata, balli a torso nudo con la propria madre, onnipresente, altre immagini e parole di improbabile gusto. È la spavalderia della belle gioventù, è la necessità di farsi conoscere e riconoscere anche là dove non ce ne sarebbe il bisogno, considerata la popolarità del ragazzo, il suo patrimonio professionale. Zaniolo deve capire che la sua vita è cambiata da quando ha deciso di darsi al football, essendo un campione il fuoco dell’immagine è ancora più netto, lo devono capire i suoi genitori portati a una pubblicità inopportuna.
di tony damascelli, il Giornale