Il numero di maglia dovrebbe essere 21. Oggi la prima scossa arriverà già al mattino, verso le 11, quando il giocatore atterrerà a Linate con un volo privato proveniente dalla Svezia, dove ha trascorso le vacanze, sulle nevi di Aare. Ad accoglierlo Boban e Maldini. Seguiranno le visite mediche alla clinica La Madonnina, nel pomeriggio il trasferimento a Casa Milan dove ci sarà la firma. Mistero (molto mediatico) sul numero di maglia: si parla del 21. | Carlos Passerini, Corriere della sera
La versione di Capello. «Sono balle le storie del campionato statunitense scarso: non è ai livelli dei migliori tornei europei, ma si corre e si lotta anche da quelle parti. Ibrahimovic avrà bisogno di qualche partita per assestarsi, ma poi diventerà determinante. Il Milan attuale ha poca personalità: Zlatan darà la scossa alla squadra. Il mercato non può però finire qui. Serve un rinforzo in difesa».| Fabio Capello alla Gazzetta dello sport, intervista di Stefano Boldrini
Ora tocca a Pioli gestire Zlatan. Pioli deve gestire l’ingresso di questo capo carismatico nello spogliatoio e compiere alcune scelte fondamentali. Suso, accusato spesso dai suoi sodali di aspettare la terza finta prima di servire l’attaccante in area, saprà adeguarsi? E al fianco di Ibra converrà puntare su Calhanoglu, più maturo, o sul talento da svezzare di Leao fin qui giudicato inconsistente? È probabile che da domani alle pareti di Milanello venga affisso un altro cartello: “tremate, gli esami sono arrivati”. | Franco Ordine, Corriere dello Sport-Stadio
~ lo Slalom ~
La Hit Parade del mercato
(le tre trattative di cui si parla di più)
1 Kulusevski alla Juventus (🔺)
L’accordo prima di parlare con l’Atalanta. Il contropiede di Fabio Paratici è partito proprio nel bel mezzo delle feste, forte di una doppia certezza. Il gradimento tecnico del giocatore e la relativa intesa con un contratto da 2,5 milioni netti a stagione sino al 2024, più bonus. Con questi presupposti si è seduto al tavolo con Luca Percassi con ragionevole tranquillità. | Filippo Conticello, la Gazzetta dello sport
Tra Zidane e Nanni Moretti. Il fisico da corazziere, lo sterno carenato alla Nanni Moretti, quando indossa la camicia sembra avere ancora l’appendino addosso da tanto è stilizzato, ma è fatto di fil di ferro e acciaio; Dejan corre un po’ ingobbito, quando deve disimpegnarsi negli spazi brevi ha movenze alla Zidane, quindi il massimo se riferito al ricamo pallonaro, se ha campo aperto libera la corsa come un duecentista. | Furio Zara, Corriere dello sport-Stadio
~ altri nomi per il club: Paredes, Tonali, Chiesa, Pogba
2 Vidal all’Inter (=)
Gli ostacoli. Con Arthur ko a causa della pubalgia, Valverde ha detto chiaramente che Vidal gli serve e che non vuole perderlo. Un ostacolo in più? Le resistenze del tecnico potrebbero essere vinte con l’acquisto di Dani Olmo. | Andrea Ramazzotti, Corriere dello sport-Stadio
~ altri nomi per il club: Tonali, Eriksen, Giroud, Darmian, Castrovilli
3 Mertens e il Napoli (=)
Rinnova o no? Mertens sembra abbia ridotto le proprie aspettative, non esige più un triennale ma gli basta un biennale e la garanzia, da De Laurentiis, che il Napoli resti competitivo, abbia intenzione di continuare a credere in se stesso, di puntare in alto, di inseguire lo scudetto o comunque di essere costruito attraverso una ambizione collettiva. | Antonio Giordano, Corriere dello sport-Stadio
~ altri nomi per il club: Lobotka, Koutris, Carrasco, Cistana
Il fenomeno Percassi
Libero dedica al presidente dell’Atalanta un articolo in prima pagina con Alessandro Dell’Orto. “Programma, osa, investe, agisce. E arriva prima, spesso vincendo. Quasi sempre guadagnando molti quattrini”. “Il dirigente nerazzurro che sta rifacendo lo stadio di Bergamo ha portato a casa qualcosa come 180 milioni di euro in plusvalenze grazie alle cessioni dei vari Kessié (venduto a 30 milioni al Milan), Gagliardini (28 milioni all’Inter), Cristante (25 milioni alla Roma), Conti (24 milioni al Milan), Mancini (15 milioni alla Roma), Caldara (20 milioni alla Juventus), Petagna (13 milioni alla Spal) e Bastoni (31 milioni all’Inter)”. “Ora l’ultimo colpo: la cessione del gioiellino svedese Dejan Kulusevski, 19 anni, alla Juventus per 44 milioni, che significa la più grande plusvalenza della storia dei bergamaschi (l’hanno preso nel 2016 dagli svedesi del Brommapojkarna per 200mila euro)”.
Avremmo fatto tutti come Balotelli. Eravamo nell’anno nuovo da poco meno di sei ore quando la 500 Abarth di Mario ha preso un marciapiede e poi si è arrestata, con il semiasse spaccato, davanti a un cancello. Il Brescia fa sapere che al volante c’era un amico di Balotelli, lui era l’altro passeggero, che comunque non si è fatto niente, è tornato a casa a piedi e prima di andare a dormire ha chiamato il carro attrezzi perché si occupasse della macchina. Quello che avremmo fatto tutti, Capodanno o no. Però apriti cielo. … La storia di Mario assomiglia sempre a quella di Calimero, il pulcino che la gallina veneta non riconobbe come figlio suo perché era caduto nella fuliggine ed era venuto fuori nero: sono passati più di cinquant’anni da Carosello ma in fondo in Italia sembra che non sia cambiato niente. Se una donna viene infastidita per strada, ci sarà sempre qualcuno che pensa che avrebbe dovuto dare meno nell’occhio, e che se fosse rimasta a casa non ci sarebbe niente di cui parlare. Se Mario Balotelli è nella macchina sbagliata il giorno più sbagliato dell’anno, non è altro che la conferma di un sospetto. In qualche modo è sempre colpa sua. | Alessandra Giardini, Corriere dello sport-Stadio
Le discriminazioni secondo Rita Guarino, allenatrice della Juventus Women
➣ La britannica Aluko ha lasciato la squadra e ha detto che a Torino non si è sempre sentita a proprio agio. «Purtroppo non avevo idea del suo stato d’animo e non so se si tratta di percezioni o di fatti, non c’è stato modo di confrontarsi. Se avessimo saputo l’avremmo sostenuta».
➣ Percezioni o fatti, lei qui non stava bene. «Non è lo stesso. Se io vado in Inghilterra, di certo mi sento giudicata per il mio accento, magari invece non è così. Comunque la discriminazione su vari fronti è una battaglia da sostenere, siamo lontano dall’accettare davvero la diversità. Il problema non è Torino e forse nemmeno l’ Italia. Torino è la città dove sono nata, la conosco bene, ha gli stessi problemi di ogni posto d’Europa eppure negli anni si è aperta ed cambiata. Io ne sono fiera».
➣ Ha parlato di diversità. Una giocatrice della nazionale, Linari, ha detto di essere gay e trova che in Italia sia ancora un tabù. «Non sono stupita, ma non ho mai ritenuto che la vita privata potesse essere la bandiera di qualsivoglia diritto, è una scelta personale. Si può essere veri anche senza raccontare l’intimità, non è da lì che si passa per la rivoluzione culturale».
➣ La sciagurata frase sulle «quattro lesbiche» quanto male ha fatto?
«È stata una fortuna. Il presidente della lega dilettanti che se ne esce così… Era talmente abnorme da imporre una reazione. È stata una manna, la domanda vera è quanto ci avremmo messo ad arrivare dove siamo senza la frase?». | Intervista di Giulia Zonca, la Stampa