I 106 stranieri di serie A comprati e poco usati. Lo stop al Decreto Crescita fermerà loro

Se il Torino vorrà comprare un altro Saba Sazonov – tre spezzoni di partita finora, 120 minuti in tutto – dovrà pagarlo senza gravi fiscali, senza quell’articolo 5 pensato nel Decreto Crescita per il cosiddetto rientro dei cervelli, usato soprattutto dal calcio fino al logorio per il rientro dei piedi. Così sarà alla Lazio per un nuovo Christos Mandas, portiere venuto dalla Grecia per alternarsi fra tribuna e panchina, oppure al Milan con Marco Pellegrino, preso in Argentina e sempre infortunato, tranne che per 68 minuti a Napoli. Addio al regime di tasse agevolato introdotto a partire dal 1 gennaio 2020, la norma che ha consentito ai club di risparmiare nei confronti dello Stato e di offrire ai calciatori in arrivo dall’estero un ingaggio netto più alto. Dal 2022 l’agevolazione era stata corretta: spettava a chi ha più di 20 anni e uno stipendio superiore al milione. Ieri sera è sparita. Non ha superato l’esame del Consiglio dei ministri per una proroga. È forse la prima vera grande sconfitta di Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore di Forza Italia. Si era molto speso in Parlamento, smussando così le tensioni dentro la serie A sempre accampate intorno al suo nome. 

Il Foglio ricorda che era lui a volerla con una insistenza che tutti conoscono ormai in Parlamento. Anche il viceministro Maurizio Leo era a favore e non era contrario – notizia – nemmeno il ministro dello Sport Andrea Abodi

Il Giornale racconta chi ha vinto la partita politica, la Lega che definisce «immorali» gli sconti e invita a investire sui «giovani italiani e non su stranieri strapagati che peraltro sono spesso scarsi».

Il Fatto sottolinea che Giorgia Meloni era a casa con la febbre. Il primo effetto è stato chiaro fin da subito: in assenza della premier, i partiti di maggioranza hanno litigato su tutti i provvedimenti in esame e la lobby del pallone aveva fatto entrare nel decreto Milleproroghe uno sgravio fiscale che avrebbe permesso di pagare le tasse solo su metà stipendio dei calciatori stranieri, giusto in tempo per beneficiarne nella prossima sessione invernale di trasferimenti, tanto che il provvedimento era già stato ribattezzato “Salva calciomercato”. Ma i veti incrociati all’interno della maggioranza hanno fatto stralciare la norma. A perorare la causa era stato il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito che era quasi riuscito nel suo intento senza creare grattacapi al governo nella legge di Bilancio. A beneficiare dello sconto sarebbero state le squadre maggiori di Serie A che erano pronte ad anticipare a gennaio gli acquisti estivi. Lotito aveva un accordo col viceministro dell’Economia Maurizio Leo e col ministro dello Sport Andrea Abodi (spalleggiato da Tajani) ma è stato stoppato da Salvini in Cdm

Monica Colombo sul Corriere della sera dice che i timori si sono trasformati in realtà. I timori dei presidenti, non del sindacato italiano calciatori che invece aveva la paura opposta. Chissà se si è rivelata decisiva – si domanda il Corriere della sera – la telefonata avvenuta ieri mattina fra il presidente dell’Aic Umberto Calcagno a Matteo Salvini. Mossa che ha fatto seguito alla lettera già inviata dallo stesso presidente del sindacato calciatori al ministro dello Sport Andrea Abodi e a quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti

 

I numeri

 

Secondo la Lega di A la decisione «avrà quale unico risultato un esito opposto a quello perseguito. La mancata proroga produrrà minore competitività delle squadre, con conseguente riduzione dei ricavi, minori risorse da destinare ai vivai, minore indotto e minor gettito per l’erario». 

È una nota confindustriale che difende gli interessi di settore. Le cifre della serie A in corso raccontano che fra i 508 giocatori andati in campo, ci sono 78 stranieri utilizzati finora per meno di 200 minuti, cinque di media a partita. Altri 28 sono rimasti sotto i 340 minuti, cioè la soglia dello spezzone minimo da 20 minuti a partita. In tutto fanno 106 stranieri fantasma, arrivati e dimenticati, pagati e impalpabili. Fanno il 20 per cento del totale del campionato. Questo stop riguarderà soprattutto loro, i fantasmi della serie A. Più visibili nei bilanci che in campo.

La Lega calcio fa conoscere il suo sospetto, che abbia prevalso cioè «una visione distorta del calcio, che non tiene conto del ruolo economico, sociale e culturale» e «auspica che il Parlamento possa correggere questo errore che danneggia non solo il calcio italiano ma tutto lo sport».

La Gazzetta dello sport parla in prima pagina di schiaffo al calcio. Ieri aveva ospitato un intervento del vicedirettore Stefano Agresti che chiedeva qualcosa in più della proroga nel Milleproroghe. Stamattina Andrea Ramazzotti parla di brutta notizia per le società che volevano rinforzarsi pescando all’estero. Una nota della Lega aveva sottolineato alla vigilia della decisione in Consiglio dei ministri che nel 2023-24 erano stati solo 50 gli impatriati assoggettati al regime fiscale. Un modo per evidenziare – dice la Gazzetta – che il Decreto è applicato in misura limitata e che la sua scomparsa avrebbe portato oltre 150 milioni di tasse aggiuntive per i nostri club

Gabriele Galluccio su Libero esclama: E allora il calcio italiano dove deve trovare i quattrini per non annegare? È evidente che senza l’aiutino fiscale la Serie A è destinata a indebolirsi e impoverirsi, più di quanto non lo sia già in questo momento. È stata proprio l’abilità nello sfruttare il Decreto Crescita a permettere a molti club di rimanere competitivi o addirittura di salire di livello. La visione dietro l’abolizione del Decreto Crescita – aggiunge – non è neanche sbagliata, perché al momento la Serie A è il campionato che usa di più gli stranieri (65% dei minuti) e quindi l’intenzione è di offrire maggiori possibilità agli italiani, meglio ancora se giovani e con un potenziale da Nazionale. A lungo termine è una scelta politica che potrà anche dare i suoi frutti, ma nell’immediato è oggettivamente un disastro per i club

Ivan Zazzaroni è il direttore del Corriere dello Sport-Stadio che in passato ha maggiormente criticato lo sfruttamento del Decreto Crescita per rimpatriare piedi e non cervelli, ma stamattina parla di bambino gettato con l’acqua sporta. In Italia – scrive – sappiamo fare soltanto così: non cerchiamo di migliorare una norma dimostratasi sbagliata poiché ha prodotto danni seri al sistema, la cancelliamo direttamente. Questo giornale è sempre stato contrario alla tassazione agevolata indiscriminata per i professionisti “importati”: i nostri club, soprattutto quelli minori, vi hanno fatto ricorso senza criterio finendo per riempire gli organici di stranieri dal valore assai discutibile e, di riflesso, deprimendo gli italiani, in particolare i giovani. Pensavamo tuttavia che la norma potesse essere corretta facilmente proprio per aumentare la qualità del nostro calcio e conservarne la competitività internazionale. In che modo? Limitandone l’applicazione ai giocatori e ai tecnici di maggior prestigio. In altre parole, un Decreto Crescita riservato esclusivamente alle eccellenze riconosciute. Noi – e altri come noi – che dopo ogni sconfitta della Nazionale rimproveriamo al nostro campionato di non esprimere più italiani di valore, non potevamo – per coerenza e sensibilità – sostenere un obbrobrio del genere. Lo dovevamo soprattutto ai vari Casadei, Sassi, Zacchi, Ghilardi, Giovane, Guarino, Cambiaso, agli Esposito e a Fiumanò, Pafundi, Montevago, Baldanzi, Fazzini, Lipani, ragazzi che hanno il sacrosanto diritto di crescere e misurarsi con la serie A, anche in squadre non di prima fascia

Se avremo meno Thuram e meno Kvaratskhelia si vedrà. Dinanzi alla qualità si fanno altri calcoli. Di certo avremo meno Mihai Popa, portiere preso dal Torino in Romania, zero minuti giocati, e più occasioni per Lorenzo Abati, il numero 1 della Primavera.

 

in tv ven 29 ore 18.30 Dazn: Napoli-Monza e Fiorentina-Torino | 20.45 Dazn: Genoa-Inter – Dazn e Sky: Lazio-Frosinone | sab 30 ore 12.30 Dazn: Atalanta-Lecce | 15 Dazn: Udinese-Bologna – Dazn e Sky: Cagliari-Empoli | 18 Dazn e Sky: Milan-Sassuolo – 18 Dazn: Verona-Salernitana | 20.45 Dazn: Juventus-Roma 

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