La Saslong è la pista più cara a Kristian Ghedina – che qui ha vinto quattro volte, unico nella storia. L’ex liberista ha raccontato tempo fa a Riccardo Crivelli della Gazzetta dello sport come si affrontano insidie e trabocchetti. «La Saslong richiede un bilanciamento perfetto dei materiali, perché presenta due tipi di neve: più ghiacciata e dura in alto e più morbida in basso, anche se adesso il cambiamento di orario della gara impedisce ciò che succedeva fino a qualche anno fa, con il sole che usciva dal Sassolungo e scaldava la pista, velocizzandola a vantaggio dei numeri più alti con relative sorprese tipo Foser. La Val Gardena non ti perdona se non riesci a fare velocità fin dall’inizio, devi pennellare già le prime curve per presentarti sul tratto di scorrimento dopo il Salto del Moro e il Looping con la traiettoria perfetta, altrimenti rischi di compromettere subito la gara. In generale non puoi consentirti nessun rilassamento, devi assecondare i dossi ed essere aggressivo alle Gobbe del Cammello e al Ciaslat, che sono ugualmente fondamentali per portare la velocità giusta fino allo schuss finale».
Nel 2018 lo svizzero Marc Gisin cadde sulla Saslong procurandosi 16 fratture a livello costale, lesioni a polmoni e anca, un trauma cranico. Il mondo dello sci rimase a lungo in ansia per lui. Avrebbe poi raccontato a Blick di non essere più riuscito ad allenarsi come avrebbe voluto e dovuto. «Ho la sensazione che il mio subconscio blocchi determinati movimenti che mi renderebbero più veloce».
Negli anni del picco di pandemia, sulla Saslong si protestò in controtendenza rispetto agli altri impianti sciistici, a proposito di turismo e lockdown, piste aperte o chiuse. La Funivie Saslong spa annunciò di non voler riaprire più gli impianti indipendentemente dalle decisioni del governo per il resto della stagione, per «senso di responsabilità, sensibilità, altruismo e solidarietà». Al governo veniva anzi rimproverato di non aver disposto restrizioni più severe già in ottobre. «Noi non abbiamo bisogno che ce lo dica il Governo che dobbiamo chiudere o aprire – hanno scritto in una lettera – siamo gente dotata di buon senso».
La Saslong si dissociò in modo totale ed esplicito dal consorzio esercenti impianti a fune Val Gardena Alpe di Siusi per la sua poca sensibilità – spiegarono – «verso il duro prezzo pagato da tutti i medici, infermieri, volontari che con il loro appassionato, professionale ed esemplare sacrificio hanno permesso a tutti noi di poter parlare ancora di cose puramente venali ed individualistiche. Vogliamo che i nostri turisti ricordino la Val Gardena, i gardenesi e la Saslong per il loro senso di responsabilità, sensibilità, altruismo e senso di solidarietà verso tutti i nostri connazionali che con questa pandemia hanno perso la vita o dei cari».
“ La Saslong è una pista unica, non ne trovi un’altra così in Coppa del Mondo. È la più piatta, ma è anche quella che ha più onde. Se non riesci a far velocità sulle onde, se non hai la dote della scorrevolezza, non hai chance | Christof Innerhofer
TITOLI
◇ Repubblica: “Tocca agli uomini-jet, libera in Val Gardena”
◇ La Gazzetta dello sport: “Discesa in Val Gardena è subito Kilde-Odermatt Italia con Casse e Paris” ➔ Kristian Ghedina ha scritto: “Qui è tutto scorrevolezza, curve veloci, bei salti. Bisogna essere bravi e dolci in tutti i cambi di direzione. Mi aspetto un duello tra Kilde e Odermatt : il primo è un vichingo, un animale da gara come tutti i norvegesi e io ne so qualcosa, vi dicono niente Kjus, Aamodt e Svindal? Quando vedono il cancelletto si trasformano, la loro forza sta tutta nella cultura scandinava che li abitua fin da piccoli a fare tanti sport come l’hockey ghiaccio, il fondo e il telemark. E così imparano tanto. Lo svizzero, invece, è talento puro e prestanza, anche se non ha mai vinto una discesa in Coppa del Mondo mi aspetto che ci riesca molto presto”
◇ Il Messaggero: “Sci nel caos: troppe gare cancellate Gli atleti: «Intervenite sul clima»”
◇ Giandomenico Tiseo su Tuttosport: “A non far stare tranquilli, la seconda prova cronometrata di ieri in Val Gardena annullata. Dieci centimetri di neve fresca, parecchio umida, hanno costretto gli organizzatori e la giuria a cancellare il secondo training e tanti saluti allo studio degli sci e di cosa sia meglio fare sulle Gobbe del Cammello, piuttosto che sul Ciaslat. Alla fine della fiera, gli atleti hanno potuto disputare solo una prova cronometrata martedi 12 dicembre”