La Francia e i suoi ultrà. Il disgusto e la vergogna per gli incidenti di Marsiglia

  La violenza negli stadi di Francia era un’emergenza due anni fa, era un’emergenza un anno fa, continua a essere un problema irrisolto. Fuori dallo stadio Velodrome di Marsiglia, il pullman del Lione è stato più volte rallentato nel suo avanzare, prima di diventare il bersaglio di una sassaiola. Sul lato destro diversi finestrini sono esplosi. Fabio Grosso è stato colpito da frammenti di vetro. È sceso sanguinante e sotto shock. Gli hanno dato 12 punti di sutura. Il suo vice Raffaele Longo ha avuto problemi a un occhio. La partita è stata rinviata. Secondo Canal+ sarebbe stata una lattina di birra a sfondare il finestrino. 

 

“Il disgusto e la vergogna titola L’Équipe in prima pagina con la foto gigantesca di Grosso dal volto insanguinato. Le prime sei pagine del numero di oggi sono dedicate alla violenza di ieri. Oltre a parlare di frustrazione e di indignazione, oltre che domandarsi se si possa rigiocare facendo finta di niente, L’Équipe pone una serie di questioni con l’editoriale di Vincent Duluc, che sottolinea come tutto ciò avvenga mentre la Ligue1 immaginava di aumentare i proventi dei diritti tv internazionali, mentre invece Prime ha passato un’altra domenica a commentare il vuoto e l’insopportabile. Queste immagini devono segnare un punto di non ritorno e la fine assoluta dell’autocompiacimento scrive l’editorialista. 

Bisogna davvero essere degli idioti di basso livello – prosegue – per credere che non ci sia abbastanza odio nel mondo in questo momento, e che il calcio della domenica sera valga uno spargimento di sangue, anche lieve. Bisogna essere stati assenti nel giorno della distribuzione dell’intelligenza, per trasformare il viaggio di un autobus di calciatori nello scenario di una guerriglia urbana. Non sono scene nuove, ma per troppo tempo sono state classificate come folclore locale. L’attacco è avvenuto su una strada pubblica, ma sarebbe vile e incoerente fingere che non abbia nulla a che fare con il calcio, né con alcuni tifosi del Marsiglia. È deplorevole e scioccante che l’incredibile e spensierata dichiarazione della Ligue abbia dimenticato di sottolinearlo. Prima del calcio e fuori dallo stadio è già calcio, un territorio che nessuno può abbandonare alla violenza degli imbecilli, né le autorità pubbliche, né il calcio francese.

 

«È del tutto inammissibile», ha detto il presidente marsigliese Pablo Longoria, lui stesso vittima degli ultrà a settembre, fino a pensare di dimettersi. Forse è stato duro perché il Marsiglia non rischia sanzioni sportive, sottolinea L’Équipe, ma almeno ha trovato le parole giuste. Ripugnanti e inammissibili sono le immagini anche per la ministra Amélie Oudéa-Castéra. 

John Textor, presidente del Lione, ha invece detto di non aver chiesto il rinvio della partita. Sostiene che sia stata una decisione dell’arbitro. 

 

Leo Tourbe per la rivista So Foot dice che le immagini di Fabio Grosso con il volto insanguinato offrono un’idea per i costumi di Halloween ma soprattutto simboleggiano la stupidità di certi tifosi. In un momento in cui il governo sembrava voler allentare i divieti di trasferta, questi gravi incidenti spingeranno senza dubbio le prefetture a una maggiore restrizione. E come possiamo biasimarlo dopo quello che è appena successo? Nel bel mezzo di una frenetica vendita dei suoi diritti televisivi, la Ligue ha motivo di strapparsi i capelli. L’incontro verrà ripetuto a porte chiuse. Purtroppo questa sta diventando un’abitudine per l’Olympique.

Dice Le Monde che la rivalità tra i due OL alimenta da diversi anni la cronaca della Ligue 1. Ma ha appena compiuto un ulteriore passo avanti nella violenza, uscendo dal terreno del folclore

 

La contestazione di Brest per Mbappé 

 

  È stata parecchio turbolenta anche la domenica di Kylian Mbappé. Ha segnato due gol sul campo del Brest ma la sua uscita dal campo è stata accompagnata dai fischi e dalla contestazione. 

Le ovazioni e i festeggiamenti post-Mondiale che hanno accompagnato l’eroico ritorno di Mbappé sui campi della Ligue 1 all’inizio del 2023 sembrano lontani racconta L’Équipe, ricordando che era già stato fischiato negli stadi francesi dopo Euro 2021. A Brest è stato contestato come mai prima. 

Qual è il motivo di questo finale avvelenato, di questi scambi veementi con un pubblico che non è noto per essere tra i più accesi di Francia?

Mbappé ha fatto il segno del tre con le dita verso le tribune, un atteggiamento non abituale per lui, sorprendente. Perché si è comportato così? Forse a causa dell’inizio della rissa avvenuta poco prima del suo secondo gol, quando alcuni giocatori del Brest sono andati a calpestare il dischetto del rigore per cercare di innervosirlo? Mbappé è stato spintonato in modo aggressivo da Jonas Martin. Anche Achraf Hakimi e Fabiàn Ruiz sono stati coinvolti.

Dalle tribune anche cori contro Hakimi, al quale è stata ricordata l’incriminazione per stupro dello scorso mese di marzo.

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