Europa League. Le partite di Roma, Atalanta e Fiorentina in poche parole

LE COPPE DEL GIOVEDÌ

Le partite delle tre italiane in poche parole

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SE DI TANTI GOL CI SI PUÒ FIDARE

Quando Romelu Lukaku alza le mani grandi come badili e picchia le palme contro quelle dei compagni, lo schiocco si sente a distanza. Persino dalla televisione: oltrepassa il muro sonoro della folla e plana sui tavoli e nelle stanze. Così ha scritto stamattina Marco Evangelisti sul Corriere dello Sport-Stadio dopo il 4-0 della Roma sul Servette in Europa League. Evangelisti parla di “energia cinetica sul pallone ed energia morale sulla squadra, esattamente ciò che la Roma è andata a cercare in quel lussuoso avanzo di mercato misteriosamente lasciato nel piatto da club momentaneamente più dotati di risorse finanziarie

In una serata così piena [Ha viaggiato tanta acqua per l’orto] è arrivato un nuovo infortunio a Pellegrini, ma rientra nella strana attitudine di questa squadra ad attirare come un magnete tutta la limatura di guai sparsa sul terreno circostante, dice Evangelisti, soprattutto quando il destino sembra per un momento raddrizzarsi. In ogni caso, precisa, il Servette è una faccenda e gli avversari che verranno, Slavia Praga inclusa, tutt’altra

 

COME VESTE L’ATALANTA

Andrea Elefante usa metafore d’abbigliamento sulla Gazzetta per raccontare la vittoria dell’Atalanta sul campo dello Sporting Lisbona. Ha scritto: Un tempo con lo smoking, uno con la tuta da operaio: l’Atalanta a Lisbona tira fuori dall’armadio tutti i vestiti che servono per l’impresa e forse questi tre punti le serviranno per festeggiare a dicembre il primato nel girone. un primo tempo spettacolare: per distacco la più bella Dea di questo inizio stagione, ma non solo. Lo strapotere fisico e di intensità di un tempo hanno lasciato spazio ad un calcio se vogliamo più sofisticato, fraseggi rapidi e giocati a memoria, con la puntualità dei meccanismi e la precisione tecnica la cui assenza troppo spesso Gasperini aveva lamentato l’anno scorso.

Marina Belotti sul Corriere di Bergamo ha raccontato [anche] il contorno: Altissimi, dal piano 7 del settore ospiti devono sforzarsi per vedere il campo al -2 dello stadio: sono 907 in totale, ma non tutti da Città Alta. C’è una mamma bergamasca che vive a Lisbona da tre anni e ha portato le figlie a vedere la «sua» Atalanta, e ci sono anche degli svizzeri convertiti alla Dea da un amico di origini orobiche. Alcuni tifosi dello Sporting particolarmente nostalgici hanno tirato fuori dai cassetti il biglietto della gara del 1988 (storica anche per loro: non avrebbero mai creduto che in semifinale di Coppa delle Coppe sarebbe andata l’Atalanta in B), anche se oggi hanno qualche capello bianco in più.

 

  COME REAGISCE LA VIOLA

Il 2-2 di Fiorentina-Ferencvaros, per Federico Castiglioni di Sportellate è il risultato di una partita pazza e divertente anche per l’occhio esterno e non coinvolto, giocata su alti ritmi e ricca di occasioni”.  Dejan Stankovic fa bene compiti a casa. Il Ferencvaros sa come prendere la Fiorentina.  La pressione alta dei magiari per oltre un’ora manda in tilt la costruzione gigliata, le difficoltà nella risalita per i viola si combina con una poca attenzione nelle marcature preventive, e con una debolezza sui duelli che pare sistematica. Una partita forse preparata male, specie nell’undici di partenza, ma decisamente ripresa anche con le giuste letture dalla panchina Se la classifica del girone dopo due giornate non è propriamente rosea, è invece rassicurante la capacità di reazione della Fiorentina anche nelle difficoltà, un altro piccolo sintomo di crescita che vale più del risultato.

  2  I cross riusciti al Ferencvaros in tutta la partita. Su 7 tentati. 

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