I Mondiali di nuoto a Fukuoka
Sulla distanza dimezzata, il bottino stamattina è doppio. Portar via da Fukuoka due medaglie nella 5 km non sarà la stessa cosa che avercela fatta nella 10. Questa non è specialità olimpica. Non ci sono i pass parigini per Gregorio Paltrinieri secondo e per Mimmo Acerenza terzo, ma insieme ai due podi, certamente si tratta del segnale di una vitalità intatta, nonostante tutto, alle spalle del tedesco Florian Wellbrock, di nuovo primo, come l’altra notte, in forma spaziale.
In Germania stanno scrivendo che potrebbe decidere di non fare la staffetta e riposare per le gare in piscina della prossima settimana. D’altro canto, esiste la chance “di creare qualcosa di storico” [Waz] con cinque ori su cinque. Il quarto, poco prima di lui, era andato a prenderselo Leonie Beck, l’altra stella in acque libere di questi Mondiali, una tedesca a Ostia l’abbiamo chiamata l’altro giorno. Stavolta è andato a prenderselo in rimonta, davanti all’olandese Sharon Van Rouwendaal e la brasiliana Ana Marcela Cunha, le due deluse nella 10. Barbara Pozzobon è stata quinta.
LEGGI ANCHE L’oro di Florian con sua sorella tatuata sul petto | Slalom 16 luglio 2023
Una tedesca a Ostia | Slalom 15 luglio 2023
| artefici
ODE A GREGORIO ► È il sesto Mondiale su sette con almeno un podio. Stefano Arcobelli dice nel suo blog Questione di stile: “Quando vacilla, dubita, poi reagisce. Più lo butti giù e più Gregorio Paltrinieri si tira su. La metamorfosi di SuperGreg ai Mondiali di Fukuoka è un argento generosissimo e di rabbia, con l’umiltà dell’inseguitore, lui che è un numero uno e non dovrebbe accontentarsi mai. Non era in crisi nella 10 km, ma solo in difetto di forma per via dei malanni che non lo abbandonano mai. Ma per uno che dopo la mononucleosi è andato a prendersi un argento e un bronzo olimpici a Tokyo, niente è più impossibile”.
Giulia Zonca su la Stampa scrive allora da Fukuoka che “se ti butti in acqua da straccio e ne esci con un argento ti chiami Gregorio Paltrinieri, Trascorrono gli anni, si accumulano le medaglie e lui sembra avere la necessità di straziarsi per provarsi straordinario. Lo stomaco di Paltrinieri si rivolta in zona gara da quando era bambino. Lo ricordano mamma e papà venuti a tifarlo anche in Giappone: «Lo andavamo a prendere quando stava tra gli esordienti, squassato». Nel tempo ha imparato a gestire, ma ora che la tensione sale e l’agonismo lo devasta il problema cresce e merita altri accertamenti. Ci sarà il tempo di approfondire questo corto circuito tra cervello e stomaco”.
Il sessismo nella telecronaca della Rai
▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔
Le frasi sono state queste, ieri mattina fra le 7 e le 8 sul feed di Rai Play, dove sono visibili le immagini che non si riescono a trasmettere sugli altri canali e dove il microfono resta aperto. «Le olandesi sono grosse. Ma tanto a letto sono tutte uguali».
«Questa è una suonatrice d’arpa, come si suona l’arpa? La si tocca, la si pizzica. Si La Do. Gli uomini devono suonare sette note, le donne soltanto tre».
«Fuma sano, fuma bene, fuma solo pakistano».
«Liccaldo, i cinesi direbbero Liccaldo».
Che il microfono rimanga aperto, si sa, si sa da tempo. È un’abitudine, non era una trappola per Leonarduzzi e Mazzucchi, le due voci sospese dalla Rai dopo il caso nato dalla segnalazione di un ascoltatore. Tony Damascelli sul Giornale lo chiama “carrozzone politico” per quella che giudica “roba che nemmeno nei peggiori bar di Caracas” oppure un atteggiamento da “scollacciata radio privata” e “asilo infantile”. Ieri in Rai era il giorno in cui veniva cancellato il programma di Filippo Facci per un’altra uscita sessista, in un pezzo pubblicato su Libero. Così, stamattina il quotidiano parla alla famosa nuora perché l’altrettanto celebre suocera intenda. “Non massacrate i telecronisti porcelloni” titola, mentre Daniele Priori scrive: “Dalla Rai al ministero hanno chiesto che i due guasconi venissero rimandati a casa e messi dietro la lavagna in ginocchio sui ceci o giù di lì”. Guasconi. Tutto qua.
L’incidente su Rai Play era stato sfiorato altre volte. Certe frasi in libertà erano rimaste sotto traccia. Leonarduzzi ha provato a difendersi: «Ho solo detto una barzelletta da bar al mio commentatore durante la pausa tiggì, che non poteva sentirsi dal nostro microfono, ma a mia insaputa il microfono di RaiPlay non è stato chiuso e io avevo buttato giù la cuffia perché dopo ore di diretta c’era il tiggì».
Un altro giornale d’area, La Verità, sposta il fuoco della storia e con Mauro Bazzucchi commenta: “Sembra diventato un genere a parte, quello della polemica sui giornalisti Rai o aspiranti tali”.
| Lorenzo Grosi sul Giornale ricorda che per Leonarduzzi esistono dei precedenti. “Nel dicembre 2020, infatti, al termine del rally di Monza, ebbe l’idea di giocare con il cognome del pilota estone Ott Tanak: “Me ne hanno detta oggi una – furono le sue parole al microfono di RaiSport –, mi vogliono far vincere 100 euro se la dico. Mi hanno detto una battutaccia che io riferisco: ‘Donna nanak tutta Tanak’. L’hanno cambiata così in brianzolo o in fiorentino non l’ho capita. Chiedo scusa ma era un po’ simpatica, abbiamo rifatto un adagio, non c’è nessun intento sessista, ho il massimo rispetto per le donne”. Cinque anni fa scrisse su Facebook, degli auguri in tedesco ad Adolf Hitler nel giorno del compleanno del dittatore nazista”.
| Selvaggia Lucarelli sul Fatto quotidiano dice che “abbiamo due nuovi geni dell’harakiri giornalistico. Roba da rivalutare Berlusconi e il pullman di troie. Se hai sessant’anni e lavori da decenni in Rai dovresti sapere molto bene che i microfoni e le telecamere non sono mai certamente spenti. Per dire, io durante “Ballando con le stelle” mi guardo bene dal commentare le battute fuori onda di Mariotto perché so che se per caso i microfoni rimanessero accesi, il giorno dopo ci ritroveremmo entrambi a fare i giudici al festival della mazurka per gli anziani all’idroscalo “Corpo di mille balere”. O, al massimo, verremmo invitati al Maxxi”.
Il riferimento è all’incursione verbale di qualche settimana fa di Vittorio Sgarbi, sottosegretario. Continua Lucarelli: “Il documentario su Netflix Il principe sulla storia di Vittorio Emanuele di Savoia e del ragazzo a cui sparò sull’isola di Cavallo è il sunto perfetto della questione: pensando di non essere ascoltato, Vittorio Emanuele in carcere ha di fatto confessato di aver sparato al povero Dirk Hamer e di aver fregato i giudici francesi. Poi, durante la realizzazione dello stesso documentario, nel fuori onda ha rivelato che l’ex re di Spagna Juan Caros avrebbe ucciso incidentalmente il fratello. Insomma, per fortuna a commentare i mondiali di nuoto assieme a Leonarduzzi e Mazzucchi non c’era pure Vittorio Emanuele di Savoia, altrimenti, come minimo, a microfoni fintamente spenti veniva fuori che Tania Cagnotto spalmava margarina sui trampolini prima delle performance delle rivali. Quel microfono casualmente acceso spiega bene in quale Medioevo culturale galleggi ancora buona parte del Paese”.
| Come fa notare Giulia Zonca su La Stampa, non scandalizza la battuta, ma l’indifferenza alle parole. “Il politicamente corretto non c’entra nulla. Nelle cronache, intervalli compresi, della giornata di ieri ha sparso diverse frasi prive di contemporaneità. C’è un piccolo campionario di razzismo sommario con riferimenti alla pronuncia cinese, sessismo retrò, «tanto sdraiate sono tutte uguali» (che pure nel merito ci sarebbe molto da discutere), più che altro sfoggia espressioni stantie, rimette in circolo un linguaggio così difficile da decriptare da non funzionare affatto come scherzo. Non sono apprezzamenti sgangherati, non sono complimenti fuori luogo, non è «bel sedere» quando ne vedi uno e non ti accorgi di non poterlo dire, sono capsule di un’altra era”. A proposito dello spettatore che ha fatto partire la denuncia su Twitter e poi con una pec inviata alla Rai, dice allora che “questa persona non si è sentita offesa dalla volgarità, piuttosto dall’incompetenza e il lamento non arriva dal singolo internauta promotore dell’elenco di nefandezze, nasce da una comunità ed è la parte sana della storia e la prova che il mondo social contiene ogni male e pure ogni potenziale antidoto”.
| Franco Arturi sulla Gazzetta commenta: “disgustoso, inaccettabile, scandaloso. L’aspetto umano e quello professionale coincidono: quelle parole contro le donne sono comunque da squalifica. Sì, fanno schifo anche se pronunciate nel famoso bar. ci auguriamo di non sentire da nessuna parte commenti indulgenti o infastiditi sulla cosiddetta dittatura del politicamente corretto. Ma vedrete che da qualche parte salteranno fuori. Come qualcuno sosterrà che un “fuori onda”, cioè una conversazione semiprivata, gode di un salvacondotto di civiltà. Ricordate la frase sulla “quattro lesbiche” affibbiata alle calciatrici italiane da un alto dirigente della Federcalcio? Sono passati otto anni, ma ciò che si è sentito durante le telecronache dal Giappone ci ricorda che in molti ambienti l’aria e il clima non sono cambiati”.
| Alessandra Pigliaru sul Manifesto ha scritto: “Se non fosse noioso ripetere quanta sottocultura risieda in episodi simili, sia che si svolgano in privato che in pubblico, come se poi «inter nos» risultasse meno grave insultare a vanvera chi capita a tiro, si potrebbe dire l’imbarazzo e il veleno che ogni volta suscitano. Se non facesse venire una discreta nausea e non si rischiasse, nel rispondere, di allinearsi al livello di questo perenne disprezzo, in nome di una (finta) goliardia buzzurra, infantilizzata e inconsapevole, verso i corpi delle donne, o di chi viene prescelto di volta in volta, ci sarebbe da scatenare tempeste. Perché la sensazione è che, alla prima occasione utile, chiunque si debba sorbire questi reflussi gastrici da quattro soldi e a ben pensarci, in effetti, non se ne può più. Ne abbiamo piene le tasche, di essere il cassonetto biologico di chiunque ci voglia investire del proprio disagio da incontinenza verbale. Non ne possiamo più della (finta) sbadataggine che arriva alla mente una mattina qualunque, da un cronista o un ministro, per dire che in fondo no, c’è troppa suscettibilità di reazione e le cose non sono come sembrano.
Sarebbe invece interessante dirsi esauste, ed esausti (lo siamo in molti, e a diverse latitudini) e intervenire non solo per descrivere questo guasto, piuttosto cialtronesco oltre che ripetitivo. Basterebbe cominciare a prenderne atto, con serietà. Se fossero tempi seri, e non buttati nello scherzo che non fa ridere nessuno. Nel frattempo, una tra le tante opzioni potrebbe essere quella di ricevere delle scuse. Possibilmente vere”.
| Giorgio Pasini su Tuttosport considera che “non c’è limite al peggio. Il mestiere di telecronista, da anni svilito dallo stile urlato e dal “parla come mangi”, non può appartenere alla tv trash e alla volgarità imperante che recentemente ha colpito anche Sky con i commentatori della F1 Davide Valsecchi e Matteo Bobbi. Lo sport non è l’Isola dei Famosi. C’è una sacralità nel gesto andata perduta, come la capacità di conoscere e trasferire la conoscenza. La professionalità dei Ciotti e dei Pizzul è preistoria dimenticata. E per scimmiottare la leggerezza scanzonata di Tommasi-Clerici serve cultura, che ora non c’è. Ridateci Stefano Bizzotto. E usate il canone per pagare chi merita di finire dietro un microfono”.
| parole Giulia Vittorioso
21 anni, tuffatrice italiana della Rutgers University, New Jersey. È lei la ragazza offesa in diretta durante la finale mondiale del trampolino tre metri sincronizzato donne.
➣ Come l’ha saputo?
«L’ho sentito con le mie orecchie, mi ero appena collegata, saranno state le 8.30, si capiva chiaramente che i due telecronisti non sapevano di essere in onda»
➣ Poi cos’è successo?
«Hanno fatto il mio nome, non ci volevo credere. Poi come nulla fosse hanno continuato a dire cose sessiste su tutti, frasi irripetibili che non stanno né in cielo né in terra»
➣ Perché proprio lei?
«Non lo so. Conosco Massimiliano Mazzucchi da quando ho 7 anni, fino a un paio di anni fa ci vedevamo in piscina tutti i giorni e non mi ha mai detto niente di simile. A parte questo, è toccato a me, ma se fosse successo a un’altra tuffatrice una simile offesa sessista non sarebbe stata giusta lo stesso»
➣ Linda Cerruti, argento mondiale nel nuoto artistico, ha denunciato 12 persone per i commenti a sfondo sessuale, denigratori, volgari e sessisti ricevuti sui canali social.
«Conosco la sua storia, è una grande atleta e ha avuto coraggio, ha fatto bene». – intervista di claudio lenzi, la Gazzetta dello sport
ITALIANISMI
Le medaglie dalle piscine
▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔
Il tema con cui l’Italia ha vinto l’argento nel doppio tech era quello della Fenice, la musica The Phoenix di Stefano Simmaco, la coreografia di Svetlana Romashina. Stefano Arcobelli sul blog Questione di stile parla di “sorpresissima del nuoto artistico azzurro. Una medaglia mai vista in un specialità olimpica ovvero il Duo misto tecnico peraltro inedito. L’argento delle meraviglie per Linda Cerruti, 29 anni savonese, e Lucrezia Ruggiero, 23 anni romana, campionessa mondiale uscente nel Duo misto con Giorgio Minisini (assente per infortunio). Da none a seconde dopo un esercizio perfetto, dietro la coppia nipponica Yasunaga-Higa. Il bronzo è delle spagnole Casas-Ozhogija, sotto il podio la Cina, l’Austria e la Grecia che avevano dominato le eliminatorie. Una coppia nuova che funziona già e ottiene una medaglia da sempte inseguita dalla Cerruti con Costanza Ferro. Una medaglia dopo le 8 europee e la battaglia contro il sessismo”
Chiara Pellacani ed Elena Bertocchi hanno invece vinto il bronzo, con qualificazione per Parigi, dal trampolino sincronizzato da 3 metri. Bertocchi era reduce dal dodicesimo posto individuale, per lo zero preso dal piccolo trampolino. Milanese, 28 anni, trasferita a Roma. A novembre aveva affrontato un intervento alla schiena. Laureata in scienze motorie, ama i libri gialli e il suo cane Chloè. Chiara Pellacani di anni ne ha 20, studia psicologia e si allena negli Usa dal 2021. È appassionata di serie Tv, aveva paura di volare. Su Sky, Tania Cagnotto ha detto: «Chiara ha questa grinta in gara che mi piace molto, ha quella spensieratezza dovuta all’età. Elena ha qualche anno in più di esperienza che può usare come arma in più. Nel sincro mi piacciono molto, possono lavorare sulla pulizia e l’eleganza, ma le vedo bene. Adesso possono permettersi di stare tranquille e riconcentrarsi per le Olimpiadi». Arianna Ravelli sul Corriere della sera scrive stamattina: “vero che le due si intendono a meraviglia, ma è altrettanto vero che, tra l’intervento dell’una e gli studi all’estero dell’altra, gli allenamenti assieme sono stati pochissimi”.
La scacchiera di Fukuoka
▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔
♔ un re | Il primo sincronetto mondiale
Non è un Mondiale come negli altri, nel nuoto artistico. Il primo oro storico individuale maschile è il prologo al primo che verrà assegnato tra un anno ai Giochi. Fernando Díaz del Río è quello che i giornali spagnoli stanno chiamando “un pionero”, un pioniere. Poteva esserlo Giorgio Minisini, un infortunio l’ha tenuto fuori. La agenzia Efe racconta Fernando Díaz del Río Soto ha rischiato e non ha commesso errori. Si è esibito su un pezzo di Sam Smith, con arrangiamenti di Salvador Niebla. “La sua fiducia era tale che sembrava fosse nella piscina CAR di Sant Cugat, dove Anna Vega e anche Gemma Mengual, le sue allenatrici hanno plasmato giorno per giorno un campione del mondo”.
Fernando si dedica al nuoto artistico da otto anni, anche se in esclusiva solo negli ultimi tre in esclusiva. Ha fuso in una le sue passioni, la danza classica e il nuoto. Aveva iniziato con sua sorella. Studia psicologia. Conosce l’importanza della preparazione mentale . “La Spagna è tornata ai vertici dopo tanti anni di attraversamento del deserto” dice Sport.
Dal Cirque du Soleil al podio
Anche gli Usa hanno un eroe da celebrare, il 44enne Bill May d’argento. Aveva vinto diverse medaglie nei duetti misti mondiali, si era ritirato nel 2019 per fare l’allenatore al Santa Clara Aquamaids in California. Quando World Aquatics ha incluso il titolo individuale uomini negli eventi lo scorso dicembre, gloi si è riaccesa la luce. Ha avuto solo pochi mesi per prepararsi ai Trials di aprile. Per 17 anni May ha lavorato al Cirque du Soleil. «Pensavo che la mia carriera fosse finita, avere un’altra opportunità per realizzare un sogno è surreale» ha detto a Swim Swam. May è uno dei cinque uomini che hanno debuttato nell’individuale, insieme al tedesco Frithjof Seidel, al giapponese Sato Yotaro, al cinese Shi Haoyu e al kazako Artur Maidanov.
♖ torri | La svolta nei tuffi britannici
Independent celebra la prima medaglia mondiale nei tuffi sincronizzati della Gran Bretagma, con Lois Toulson e Andrea Spendolini-Sirieix, d’argento nei 10 metri. Uno storico successo replicato 24 ore dopo, quando Yasmin Harper e Scarlett Mew Jensen hanno guadagnato un altro argento dai tre metri. Il giornale parla di “un momento di svolta” per il movimento del paese. Spendolini-Sirieix è la figlia di un personaggio televisivo popolare, Fred Sirieix.
♘ cavalli | I gol spagnoli
Per censo e tradizione poteva essere una semifinale, o la finale. La Spagna è arrivata a Fukuoka dopo aver vinto la Coppa del Mondo 2022 e 2023 e da campione in carica. Scrive il quotidiano catalano Sport che “dopo anni di cucina, l’allenatore David Martín ha raggiunto il mix perfetto. Alla squadra di Perrone, Sanahuja, Granados e Aguirre non manca nulla”. All’esordio contro la Serbia dell’oro olimpico di Tokyo e dei cinque storici mondiali [nessuno meglio], ha vinto con due gol di scarto, 16-14, dopo essere stata avanti di sei [16-10]. La Serbia non vince l’oro mondiale dal 2015 e non sale sul podio dal 2017.
Álvaro Granados ne ha segnati 5, Sport elogia “l’intelligenza e la seconda giovinezza di Felipe Perrone”, 37 anni, 11 Mondiali alle spalle, quattro gol. “È stata una partita in cui le differenze sono state segnate dalle parate del portiere Unai Aguirre, dalla difesa soffocante della Spagna e dall’uso della superiorità numerica (8/10)”
apertura | I 51 gol del Setterosa in due partite
Nessuno s’aspettava che sarebbero state partite combattute. Il Setterosa ha esordito ai Mondiali segnando 27 gol contro l’Argentina, di cui uno in superiorità numerica [su tre occasioni] e lasciando un rigore alle sudamericane. La difesa è rimasta per 27 minuti di fila senza subire, dal punteggio di 16-1 al termine del terzo quarto. «Una buona Italia, a parte i primi due minuti: ma è normale sentire la tensione della prima partita – le parole di Carlo Silipo a RaiSport -. Le ragazze si sono divertite, quello che ho chiesto è non guardare gli avversari ma trovare conferme in loro stesse. Se vivono questi Mondiali con la convinzione di essere una squadra possiamo essere fiduciosi». Miglior marcatrice Silvia Avegno con quattro gol.
Nella notte, la seconda vittoria sul Sudafrica, battuto per 24-2, lo stesso punteggio ottenuto dalla Grecia nella prima giornata. Un avvio stentato. Al termine dei primi otto minuti, l’Italia vinceva solo 2-1. Alla fine quattro personali per Giustini e Bettini, triplette per Avegno, Picozzi e Palmieri, l’unica giocatrice di movimento senza gol è stata Galardi, come fa notare Fabrizio Napoli su Waterpolo development. Giovedì notte la sfida decisiva con la Grecia per l’accesso diretto ai quarti di finale.