
E dunque aggiorniamo le tabelle, rinfreschiamo le parole, cerchiamo nuove metafore. Il quindicesimo primato del mondo di Mondo ha portato il nuovo limite del salto con l’asta a 6,31. Un centesimo più su di prima, ma quel centesimo è una specie di maremoto nell’immaginario dell’atletica, perché consente a Duplantis di superare Usain Bolt in quell’oceano di numeri che è – che sono le Scoring Tables of Athletics: le tabelle di punteggio della World Athletics, uno strumento matematico e statistico ideato per convertire le prestazioni fisiche [tempi, misure di salti e lanci] in una cifra unica. Permettono di paragonare atleti di discipline differenti – un velocista vs un lanciatore – in modo da avere un valore assoluto su una scala standard per ciascuna prestazione.
Ecco. Il centimetro aggiunto ieri sera da Mondo Duplantis nella gara che in Svezia porta il suo nome equivale a 1353 e 1354 punti e vale 19.17-19.18 sui 200 – uno o due centesimi sotto il record mondiale. È un sorpasso simbolico, tecnicamente accertato. Duplantis batte in media i suoi avversari con misure migliori del 4%, il margine più consistente mai toccato da Bolt è stato del 3.13% ai Mondiali di Berlino sui 200 metri. È più complicato calcolare se il sorpasso è avvenuto anche sul piano dell’immagine e della popolarità. Duplantis ha vinto cinque volte il premio di atleta mondiale dell’anno, Bolt arrivò a sei. Bolt è stato – ed è tuttora – un’azienda globale, mentre Mondo Duplantis è il volto di un’atletica più moderna e tecnica, ma con un fatturato complessivo ancora inferiore.