L’ascesa di Victoria Mboko
Dentro casa Mboko il tennis è stato un corridoio, come quei ritagli di spazio che si ricavano in una terra ferita per sbucare da un’altra parte. Ha giocato Gracia, la figlia maggiore di Cyprien e Godee, papà e mamma scappati dalla Repubblica Democratica del Congo verso gli USA per motivi politici. Ha giocato il fratello Kevin. Così ha cominciato a giocare per imitazione pure la piccola Victoria, nata a Charlotte ma diventata canadese quando tutti hanno trasferito sogni e bisogni dalla Carolina del Nord a Toronto.
Victoria è cresciuta ma resta piccola se stamattina di lei si parla come della più giovane semifinalista del Masters 1000 canadese degli ultimi dieci anni. La rivista Tennis ha scritto che Mboko “aggiunge il suo nome ai libri di storia” per via di una serie di “prestazioni stellari”. L’ultima teenager che aveva seminato cotanto stupore era stata Belinda Bencic ai tempi della sua fatata adolescenza nel 2015. Arrivò fino al titolo.
Ma non è l’unica statistica sorprendente per le cinque partite di fila vinte dalla wild card a Montréal. Mboko è appena alla sua settima partecipazione a un tabellone principale WTA ed è la terza adolescente a infilarsi in una semifinale di un Masters 1000 dopo Mirra Andreeva a Indian Wells e Alexandra Eala a Miami. Era la numero 540 al mondo nel mese di marzo. È già certa di essere entrata fra le prime-50 da lunedì. L’altra notte ha battuto Bouzas Maneiro per 6-1 6-4 due giorni dopo aver fatto rumore con l’eliminazione di Cori Gauff, la campionessa del Roland-Garros, martellata di servizi potenti, risposte di rovescio e dritti lungolinea contro una percentuale di prime molto bassa [43%]. Cori non riesce ancora a venire a capo dei suoi disagi in battuta. Nel turno precedente aveva fatto un mezzo miracolo nel battere Kudermetova nonostante 14 doppi falli e al debutto contro Danielle Collins erano stati addirittura 23.
Prossima partita di Mboko: contro Elena Rybakina, moscovita di passaporto kazako, campionessa di Wimbledon del 2022. A un’ex finalista di Wimbledon si è affiata anche Victoria. Lavora con Nathalie Tauziat, conosciuta ai tempi in cui lavorava con la federazione canadese. . “Le sta facendo capire che la potenza dirompente non basta: bisogna usare lo slice, scendere a rete quando serve (su questo Victoria è ancora indietro) e migliorare la fase difensiva” ha scritto Riccardo Bisti per Tennis Magazine Italia.
Mboko non è mai stata in Africa. “Mamma Godee le prepara spesso un dessert, delle palline di pasta dette beignets, versione congolese dei bigné francesi, ciambelle che sono deliziose ma non sono il massimo per un’atleta”.