Lo sprint al Giro del Delfinato
Jonathan Milan ha vinto la seconda tappa del Giro del Delfinato e ha sfilato a Tadej Pogacar la maglia gialla per un gioco degli abbuoni. Alexandre Roos su l’Équipe stamattina non ha scritto. Sarà stato di corta.
Oggi muri nel finale a Charantonnay, un borgo contadino che sta all’incrocio delle strade per Vienne e Lione [dista 35 km]. Durante la Rivoluzione francese, gli insorti distrussero la sola parrocchia che c’era nel paese di 700 abitanti. A metà dell’Ottocento gli abitanti la ricostruirono e firmarono una petizione per essere riconosciuti come Comune, spiegando che lunga era la distanza dalle scuole e dai luoghi di culto. La topografia, i numerosi fiumi e gli stagni dei paraggi erano soggetti a inondazioni improvvise e gli spostamenti in inverno erano parecchio disagevoli. Per trent’anni ottennero solo un sacerdote che dicesse messa la domenica nella chiesa ricostruita, ma nel 1875 ce la fecero. Atto primo del primo sindaco: far causa al comune accanto per riprendersi un pezzo di bosco. È negli ultimi cinquant’anni che il borgo è cresciuto, sotto la spinta del boom immobiliare e dell’edilizia residenziale. Oggi Charantonnay ha una biblioteca comunale, un club di ginnastica per adulti, nel centro del paese una piattaforma dove si gioca a pallamano e si fa salto in lungo. Il paese dispone di un panificio, un negozio di alimentari, una farmacia, una tabaccheria, una pizzeria, un parrucchiere, due garage e una ferramenta.
Perché tutto questo? Ah sì: il Giro del Delfinato.