Quanto è lontano l’Oregon dai canestri
Alle Idi di Marzo del basket universitario americano è arrivata pure l’Università dell’Oregon, ma ha dovuto fare il giro largo. Quando l’estate scorsa la squadra annunciò che si sarebbe unita alla Big Ten Conference, l’allenatore Dana Altman sapeva che avrebbe dovuto trascorrere più di tempo in aereo. Non aveva ancora considerato che avrebbe trascorso più tempo in cielo che sul parquet. Nell’ultima ondata di riorganizzazione delle conference, Oregon è stato uno dei 10 college ad abbandonare la Pac-12 Conference, dove nella scorsa stagione aveva giocato 10 partite in trasferta viaggiando per 7.327 miglia. Il tragitto più lungo: 1.046 miglia verso Tucson, Arizona.
I viaggi dell’Oregon si sono triplicati fino a toccare a 26.700 miglia in questa stagione. Cinque volte si sono mossi verso est per raggiungere avversarie distanti più di 1.500 miglia da Eugene, tra cui spiccano un salto a Columbus, Ohio da 2.057 miglia, uno a State College da 2.288 miglia e un altro a Madison, Wisconsin da 1.629 miglia.
Una stagione-maratona lunga 31 partite, compresa la trasferta finale a Indianapolis, il più lungo viaggio su strada nei 132 anni di storia del basket universitario. I Ducks hanno percorso in tutto l’equivalente dell’intera circonferenza della Terra, più qualche migliaio di miglia. Per giunta nel basket NCAA non esistono trasferte facili. La percentuale storica di vittorie fuori casa ammonta al 36.5% nella Division I. Eppure, i Ducks hanno chiuso la stagione regolare con un bilancio di 24-8. Hanno finito la stagione regolare con la miglior classifica dal 2017, 6 vittorie su 10 in trasferta, la migliore tra le squadre che hanno lasciato la Big-10, chiamate a viaggiare tra il 47% e il 222% in più rispetto alla stagione 2023-24, secondo un’analisi del Wall Street Journal.
L’Oregon si è fatto un charter da 68 posti. È stato costoso, ma significa che non si sono dovuti preoccupare di scali, bagagli smarriti, gambe lunghe incastrate sotto i sedili della Economic, teste pigiate contro gli sportelli. I viaggi su strada sono stati i più insidiosi. Il WSJ cita uno studio di Renske Lok, ricercatore a Stanford che calcola i ritmi circadiani. Sostiene Lok che i nostri orologi interni sono maggiormente sballati da viaggi verso est di tre-cinque ore. Sono trasferimenti che possono influire negativamente sui tempi di reazione, sulla concentrazione e sulle prestazioni atletiche. Nella Pac-12 si gioca di giovedì e di domenica e per far coincidere il calendario con gli studi, quasi tutti i giocatori di Oregon si sono iscritti a dei corsi online in questo trimestre. È la prima volta che accade negli ultimi 15 anni. Keeshawn Barthelemy, guardia al sesto anno, ha detto che il faticoso programma di viaggio ha insegnato ai giocatori a legare tra loro, giocando a carte per passare il tempo. Lui non sapeva neppure tenerle in mano. In cinquantanove ore di volo ha imparato pure a imbrogliare.