Che ci fa l’Italia nella semifinale olimpica del curling

L’argento in slalom gigante di Federica Brignone

 

   ▻  Con il pettorale numero 3 che indossava quattro anni fa a PyeongChang, qualche minuto prima delle nove del mattino italiano, Federica Brignone si è presentata al cancelletto di partenza della seconda manche del gigante con un secondo e 9 centesimi di vantaggio su Lara Gut-Behrami, in piena rimonta. Federica aveva chiuso al terzo posto la prima manche, facendo la differenza con il suo ritmo nella parte centrale del tracciato. Ha eseguito lo stesso spartito anche nella seconda parte di gara. Il gigante è la disciplina che la propose in Coppa del mondo ma pure quella in cui non si era mai piazzata fra le prime tre in questo 2021-2022. Nella prima prova delle sue Olimpiadi da polivalente, ha scalzato l’austriaca Trupp dal secondo posto e ha sperato a un certo punto che questa mattina potesse essere d’oro. Sara Hector ha conservato il suo primato per 28 centesimi, lei che è l’intrattabile protagonista in gigante della stagione. Brignone è diventata a 31 anni e 208 giorni la più anziana della storia a vincere una medaglia nel gigante olimpico. Nel Super-G punterà all’oro. 

 

     Mikaela Shiffrin era andata fuori durante la prima manche, come Marta Bassino. Matthew Futterman per il New York Times racconta com’è possibile che nello sci non sempre vincano i migliori. Soprattutto alle Olimpiadi, dice. 

Niente consolida lo status di uno sciatore come una medaglia olimpica. Ma vincerne una dipende non solo dall’allenamento, ma anche dalla fortuna e dalle giuste condizioni meteo. Mikaela Shiffrin si è abituata a un certo ritmo nella sua vita. Ogni quattro anni, il mondo appare alla sua porta e le chiede quante medaglie vincerà alle Olimpiadi. A detta di tutti è la migliore sciatrice del mondo. Eppure da diversi anni Shiffrin cerca di spiegare che lo sci alpino, con i suoi microscopici margini di errore e la sua lunga lista di incertezze, non è così prevedibile. Uno spostamento sottile come una folata di vento, o il movimento di una nuvola che permette alla luce del sole di ammorbidire la neve nel bel mezzo di una gara, può fare la differenza tra una medaglia d’oro e un 11esimo posto. Anche i migliori sciatori del mondo sanno che anni di preparazione e di allenamento possono significare poco alle Olimpiadi, se le condizioni e le circostanze non collaborano. È una realtà che quest’anno ha spinto Shiffrin a cercare di non pensare troppo a ciò che sta per affrontare su una montagna dove lei e quasi tutti le altre gareggeranno per la prima volta. È una delle grandi frustrazioni dello sci alpino A Yanqing, una vetta esposta, ventosa e rocciosa, gli sciatori affermano da giorni che il vento potrebbe essere il principale fattore di differenza tra un podio e un piazzamento, come dire che una medaglia in grado di cambiare la vita potrebbe essere determinata dal sorteggio dei pettorali per i posti di partenza

 

L’oro in discesa libera che mancava a Beat Feuz: una sola azienda di sci sul podio

 

     Non è stata invece la discesa lotteria temuta e raccontata. L’ha vinta Beat Feuz, lo svizzero delle quattro Coppe del Mondo di specialità negli ultimi quattro anni. Era la sola medaglia che ancora gli mancava. Ha messo 10 centesimi appena fra sé e il 41enne francese Johan Clarey e 16 in tutto dall’austriaco Matthias Mayer. Dominik Paris è arrivato a 53 centesimi, alla fine sesto, e giù al pendio ha allargato le braccia e ha scosso il testone incastrato dentro il casco. 

Clarey è la medaglia più anziana nella storia dello sci alpino alle Olimpiadi. Per Sport Mediaset si tratta di un risultato clamoroso per la quantità di infortuni con cui ha dovuto combattere per tutta la durata della sua carriera

Fabio Poncemi per Neve Italia scrive che chi se ne va deluso da questa discesa a cinque cerchi è certamente Aleksander Aamodt Kilde, il principale favorito alla vigilia e solo quinto a + 0”51 da Feuz, dopo aver commesso due sbavature importanti prima del tratto finale di scorrimento della “Rock”, dove il vincitore poi ha fatto la differenza

Marco Di Marco per Sciare sottolinea che la gara oggi si faceva nella seconda parte. E Beat ha azzeccato le linee migliori per mantenere alta la velocità. In quel tratto, specie all’uscita dalla compressione che portava nel canyon. Nota tecnica che forse non è del tutto casuale, sul podio svettano tre bandiere diverse ma lo stesso identico sci Head”

Christof Innerhofer è uscito dopo una quindicina di secondi, 15esimo posto per Matteo Marsaglia. 

 

    titoli | Repubblica: Sofia vola al di là del dolore e pensa anche al superG – Goggia arriva oggi a Pechino con un’idea rischiosa: provare la pista prima della discesa libera del 15 febbraio

ITALIANISMI

Che ci fa l’Italia nella semifinale del curling

 

     Nove su nove. Il doppio misto dell’Italia del curling ha vinto sempre, pure sabato contro i campioni del mondo della Gran Bretagna, pure ieri contro i campioni olimpici in carica del Canada (8-7), lasciandoli fuori dalle semifinali di oggi. Stefania Constantini e Amos Mosaner sono laddove nessuno immaginava che potessero essere, figuriamoci da debuttanti alle Olimpiadi. Sono tra i primi quattro e si giocano una medaglia a ora di pranzo contro la Svezia: nel girone è finita 12-8.

Abbiamo un dream team del curling – scrive Stefano Mancini su la Stampa – e neanche lo sapevamo. Hanno svelato giorno dopo giorno attraverso le loro conversazioni spontanee raccolte dalle riprese televisive. Lui studia la tattica, lei ci mette la precisione chirurgica e urla gli ordini («ma non ne ha bisogno, è uno dei migliori giocatori del mondo», riconosce Stefania). Ecco un piccolo vantaggio sui rivali anglofoni: possono conversare in italiano, gli avversari non li capiscono. I tesserati in Italia sono poco più di 400. 

oggi ore 13.05 Italia-Svezia e Norvegia-Gran Bretagna | domani ore 7 finale terzo posto | 13 finale primo posto

 

    giudizi universali Dominik Fischnaller bronzo nello slittino

Alessandra Retico, Repubblica: Lo chiamano il Dragone di neve volante, questo budello di ghiaccio che a guardarlo dall’alto ricorda la creatura che della Cina dice tutto: fecondità, lignaggio, regola cosmica. Per uno strano corto circuito della vita, Dominik Fischnaller, 28 anni, carabiniere da Merano (vive a Rio di Pusteria), Alto Adige, ci vola sopra a 133 orari sbranandosi 16 curve, una a 360 gradi, semina fuoco e raccoglie la sua perla”

Federico Danesi, Libero: Un po’ per sfiga, un po’ per colpe sue, Dominik Fischnaller è sempre stato l’uomo delle occasioni sprecate ed era quasi un bene che lo slittino rimanesse uno sport di nicchia, così se ne sarebbero accorti in pochi. Ma adesso tutti sanno chi è il ragazzo di Bressanone: non il nuovo Armin Zoeggeler, ché per raccogliere quella eredità servirebbero spalle da Hulk. Ma un nuovo medagliato olimpico nello slittino, quello sì.

Lucia Galli, il Giornale: Quattro anni fa furono 2 millesimi di un crono; tre giorni fa potevano essere 2 gradi celsius di un termometro a vanificare un altro quadriennio olimpico. Invece, la ruota, o meglio lo slittino, gira e Dominik Fischnaller, 29 anni, si è preso ciò che si meritava già a PyeongChang 2018

Gianluca Cordella, il Messaggero: Il viaggio a cinque cerchi di Fischnaller, poi, era iniziato anche male, con la positività al Covid di suo cugino Kevin, amico e compagno di gara, che al di là del valore affettivo aveva anche fatto sprofondare il team nella paura di un focolaio slittino che per fortuna non c’è stato

 

oggi ore 9.30 Francesca Lollobrigida nei 1.500 metri di velocità nel pattinaggio

ore 10 Dorothea Wierer nella 15 km di biathlon

ore 12 Arianna Fontana nelle fasi finali dei 500 metri di short track

 

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