È una scena che noi italiani vediamo riprodotta nello sci, forse in tutti gli sport invernali: le donne vanno meglio degli uomini. Sono più competitive. Vincono di più. È stato vero fino a un anno fa anche per le Nazionali di rugby. L’Olimpiade di Parigi l’ha certificato per la Nazionale di pallavolo. In Francia vale adesso per la Nazionale di pallamano, la più grossa delusione olimpica in campo maschile. Le ragazze sono arrivate all’argento e cominciano oggi gli Europei di pallamano con un obiettivo chiaro, l’oro, dice la stella Pauletta Foppa a L’Équipe nel giorno in cui comincia la manifestazione.
Il più grande Europeo femminile di pallamano della storia arriva quando in genere tutto è meno illuminato, nell’edizione post-olimpica, appena tre mesi dopo i Giochi di Parigi. Ma le partite di Parigi hanno coinvolto in tutto 9 squadre, mentre stavolta sono 24, nel torneo co-organizzato da Austria, Ungheria e Svizzera.
Partecipano le 16 squadre dell’edizione 2022 inclusa la Macedonia del Nord che si era qualificata per la prima volta dal 2012. Due sono le debuttanti in assoluto, le Isole Faroe e la Turchia. La prima è diventata la nazione più piccola di sempre a qualificarsi. La Repubblica Ceca torna dopo aver saltato l’edizione 2022, l’Austria non giocava dal 2008, l’Islanda dal 2012, Slovacchia e Ucraina dal 2014. Il Portogallo è alla sua seconda presenza dopo il debutto nel 2008.
L’Italia non c’è, ma ha portato due arbitri, si chiamano Gianna Merisi e Andrea Pepe. La Norvegia ha vinto nove volte su 15, otto titoli nelle ultime 10 edizioni: lasciando una briciola al Montenegro nel 2012 e un’altra alla Francia nel 2018, una delle due sole volte nella storia in cui non è arrivata in semifinale [l’altra è stata nel 2000].
Eccola, la Francia, allora. Così forte che Paulette Foppa all’età di 23 anni è già campionessa di tutto: Olimpiadi 2021, Mondiali 2023, Euro 2018. Non si accontenta. Il nuovo allenatore Sébastien Gardillou ha posto come obiettivo la semifinale, ma il quarto posto nell’edizione precedente è stato vissuto come un fallimento e ha portato a una rivoluzione nel gioco offensivo, con l’esclusione – aaargh – dell’amatissima Grâce Zaadi Deuna.
Il leggendario allenatore Olivier Krumbholz si è fatto da parte, un nuovo ciclo inizia, ma inizia con tutte le vice-campionesse olimpiche di tre mesi fa, con l’eccezione di Cléopatre Darleux [non convocata] e Méline Nocandy [infortunio a una coscia].
Dal 2016 Les Bleues hanno mancato solo tre finali in dodici competizioni internaizonali. Hanno vinto quattro titoli e nove medaglie, mentre il bilancio degli uomini tocca quota tre e sette. Diciassette delle diciannove selezionate per questo Europeo giocano in Champions League, e tutte in squadre candidate al titolo: Metz o Brest in Francia, Györ o Ferencvaros in Ungheria, il Lubiana in Slovenia.
Questo sviluppo, spiega L’Équipe, è stato guidato e sostenuto dalla Federazione e in particolare dal suo attuale presidente Philippe Bana, nel suo precedente ruolo di direttore tecnico della nazionale [dal 1999 al 202]. Un cammino che ha portato anche a una equiparazione dei premi già dal 2000: oggi sono 40.000 euro per un titolo europeo o mondiale, alle donne come agli uomini. Le nazionali francesi beneficiano pure delle stesse condizioni di allenamento e di viaggio degli uomini, di uno staff altrettanto ampio, della stessa esposizione mediatica. La loro partita d’esordio stasera sarà trasmessa da TF1 oltre che da beIN Sports. Come i Mondiali maschili del prossimo gennaio.
Esiste ancora un’ultima grande disuguaglianza: le indennità giornaliere durante i ritiri. La proporzione è di uno a tre. Ma Bana promette a L’Équipe di trovare i fondi per sanare la questione. Estelle Nze Minko ha però ancora la sensazione che alle giocatrici di pallamano non sia riconosciuto appieno il loro valore. Dice: «Penso che qualsiasi sport maschile con i risultati ottenuti da noi sarebbe molto più in risalto di noi. Le persone comuni conoscono forse i nostri nomi?».