Marquez the Penguin, lo spin-off del Mondiale di MotoGP

 

Sulla pista di Philipp Island, a qualche km di distanza dal posto dove di sera deportano i turisti di tutto il mondo a vedere la parata dei pinguini che escono dall’acqua e si rifugiano in massa a dormire tra i cespugli, Marc Márquez è uscito dal mucchio col suo ghigno da Penguin, stavolta non da Joker, come in un perfetto spin-off del duello tra Bagnaia e Jorge Martín. Così già viene voglia di far cominciare il Mondiale del 2025. Bagnaia si è piazzato terzo e ha lasciato altri 4 punti al capoclassifica, scivolando adesso a 20 punti di distanza, quando mancano tre GP alla conclusione.

Eppure a Márquez è toccata quella che Paolo Lorenzi chiama su Sky Sport la partenza più sfortunata del secolo, la pellicola di protezione della visiera, buttata via per liberarsi di un grosso insetto spiaccicato sopra, è finita sotto la ruota posteriore della moto che ha pattinato al via

Da allora in avanti è stato tutto un sorpasso e controsorpassi, per quella che il quotidiano catalano Sport arriva a definire la strepitosa rimonta del miglior Marquez della storia. Considerato che si parla di un tipo da 8 Mondiali e 88 GP vinti, 149 podi, 94 pole position, 78 giri veloci, 4.017 punti, 16 anni trascorsi a piegarsi nelle curve, l’editoriale più consono è: Gulp. Fine dell’editoriale. 

Sorpassi e controsorpassi sono esattamente quel che abbiamo raramente visto nel 2024 fra i primi due del Mondiale. Il testa a testa fra Martín e Bagnaia è solo virtuale. La loro lotta in classifica si basa principalmente sugli errori. Si combattono soprattutto a distanza, i corpo a corpo sono rari: a memoria. La stagione è stata segnata da fantastici duelli. Bagnaia spalla a spalla con Marquez a Jerez. Martin con Bastianini a Misano, Martin, Marquez e Bagnaia nel triello di Le Mans. Ma la lotta frontale tra i due pretendenti al titolo non è mai esistita. Alla sintesi della stagione aggiungiamo l’alba di Phillip Island. 

È una curiosità che ne riflette un’altra: Bagnaia ha vinto otto Gran Premi nel 2024, quasi il triplo di Martin [3]. Anche nelle gare sprint è davanti [6 contro 5]. Eppure non è in testa al campionato. L’errore è negli errori, diceva ieri mattina L’Équipe. Bagnaia ne commette di tanto in tanto, un po’ più spesso dello spagnolo, tre volte nelle sprint, tre nella corsa lunga. Martin è stato più incline a sbagliare strategia e i fallimenti si sono compensati a vicenda.

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