Froome ha dei nemici fra i compagni di squadra

Non è stato facile per Chris Froome. Non vince una corsa da sei anni, Bardonecchia è stato l’ultimo posto della sua gloria. Fu al Giro del Delfinato che compromise con un caduta disastrosa l’inseguimento a un quinto Tour de France e a tutto il resto della carriera. Da quel 2019 solo una volta è arrivato fra i primi tre in 229 giorni di corsa, sull’Alpe d’Huez due anni fa. Il passaggio alla Israel-Premier Tech doveva segnare la sua rinascita, 4 milioni e mezzo di euro annui, un contratto fino al 2025 firmato quando aveva già 35 anni. 

Si è rivelato invece un nuovo passaggio nella burrasca. Un passaggio che non è stato segnato da infortuni o dalla convalescenza, come raccontato da L’Équipe, ma da un conflitto all’interno della squadra, dove il suo status di leader più pagato del gruppo non era più gradito a tutti. Anche se il suo stipendio era stato rinegoziato nel frattempo al ribasso, restava molto più alto di quello dell’altro leader, Michael Woods, 37 anni, poco disposto a mandarla giù. 

 

Nel maggio scorso, racconta il giornale francese, dopo aver corso fianco a fianco al Giro di Romandia e alla Route d’Occitanie, il canadese ha ottenuto allora dalla direzione sportiva l’esclusione di Froome dal Tour de France, per avere una squadra completamente a sua disposizione. Chris non si era accorto di niente, la contessa di Miseria e Nobiltà gli direbbe, ma voi che pezzo di battilocchio siete. Ha dovuto guardare il Tour in televisione e costruirsi un nuovo programma, lontano dalle corse di maggiore attrazione: il Giro della Cechia, il Giro di Hainan in Cina e la Japan Cup.

Ma il Tour di Woods non è stato indimenticabile. È arrivato a tre ore da Vingegaard, lontanissimo dalla top-10 e i gran capi della squadra non l’hanno gradito. Gli sponsor si sono fatti sentire. Avevano investito attorno all’immagine e all’aura di Froome, scrive il giornale francese, continuando a credere, a volte ingenuamente, al suo ritorno alla ribalta.

Nel frattempo torna al Tour. è già una cosa, anche se si tratterà di una presenza più carismatica che sportiva. Woods è fermo dopo la caduta alla partenza del Giro, vittima di una commozione cerebrale, sta scoprendo di rientrare meno di prima nei piani della squadra per il Tour. 

Questa sollevazione degli sponsor ha fatto capire ad alcuni direttori sportivi che si sono permessi di sollevare pubblicamente i loro dubbi su Froome che dovranno ancora avere a che fare con lui fino alla scadenza del suo contratto nel 2025.

 

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