Che cos’è la gioia. Non la felicità, la gioia. Uno scrittore irlandese, Staple Lewis, ha detto che si distingue non solo dal piacere in generale, ma anche dal piacere estetico, perché «deve dare la fitta, lo spasmo, l’inconsolabile nostalgia», mentre dalla Germania Hermann Hesse si diceva sicuro che «le piccole gioie, non quelle grandi, ci servono da sollievo e da conforto quotidiano».
In America, il vecchio Walt Whitman vedeva “l’oceano colmo di gioia, l’atmosfera tutta di gioia”, e gioia ha cercato e cerca nell’acqua Caeleb Dressel, dopo tutto quel che passato e contro cui ha combattuto. Eccolo qui, di nuovo, una delle attrazioni principali dei Trials olimpici USA di nuoto. Non arriva da solo, arriva in compagnia di quello che con il suo terapista hanno deciso di chiamare Il Critico.
Il Critico è una voce, una voce che ogni tanto Caeleb sente dentro, la voce che durante il viaggio in aereo verso casa dalle Olimpiadi di Tokyo, tre anni fa gli disse che cinque medaglie d’oro non erano abbastanza, aveva fatto schifo, ecco, a dirla tutta aveva fatto schifo, avrebbe dovuto nuotare più velocemente. Il Critico è la voce che Dressel ha sentito e non è riuscito a zittire prima di ritirarsi, in occasione dei Mondiali del 2022 in Budapest. È la voce a cui Dressel si è rivolto negli ultimi due anni regolarmente, durante le sessioni terapeutiche, settimana dopo settimana.
Ne scrive il sito della NBC, la rete olimpica americana, quella che in sostanza tiene in piedi per buona parte il carrozzone con i cinque cerchi pagando la retta più sostanziosa dei diritti televisivi. Dressel ha dato a loro un’intervista nella quale confessa che in tutta onestà il Critico continua a farsi sentire, la differenza è che «il rapporto con lui ora è molto più sano». A questo serviva il lavoro con la terapeuta. A cambiare il senso di questa convivenza.
Dressel ha nuotato i primi Trials della sua carriera nel 2012 quando aveva 15 anni. Ha vinto due medaglie d’oro in staffetta a Rio, e cinque anni più tardi a Tokyo è diventato il secondo atleta a vincere cinque ori nel nuovo secolo, dopo Michael Phelps.
Al Lucas Oil Stadium di Indianapolis, Dressel è arrivato ai quarti Trials [GLI ISCRITTI]: i primi due posti valgono la qualificazione a Parigi, i primi sei entrano nelle squadre per le staffette, a condizione di soddisfare un certo standard con il crono. Katie Ledecky nuoterà i 200, 400, 800 e 1500 metri in stile libero, tutte gare in cui ha vinto almeno una medaglia d’oro olimpica. Dressel farà i 50 e i 100 metri stile libero, i 100 metri farfalla,
Dopo due anni difficili, il nuoto è tornato a essere fonte di gioia nella vita di Dressel, così ha detto sua moglie Meghan, pure lei intervistata dalla NBC. Dice che vederlo oggi sul bordo di una piscina mentre sorride, ride e scherza con i commentatori nel dopo-gara, le pare un mezzo prodigio.
Dressel era tornato alle competizioni meno di un mese dopo le Olimpiadi di Tokyo alla International Swimming League. Due settimane dopo, ha smesso. Basta, si sentiva perso. «Avevo bisogno di una pausa più lunga dopo Tokyo», disse. Tornò in vasca a dicembre 2021 per preparare i Mondiali 2022, e di nuovo sentì qualcosa che non andava, prima, molto prima di cominciare. Adesso sa cos’era quel qualcosa. Il Critico. Non riusciva a calmarlo, non riusciva a farlo tacere. «Ho perso la battaglia finché è stata una battaglia». A giugno 2022 è andato in terapia da Nicole, almeno una volta alla settimana negli ultimi due anni. Lui, e il Critico. «È una parte molto importante di me – dice adesso Dressel – l’ho detto a Nicole, non volevo perdere qualcosa che mi dà un vantaggio. E se il Critico fosse un vantaggio?».
Si sono messi a lavorare su questa intuizione, per avere il Critico «in una relazione di partnership anziché in una dittatura. Quando ho bisogno di farcela, lui non mi dà una seconda occasione». Allora Caeleb gli dice di star zitto, e a sé stesso ripete che sì, come no, ce la farà. Controllerà il respiro. Entrerà in un vasca. Batterà il ragazzo nella sua corsia di fianco.
Dressel ha trascorso circa otto mesi lontano dagli allenamenti tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Nausea. Quando passava davanti all’Università della Florida, faceva il giro largo per evitare di avere la piscina sotto gli occhi. «Ero imbarazzato. È stata una parte davvero terribile della mia vita, perché non sapevo più chi fossi. Non sapevo cosa stesse succedendo. Non sapevo se continuare a nuotare?».
È andato a fare campeggio in un bosco da solo. Ha fatto lunghi giri in bicicletta per sentieri secondari. Ha subito un intervento chirurgico al piede. Ha passato lunghi pomeriggi seduto in veranda con Meghan. Un giorno, mentre tagliava l’erba -e se lo ricorda bene quel momento, si ricorda precisamente dov’era – ha pensato che la sua vita sarebbe stata perfetta, se non fosse mai più tornato a nuotare. Ecco, ora dice che è stato così, così ha capito che era pronto per tornare. Durante l’inverno del 2023 si è presentato a Gainesville e mentre parcheggiava, giorno-uno, come un segno, nell’oscurità delle cinque e mezzo del mattino ha visto Katie Ledecky. «Si avvicina e mi abbraccia. Non avevo mai ricevuto un abbraccio da Katie. Non so se fosse magico, o forse era solo la normalità di vedere finalmente qualcun’altra accogliermi».
Nell’ultimo anno i tempi di Dressel sono migliorati. Ai Trials si presenta per qualificarsi negli stessi eventi delle medaglie d’oro di Tokyo. Il Critico è sempre là, vispo, vivace, chiacchierone, più si avvicinano le gare e più si fa sentire. Ma Dressel è diventato padre a febbraio. Meghan ha partorito August, una gioia, la gioia che «deve dare la fitta, lo spasmo, l’inconsolabile nostalgia».