La squadra di pescatori in Coppa del Cile

L’isola vulcanica di Robinson Crusoe, 670 chilometri a ovest della terraferma del Cile, si chiama così dal 1966, in onore proprio di quel Robinson, il personaggio del romanzo di Daniel Defoe, l’uomo che sopravvisse su un’isola deserta.

Oltre trecento anni dopo la sua storia, quest’isola da 1.200 abitanti ha giocato per la prima volta in Coppa del Cile. 

La Federcalcio ha invitato la squadra dell’isola Robinson Crusoe e quella dell’isola Alejandro Selkirk a fondersi e competere con il nome di Arcipelago Juan Fernandez. Sabato scorso hanno ospitato il Santiago Wanderers, tre volte presente nell’albo d’oro della coppa, e hanno dignitosamente perso per 2-1.

Eroe del giorno: il portiere Juan Fernandez Hector Melo, autore di una serie di parate che forse gli varranno l’attenzione di qualcuno. Non è stato solo calcio, non è mai solo calcio – ha detto alla fine in quest’intervista.

 

 

 

Il Santiago Wanderers si è fatto trenta ore di viaggio in barca per andare e tornare dall’isola, la pista di atterraggio dell’aeroporto è troppo piccola per accogliere un volo di linea o un charter. Marcelo Diaz è uno dei giornalisti che ha seguito la partita. Dopo aver preso un volo su un mezzo da otto posti, racconta che ha dovuto farsi altri 40 minuti in barca per raggiungere la città di San Juan Bautista.

Anche se isolata a questo modo, San Juan Bautista dispone di alberghi, rete wi-fi e tv satellitare. L’isola ha patito uno tsunami nel 2010 ed è stato il luogo di una tragedia aerea l’anno dopo. Ai tedeschi di Deutsche Welle, Diaz ha detto che ora gli abitanti desiderano essere scoperti e il calcio è un mezzo magnifico per finire sulla mappa del mondo.

Per prepararsi a quest’occasione, l’Arcipelago si è affidato a un allenatore che a suo tempo aveva vinto un titolo proprio con il Santiago. Si chiama Garcès. Ha vissuto sull’isola per due mesi e già così sembra la trama di un film di Taiki Waititi, speriamo solo più bello di quello sulle Samoa.

Dio mi ha portato qui e lo ringrazio – ha detto Garcès.

I calciatori sono ovviamente dei dilettanti, quasi tutti pescatori. Pare che le aragoste del posto siano speciali. Fredy Arredondo invece non pesca. Ha solo 16 anni e va ancora a scuola. L‘ex portiere della nazionale cilena Luis Marín ha regalato i guanti ai due portieri.

Sono arrivati sull’isola 150 fra giornalisti, dirigenti federali, il solito codazzo di queste occasioni: così è stato necessario l’aiuto della Marina cilena per il trasporto. Anche i posti letto erano scarsi.

Non è mai troppo tardi per essere saggi” scrive più o meno a un certo punto Defoe. Neppure per segnare un gol.

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