Anche la Roma si arrende a Xabi Alonso

EUROGOL

Il Bayer Leverkusen proprio non vuole saperne di lasciare qualcosa lungo la strada, così stanco delle troppe ironie sui vari Neverkusen e Vizekusen.

L’Europa si arrende a Xabi Alonso titola As dalla Spagna per l’allenatore di casa loro. Aritz Gabilondo, giornalista basco, del basco Xabi scrive stamattina che il suo Leverkusen punisce e colpisce, diverte e vince , soprattutto vince. Era da tempo che in Europa non si vedeva una squadra simile. Gli piace il possesso palla, ma non si tira indietro nel contropiede o nell’attaccare gli spazi. A Roma ha vinto così: senza centravanti, senza eccessivo bisogno di tenere la palla, senza un accenno di calo fisico. Non perde da 47 partite e non è un caso, no. È il frutto di un’idea ben concepita. Tra i titolari all’Olimpico ce ne erano nove già in squadra nella scorsa stagione. Non è stata necessaria una rivoluzione, né un’estate ricca di acquisti e spese. Semplicemente, bastava che chi era lì imparasse qualcosa da Xabi, un vero maestro”.

 Matteo Pinci su Repubblica sottolinea che tutto comunque è nato da un retropassaggio di Karsdorp che ha trasformato il momento migliore della squadra di De Rossi nella Death Valley del match. Da cui la Roma non è più riuscita a uscire. E così, dopo mesi passati a sognare, la Roma si sveglia. Il rischio è che, dopo aver pensato a lungo se fosse più importante puntare sul campionato per afferrare il quinto posto o cullare il pensiero della coppa maledetta, finisca per restare con un pugno pieno di nulla

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio  ammette che De Rossi ha pochissime colpe, forse non ne ha alcuna. L’Olimpico l’ha capito e nel finale è tornato a cantare di passione. La conquista della terza finale europea di fila è verosimilmente compromessa: difficile immaginare il miracolo a Leverkusen. I limiti della Roma li conosciamo, il coraggio e l’aggressività non sono bastati a colmare le distanze.  Il calcio in fondo è semplice e sa essere spietato: quando un allenatore, De Rossi, è costretto ad affrontare Frimpong e Grimaldo – quest’anno i migliori esterni d’Europa per rendimento – con Karsdorp e Spinazzola, i lati deboli (Spina è bravo se attacca, meno quando deve rincorrere una saetta, l’olandese fa tenerezza ma non è peggio di Celik o Kristensen), quell’allenatore è nei guai”.

Andrea Ebana per Sportellate l’ha trovata la sfida tra un nuovo giochismo, che si potrebbe definire di scopo: il breve palleggio attrattivo, i principi di fraseggio curato con verticalizzazione improvvisa, l’alternanza tra il saltare addosso e l’attendere a seconda delle fasi, i numerini che cambiano in costruzione o in non possesso, le due fasce come principio del cambio di fase. Sono idee figlie di quegli influssi da grandi giocatori e da grandi allievi che De Rossi e Xabi Alonso sono stati, sono anche causa di risultati così buoni, perché se il Leverkusen ha già fatto la storia, De Rossi in 20 partite ha rianimato la sua Roma. Di questa gara impressiona la rapidità di verticalizzazione, la tecnica con cui si osa la giocata, il numero di giocatori con cui le squadre provano ad offendere e le occasioni che ne scaturiscono”. 

C’è un thread molto interessante su X a cura di Calcio Datato. In sei punti emerge come e perché: 1] dopo il gol la Roma ha lasciato il dominio territoriale al Bayer, 2] il Bayer entrava in area con grande facilità, 3] a Leverkusen si manipolano uomini e spazi, 4] la Roma si sta mostrando vulnerabile in transizione, 5] Dybala è stato più costruttore che rifinitore, 6] la Roma non aveva mai crossato con questa frequenza.

Si trova tutto qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.