Riassunto di martedì 19 – Milano in finale di Champions femminile di pallavolo. La sconfitta della Virtus in Eurolega. La morte di Joe Barone. Lo show di Pogacar in Catalogna

 

21.00

La sconfitta della Virtus Bologna a Kaunas

PALAZZETTI E DINTORNI

È arrivata la terza sconfitta consecutiva per la Virtus Bologna in Eurolega, ma l’ottavo posto alle soglie della zona play-off non è andato perduto per la contemporanea sconfitta del Baskonia con il Partizan. 

Nba Passion: La squadra di coach Luca Banchi, nonostante le assenze di due pilastri come Daniel Hackett e Isaia Cordinier, ha giocato per tre quarti alla pari contro una squadra che sul suo campo parte favorita contro tutti; per poi arrendersi anche di fronte a certe decisioni arbitrali difficilmente comprensibili. Bisogna partire col dire che lo scarto è bugiardo: la maggior parte dei punti che lo costituiscono sono arrivati a partita finita e se la Virtus non si fosse arresa un po’anzitempo probabilmente i lituani avrebbero vinto con uno scarto più ridotto, il che avrebbe reso più onore alla buona prova delle vu nere“.

Il Resto del Carlino parla di rabbia Virtus [“Solo gli arbitri fermano Shengelia”], mentre Repubblica Bologna dice con Walter Fuochi: Un tempo di baldoria, uno di carestia, la somma non fa il totale della vittoria. La Virtus replica in Lituania una partita simil- Pireo, prima comandando, poi finendo asfissiata, e resta così fuori dalle prime sei, in attesa che stasera si completi il turno. Paolo Bartezzaghi sulla Gazzetta sintetizza: La qualificazione ai playin rimane a un passo. Ma quel passo è ancora da compiere


19.50

Milano in finale di Champions

PALAZZETTI E DINTORNI

Un mani-fuori di Miriam Sylla dopo una grande difesa di Paola Egonu. Milano si è presa così la prima finale di Champions della sua storia. Sarebbe bastato mettere da parte due set. Aveva cinque punteggi su sette a sua disposizione, gli altri due [le sconfitte per 3-0 o 3-1] avrebbero rinviato ogni verdetto al Golden Set. Così è finita, dopo il 3-1 per le turche del Fenerbahce: allo spareggio. Un attacco lungo di Vargas dalla seconda linea sull’8-9 ha scavato il primo mini-break fatale.
Paola Egonu avrà dunque la possibilità di vincere la sua quarta Coppa con una quarta squadra differente, dopo le altre con Novara. Conegliano e VakifBlank Istanbul.
Domani l’altra semifinale: Eczacıbaşi-Conegliano. Si parte dal 3-2 per le venete dell’andata. In sostanza: chi vince entro il quarto set passa. Conegliano passa pure se vince al tie-break. Se dovesse perderlo, si andrebbe al Golden Set.

Un derby italiano in finale c’è già stato nel 2019, tra Novara e Conegliano.


17.40

Il dramma di Konstantin Koltsov e di Aryna Sabalenka

ADDII

Konstantin Koltsov, 42 anni, ex campione di hockey su ghiaccio bielorusso, fidanzato con la tennista Aryna Sabalenka, è stato trovato morto in un resort di Miami dopo una caduta da un balcone. Nella sede della polizia del dipartimento di Miami il caso viene trattato come apparente suicidio. Non risulta il coinvolgimento di altre persone.
Koltsov era andato a trovare Sabalenka in Florida, dove lei avrebbe dovuto prendere parte al torneo di Miami.

Nel 2019 Sabalenka aveva perso suo padre, 44 anni, anche lui ex giocatore di hockey su ghiaccio. Koltsov aveva giocato nei Pittsburgh Penguins in NHL. Aveva partecipato ai Giochi di Salt Lake City del 2002 e di Vancouver del 2010. Aveva tre figli dalla moglie Julia, da cui aveva divorziato prima di avviare la relazione con la tennista.  [The Athletic]


17.10

Paola Egonu cerca la finale di Champions

PALAZZETTI E DINTORNI

A Milano basterà vincere due set per prendersi la prima finale di Champions della sua storia. Deve difendere il 3-0 dell’andata sul Fenerbahce. In caso di sconfitta per 0-3 o 1-3 in Turchia, verrà giocato un Golden Set di spareggio.

C’è un dubbio sulla palleggiatrice Alessia Orro, infortunata sabato in campionato. Milano si consegna a Paola Egonu, che ha già vinto in carriera tre Champions con tre squadre diverse: Novara, Conegliano, VaikfBank Istanbul. Per il resto formazione titolare: centrale Raphaela Folie, schiacciatrici Myriam Sylla ed Helena Cazaute. Dall’altra parte della rete due fuoriclasse: Arina Fedorovtseva e Melissa Vargas.

ORE 18  |  su DAZN


16.40

Miami Slice

TENNIS

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Gli uomini stanno completando l’ultimo turno delle qualificazioni, le donne hanno aperto invece il programma del torneo di Miami, due giorni dopo la finale di Indian Wells. 

La continua alternanza al vertice nel dopo Serena ha prodotto la paradossale situazione di avere al primo turno del tabellone di Miami, senza il privilegio del bye, qualcosa come sette ex vincitrici di uno Slam. Un sorteggio folle ha messo subito una di fronte all’altra Kerber-Stephens, la tedesca con titoli a Melbourne Wimbledon e New York contro l’americana che vinse gli US Open. 

Miami celebra pure il ritorno in campo di Simona Halep dopo  il caso-doping. 

Analogamente tre ex top-10 [Goffin, Schwartzman e Bautista Agut] sono finiti a giocare le qualificazioni maschili.

DALLE 16  |  su Sky

 


15.40

È morto Joe Barone

PODEMI

 

“Con un dolore profondo e immensa tristezza, la Fiorentina oggi perde un suo punto di riferimento, una figura che ha segnato la storia recente del Club e che non sarà mai dimenticata”.

AGGIORNAMENTO

Per la Gazzetta è il leader che ha rilanciato la Fiorentina. I giornali stamattina ricordano il suo lavoro di contrasto al potere dei procuratori. Marco Gaetani sul Foglio disegna un ritratto più personale e acconta: Chissà cosa pensava, Giuseppe Barone da Pozzallo, provincia di Ragusa, nel momento in cui si è trovato davanti Brooklyn, con la malinconia di un bambino costretto a lasciare la terra in cui era cresciuto e gli occhi spalancati su un mondo ancora tutto da scoprire, da conquistare, da vivere. Era soltanto un ragazzino a cui piaceva da matti correre dietro a un pallone e a forza di inseguirlo, quel dannato pallone, l’Italia se l’è ripresa svariati decenni dopo, con l’orgoglio di chi non ha mai dimenticato le proprie origini.
In un mondo in cui nessuno vuole essere Robin, Barone si è calato alla perfezione nel ruolo di spalla, braccio destro, uomo cui affidarsi anche quando intorno infuria la bufera. Il suo rapporto con Commisso era di data lunghissima: Rocco, che era arrivato in America da Marina di Gioiosa Ionica, lo aveva conosciuto nella vasta comunità italo-americana di New York e visto per la prima volta alle prese con un pallone in una delle tante partite giocate da Barone con la squadra di calcio del Saint Francis College


15.30

La storia di Amad Diallo con molti colori

EUROGOL

 

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14.30

A che punto siamo con il caso Acerbi

PODEMI

Come era prevedibile, il giudice sportivo della serie A non ha preso provvedimenti ma ha chiesto alla Procura della Figc un approfondimento di indagine su quanto accaduto domenica in Inter-Napoli tra Francesco Acerbi e Juan Jesus. Probabilmente i due calciatori saranno ascoltati.

Stamattina diversi quotidiani si sono espressi sulla vicenda.

Abbiamo selezionato cinque interventi: li trovate qui


13.10

Biscotti, mucche e salumi: il primo arrivo in salita al Giro di Catalogna

RUOTE

Una volta era tutta campagna. Prima che quassù arrivassero i turisti, nella Vall de Camprodon si potevano ancora incontrare maiali e pecore. È un posto di paesaggi assai diversi fra loro. La Francia sta poco più in là, dall’altra parte dei Pirenei, oltre il passo naturale del Coll d’Ares, dove un tempo esisteva una dogana.  Sopra i 1.600 metri, dove gli inverni sono lunghi e molto freddi, dominano i pini neri, alternati qua e là da macchie di abete rosso e betulle. Nelle valli spiccano faggi, querce, pini silvestri, alberi che perdono le foglie nella stagione fredda. Lungo le sponde dei fiumi i pippi e gli ontani hanno restituito all’agricoltura buona parte del terreno. Il resto è pascolo per le mucche e per i viallggi, nessuno raggiunge i 5mila abitanti. 

I turisti sono arrivati negli anni Settanta. Vengono a farsi le foto davanti al biscottificio Birba e agli stabilimenti che lavorano i salumi. Fanno parte ormai dell’immaginario turistico della regione. Ma vengono soprattutto a sciare, per questo è nata la stazione Vallter 2000 e insieme a essa una domanda di seconde case, alberghi, ristoranti, negozi. 

Setcases si chiama il comune dove arriva oggi la seconda tappa del Giro di Catalogna, segnato ieri dalla beffa patita da Pogačar. È la sorgente del fiume Ter. Non Pogačar, il comune di Setcases. I depliant dicono che la chiesa conserva una pala d’altare barocca dedicata a Sant Miquel, l’unica di tutta la Vall de Camprodon che si sia salvata dagli incendi della guerra civile.

SÌ, MA LA TAPPA?

La salita che porta al traguardo è lunga 11 km e ha una pendenza media del 7,6%, ma se si comincia a misurarla da Camprodon e allora fanno 22,5 km con una pendenza media del 5,5% [dati Cyclingstage]. 

Il percorso è una copia carbone della tappa Mataró-Vallter dell’anno scorso. Le strade sono prevalentemente pianeggianti fino al Coll de Coubet, una salita di 10 km al 5,4% con la vetta a 45 km prima del traguardo. Chi vuole attaccare là, trova terreno fertile. La discesa è lunga solo 5 km e poi i corridori entrano in un falsopiano che prosegue per decine di chilometri fino ai piedi della salita conclusiva 

 

 

 

È una tappa in cui i francesi aspettano Lenny Martinez, impressionante in questo inizio di stagione, la seconda da professionista. Ha già vinto due volte, sul Mont Faron e al Laigueglia, soprattutto ha impressionato con il secondo posto nella tappa regina del Gran Camino, 16 secondi dietro Jonas Vingegaard. È stato ottavo alle Strade Bianche e non vede l’ora di scoprire quanto vale sulle vette vere, con Tadej Pogacar in corsa. 

L’Équipe lo ha intervistato stamattina con Alexandre Roos. 

«Essere arrivato a 16 secondi da Vingegaard mi motiva, spero di poter stare con i più forti scalatori un giorno. Ho visto cosa succede alla Tirreno, con Ayuso, ogni volta che attacca puoi seguirlo un po’, ma lui non sta mai seduto, tu sei già a pieno regime, sopra il tuo ritmo, ti dici che cazzo sta succedendo, i suoi compagni fanno un grande ritmo e lui se ne va. Quando attacca, tu sei già a tutto gas». 

«Un giorno – racconta Martinez – durante un’uscita di sei ore, quando avevamo tempo per pensare a molte cose, mi chiedevo come potessimo allenarci a seguire gli attacchi di Vingegaard. Per esempio facendo delle serie di dieci minuti, con cinque davvero al limite, uno forte, trenta secondi super forti come quando lui attacca, per poi riprendere un ritmo forte per diversi minuti: e così più volte. Voglio diventare uno dei migliori scalatori del mondo, quelli che vedi in tv durante il Tour de France. E un giorno essere come (esita)… Vingegaard, non lo so, mi sono posto obiettivi alti. Non mi vedo ancora a vincere il Tour de France, ci sono tanti livelli da superare». 

ORE 15 | su Eurosport2

AGGIORNAMENTO

Non s’è visto granché del momento in cui qualcosa, qualcuno, dentro la testa gli ha detto di scattare, di scattare e andarsene via lontano, da solo, verso la cima. Il tempo era quello che era, gli elicotteri dall’alto ogni tanto hanno perso il segnale, così abbiamo saputo come succedeva in altri tempi che sì, Tadej Pogacar era scattato ma poi boh chi lo vedeva. Quando è sbucato di nuovo tra Catalogna e nuvole, tra le facce tristi degli avversrai, aveva un vantaggio spropositato. Giovanni Battistuzzi su Giro di Ruota dice che sulla salita che conduceva a Vallter 2000 a un certo punto si è infuturato alla sua maniera, forse con uno scatto, forse con un allungo. O chissà ha voltato grazie a pneumatici magici trasformatisi in mongolfiere. Chissà, non si è visto 

Ha fatto il nuovo record di ascesa a Vallter 2000 pochi giorni dopo il record sul Poggio. Ha dato 1 minuto e  23 a scalatori come Landa e Vlasov, 1 e 47 a un ex vincitore del Tour come Bernal, 2 minuti a Sepp Kuss che qualche mese fa vinceva la Vuelta. Ha fatto quel che ha voluto dice El Pais, mentre As parla di show. Fanpage racconta che a un certo punto si è nascosto nei cespugli a far la pipì e dopo è partito alla rimonta. Bicisport sposta lo sguardo dalla corsa e dedica un pezzo alla incredibile costanza di Uijtdebroeks: a 21 anni nemmeno Pogacar ed Evenepoel come lui” – nonostante il ritardo di oltre 2 minuti in cima. 

 


12.20

Una ingegnera, una contabile, una designer, una psicoterapeuta: le canadesi del curling avversarie dell’Italia

NEVI E GHIACCI

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Quattro vittorie nelle prime quattro partite, altre otto da giocare prima di chiudere il girone. I Mondiali della Nazionale femminile di curling sono cominciati con i fuochi d’artificio. Le azzurre erano nettamente favorite solo con l’Estonia . USA e Scozia erano invece le due avversarie subito sotto nel ranking fra le partecipanti [#15 e #17 contro il numero #9 dell’Italia], la Svezia addirittura in teoria più forte [#5 al mondo].

Oggi arriva un primo test pesante con il Canada padrone di casa, numero #1 al mondo e imbattuto. La Svizzera è la terza squadra che non ha ancora perso finora.

CHI SONO

Il Canada ha una squadra esperta, un gruppo di donne tutte sopra i trent’anni, quasi esclusivamente dell’Ontario. La skip Rachel Catherine Homan, 34 anni, è di Ottawa. Ha frequentato la Cairine Wilson Secondary School e poi ha preso due lauree, in cinetica umana nel 2011, in educazione nel 2020.  Ha sposato Shawn Germain, ex giocatore di hockey professionista di Edmonton nel 2016. Hanno due figli maschi e una femmina. Tracy Horgan, 37 anni, è di Sudbury. Al di fuori del curling è responsabile della contabilità e del reporting presso la Laurentian University. Ha iniziato a giocare a curling all’età di cinque anni, spinta da suo padre Gerry Horgan con sua sorella [spinta in modo metaforico, si spera, altrimenti sul ghiaccio si scivola ed è pericoloso]. Tracy è sposata con Brent Fleury e hanno una figlia.  Emma Kathryn Miskew, 35 anni, pure lei di Ottawa, si è laureata in design industriale alla Carleton University. Gestisce una società di grafica. È sposata con Kensy Jones. Sarah Wilkes-Lizmore, 33 anni, di Scarborough, Ontario. Ha giocato anche a softball quando frequentava la Laurier University per laurearsi in psicoterapia. È sposata con Mick Lizmore e hanno un figlio. La riserva è Rachel Pidherny, 37 anni, insegnante, sposata, un figlio. Il suo cruccio è veder scritto il nome Rachel sul certificato di nascita, quando sua madre invece voleva chiamarla Rachelle. La vita sa essere crudele. 

ORE 13  |  su Curling Channel

AGGIORNAMENTO

Quasi l’Italia faceva il colpo pure contro il Canada. È arrivata la prima sconfitta ma all’extra-end, i supplementari del curling, per 8-7. Vita SportivaNon è bastato il 98% della Costantini in take-out; i vari piccoli errori sono risultati decisivi”.

9.30

Incontri nelle osterie di fuori porta

PODEMI

 

Hans Nicolussi Caviglia è un calciatore ventenne della Juventus. Qualche tempo fa ha raccontato la sua passione per le canzoni di Francesco Guccini, così il cantante – che si scopre esser juventino – lo ha invitato in un’osteria di Pavana, per mangiare insieme e chiacchierare. Ne ha scritto Franco Giubilei stamattina su la Stampa
“Un vecchio cantastorie e un giovane calciatore si videro all’osteria e di chiacchiera in chiacchiera, fra un piatto di tagliatelle e un bicchiere di vino, parlarono di dischi, di campi di gioco, di attori americani dimenticati.
Francesco Guccini, juventino sfegatato, quando ha saputo che il centrocampista bianconero Hans Nicolussi Caviglia si era dichiarato pubblicamente suo fan, ha pensato che sarebbe stata una bella idea invitarlo a Pavana, dove vive da tanti anni. Ha chiamato il suo amico Mimmo, titolare della “Caciosteria”, un locale di Pavana che di lunedì sarebbe chiuso, ma che per il decano dei cantautori ha aperto la cucina e apparecchiato per il vecchio e il ragazzino”.  [tutto qui]


9.00

La Francia senza Griezmann

EUROGOL

Con la caviglia destra ancora dolorante, Antoine Griezmann, il miglior fornitore di assist nella storia della Nazionale francese, deve rinunciare alla convocazione per la prima volta in sette anni. L’Equipe  stamattina dedica due pagine a quello che definisce un colpo al cuore, ma soprattutto una scelta di ragione, anche se Didier Deschamps dovrà fare i conti con questo raduno senza un sostituto credibile”. È la fine di una serie, ma certamente non la fine di una storia, scrive Damien Degorre. Griezmann aveva accelerato il rientro da un infortunio per recuperare in tempo e giocare contro l’Inter in Champions. 

La Francia gioca in amichevole con la Germania il 23 e con il Cile il 26 marzo


7.45

Che cosa vedere oggi in tv

IL TELECOSLALOM

NEVI E GHIACCI

13.00 I Mondiali femminili di curling: Italia-Canada – su Curling Channel

18.00 I Mondiali femminili di curling: Italia-Nuova Zelanda – su Curling Channel

RUOTE

14.10 La prima tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali – in streaming sulla pagina YouTube CiclismoLive

15.00 La seconda tappa del Giro di Catalogna – su Eurosport2.

TENNIS

16.00 WTA Miami: primo turno – su Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

18.00 La semifinale di ritorno della Champions femminile di pallavolo: Fenerbahce vs Milano – su DAZN

18.30 L’Eurolega di basket: Anadolu Efes vs Olympiakos – su DAZN

19.00 L’Eurolega di basket: Zalgiris vs Virtus – su Sky e su DAZN

20.00 L’Eurolega di basket: Alba Berlino vs Real Madrid | 20.05 Maccabi vs Villeurbanne | 20.30 Partizan vs Baskonia – su DAZN

20.30 La Champions di basket: Strasburgo vs Tofas e Unicaja vs Cholet – su DAZN

ACQUE

19.00 La Champions League di pallanuoto: Jadran vs Recco – su Sky 


7.35

Di che cosa si parla stamattina

L’EDICOLA

 

La giornata di Slalom si apre come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. 

In Francia discutono di arbitri, in Spagna ancora spazio alla rinascita del Barcellona dopo il 3-0 all’Atlético Madrid di domenica, in Inghilterra omaggio a Laura Kenny che lascia il ciclismo, in Italia i titoli principali sono dedicati al caso Acerbi.

Tutta la galleria è qui

 

 

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