Possiamo provare a chiamarla dinastia, ora che i Kansas City Chiefs hanno vinto il Super Bowl per il secondo anno di fila e per la terza volta in cinque stagioni. Una dinastia di squadra nel segno di uno stesso uomo, Patrick Mahomes, mvp della finale NFL per la terza volta, come in passato è riuscito solo a dei monumenti, Tom Brady e Joe Montana. Era da 19 anni che in America il titolo del football non si posava nella stessa città dell’anno prima. È successo dopo i supplementari [per la seconda volta in assoluto], quando il 25-22 dei Chiefs sui 49ers di San Francisco è stato sigillato con un passaggio di Mahomes per un touchdown di Mecole Hardman, l’azione giusta al momento giusto per rispondere al field goal da 27 yard di Jake Moody, al primo possesso oltre i tempi regolamentari. Andy Reid è diventato a sua volta un coach da tre titoli: solo Bill Belichick con sei e Chuck Noll con quattro ne hanno più di lui.
“JACKPOT KANSAS CITY!”pic.twitter.com/AM0DtgaKXK
— NFL on CBS 🏈 (@NFLonCBS) February 12, 2024
Chi cerca una spiegazione tecnica, la trova qui – nell’analisi di The Athletic – dove è spiegato come la chiave della dinastia nata nel Texas siano difesa e perseveranza, “una squadra che un tempo puntava sulla potenza offensiva e sui passaggi geniali di Mahomes, aveva bisogno di cambiare personalità. Dal primo giorno di raduno a luglio fino alla fine dei supplementari, i Chiefs hanno mantenuto il loro status di migliori della lega proprio così, non con dei lampi, ma con la loro grintosa costanza. Mahomes è il quarterback più talentuoso della lega, ha mostrato ancora la sua leadership, la sua creatività, la sua fantasia per tutta la stagione, ma ha giocato al suo meglio quando i Chiefs ne avevano bisogno, tra gennaio e febbraio”.
Ha vinto Mahomes, ha vinto Reid, hanno vinto Travis Kelce e Taylor Swift. Il povero Usher si è dovuto esibire all’intervallo nel primo Super Bowl in cui la pop star più attesa non era quella che si esibiva all’intervallo. Così stamattina l’America si chiede dove si collochi il suo show, tra quelli visti nel passato con Prince, gli U2 e Rihanna – ma a nessuno passa per la testa di considerarlo la vera attrazione extra-sportiva della serata. Lei – ecco davvero chi stavamo guardando.
Cronaca di Rai News: “La cantante è arrivata due ore prima del calcio d’inizio, dopo aver percorso quasi 9.000 km su jet privato in arrivo da Tokyo. Il capo della lega di football americano, la NFL, Roger Goodell si è presentato di persona ad accoglierla nella tribuna che occupava insieme alla sua amica, l’attrice Blake Lively, alla cantante Lana Del Rey, al rapper Ice Spice e alla madre del suo compagno. Secondo indiscrezioni, Travis Kalce avrebbe sborsato un milione di dollari per affittare la tribuna. Lei lo ha ricambiato presentandosi con una mini borsa scintillante e un ciondolo al collo con il numero 87, lo stesso numero impresso sulla maglia del giocatore”.
Lei e lui – ecco chi stavamo davvero guardando
[in sottofondo: Un ragazzo incontra una ragazza na-na-na-na].
“That’s real love. That’s what you can get when you have the good support of a woman behind you.” – @nateburleson pic.twitter.com/8jrdlw4aD1
— NFL on CBS 🏈 (@NFLonCBS) February 12, 2024
Travis Kelce era così acceso da questo Super Bowl giocato sotto gli occhi di Taylor Swift – a sua volta sotto gli occhi del mondo – che a un certo punto durante la partita gli è salito il crimine, andando a gridare tutta la sua frustrazione per un avvio così-così sulla faccia del suo allenatore. Era successo che il terzo drive offensivo di Kansas City si era concluso con un fumble del running back Isiah Pacheco – e chissà se questa frase ha davvero un senso compiuto nell’universo di chi ne sa. È la scena che conta.
Travis Kelce looked less than enthused pic.twitter.com/yncKhjtNl4
— NFL on CBS 🏈 (@NFLonCBS) February 12, 2024
La vigilia-pop era stata dominata da una serie di meme e di reel su complotti e cospirazioni portati intorno alla partita da Taylor Swift. Al Colbert Late Show hanno scherzato sul numero 13, il preferito di lei – e in effetti il numero 13 pareva che fosse ovunque.
Visualizza questo post su Instagram
Dopo la partita è venuta voglia di scherzare finanche al presidente Joe Biden. È andata proprio come l’avevamo pianificata, ha scritto in un post sui social rilanciando un’immagine girata su TikTok, un’allusione al fatto che la partita fosse truccata in favore dei Chiefs, e dunque della sua campagna elettorale, contro Trump.
TI POTREBBERO INTERESSARE