Che Amérique mai sarebbe senza Vincennes, il suo castello, i suoi boschi, il suo ippodromo. Il tempio del trotto. Franck Nivard ha vinto cinque volte la corsa considerata il Mondiale della categoria e con tutto il cuore pensa che questa sia la pista più bella fra tutte. Vengono ogni volta quarantamila persone ma erano centomila un tempo, quando si andava ai cavalli non solo per vedere ma per farsi vedere tra la gente che conta.
Che Amérique mai sarebbe, se davvero dovesse traslocare da qui. Ouest France ha scritto che dietro le quinte si gioca una partita a scacchi tra Le Trotteur français e la città di Parigi sul il rinnovo del contratto di affitto di Vincennes. Nel 2025 il Comune dovrà rinnovare la concessione che da cinquant’anni lo lega alla società di corse organizzatrice del Grand Prix d’Amérique. Così siamo nel pieno di un gioco delle parti. Le Trotteur Français sostiene che l’affitto richiesto sia troppo alto e parla di trasloco. Minaccia di andarsene, mentre la sindaca Hidalgo – con le Olimpiadi per la testa – sta in guardia e sospetta che si tratti di una mano di poker.
Quando da Vincennes non passano i grandi eventi, le tribune si svuotano. “Sono finiti anche i tempi in cui il pubblico si radunava al centro del prato, dove nelle serate di gara facevano festa anche i ristoranti”. Il giornale francese racconta di tribune e picchetti per scommettitori quasi deserti, nel 70esimo anniversario del Tiercé.
Così l’edizione numero 103 dell’Amérique va in scena con questa grossa incognita sul futuro di un impianto leggendario, nell’altrettanto leggendaria definizione di Mario Fossati su Repubblica “una pista dal fondo instabile, un sabbione bitumoso, che con il tempo buono sfuggiva sotto gli zoccoli dei cavalli e con il tempo cattivo ne invischiava l’azione: un’ellisse, Vincennes, che comprende una vertiginosa discesa e una salita di oltre un chilometro, che termina a 50 metri dal traguardo. Questa pista ha creato una razza: ha trasformato i carrozzieri normanni in guerrieri, capaci di vincere il confronto con gli standardbred americani”.
La corsa del 2024 è un affare fra 13 cavalli francesi, 3 svedesi e 2 italiani. Vincennes palpita per il suo Idao De Tillard, maschio di 6 anni, il grande favorito. Ha vinto 27 gare su 37, le ultime sei consecutive, “in stile autorevole” secondo l’analisi di Cavallo 2000. “Il punto di riferimento è lui, tuttavia quella che ci apprestiamo a vivere sembra una corsa dove non c’è il soggetto che con la sua superiorità tecnica è in grado d’indirizzare lo schema. Ci sono diversi cavalli che arrivano con la forma adeguata a essere performanti nel grande giorno e sarà importante trovarsi nel posto giusto al momento giusto su un tracciato dove si trotta praticamente sempre in dirittura visto che le curve del Plateau de Gravelle hanno un ampio raggio e la velocità si mantiene elevata anche su quelle piegate”.
Il campione in carica è Hooker Berry, maschio di 7 anni, una possibile sorpresa Immarosa, candidata per la sua regolarità: sempre sul podio nelle classiche corse a quattro e cinque anni. “Se ci sarà andatura sostenuta – ed è molto probabile – questa ancor giovane giumenta sa essere incisiva nel finale” prevede ancora Cavallo 2000. Outsider: Go On Boy e Izoard Védaquais – che ha un bellissimo nome da campione di una volta.
L’ippica italiana si presenta con Ampia Mede Sm [“molto rispettata anche sul ricordo di quella fantastica rimonta sulla dritta finale nell’edizione dello scorso anno”] e Vivid Wise As. La prima è una femmina baio di 8 anni, figlia di Ganymede e Polimpia Slide SM, seconda nel 2023, per molti da inserire nella seconda fila di favorite. Vivid Wise As è un maschio baio di 10 anni, figlio di Yankee Glide e Temple Blue Chip. Oa Sport gli attribuisce poche chance di vittoria o piazzamento. Non ha corso correre nessun evento di preparazione in Francia, ma nell’ultima uscita ha vinto il Gran Premio Duomo. Alessandro Gocciadoro, il suo allenatore, è molto più ottimista di chi gli gira attorno. A Equos ha detto che il cavallo gli sta piacendo tantissimo in allenamento. Verrà guidato Matthieu Abrivard, uno dei più apprezzati driver francesi e “per l’occasione verrà presentato in pista senza i quattro ferri”. Anche lui si augura una corsa tirata sin dal principio per piazzare il suo strappo finale.
in tv dom 28 gen ore 16.20 su Equ Tv e Rai Sport