Chi ha vinto e chi ha perso agli Europei di nuoto in vasca corta

  Ventidue medaglie, una in meno di Gran Bretagna e Francia, ma tredici in meno che a Kazan nel 2021. Sette ori [con dodici argenti e tre bronzi], gli stessi di due anni fa e uno in più che a Glasgow nel 2019, ma una voce raddrizzata all’ultimo giorno, quando nella vasca corta di Otopeni l’Italia ne ha arraffati sei tutti assieme. Una scorpacciata mai riuscita al nuoto azzurro, inattesa perfino per Tommaso Mecarozzi, lui e la sua ossessione per l’inno più bello del mondo al microfono Rai. Quattro ori con 6 argenti e 2 bronzi sono stati maschili: primo posto nel medagliere di genere. Due ori con 5 argenti e 1 bronzo sono stati femminili: e qui si parla di un quinto posto. Un oro e un argento sono invece venuti dalle gare miste. Spigolature. La Svizzera ha conquistato 5 podi solo con gli uomini, la Svezia sette solo con le donne. Sono andati a medaglia 21 paesi, uno in più rispetto al 2019 e al 2021, ma tre in meno che nel 2015. La Gran Bretagna aveva disertato l’edizione di Kazan e stavolta ha chiuso il medagliere in testa [11]. La Francia è già in clima Paris 2024. È passata da zero a sette ori in due anni. La Germania continua nei suoi affanni, un solo oro come nel 2021 ma un totale dimezzato, da sei a tre. Anche l’Ungheria è arretrata. È rimasta senza ori per la prima volta dopo 15 anni, nel 2015 aveva addirittura chiuso in testa al medagliere. 

 

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Francesco Caligaris sul Foglio ha fatto notare la prima medaglia d’oro per l’Estonia con Eneli Jefimova, le prime volte storiche di Irlanda e Bosnia con Daniel Wiffen e Lana Pudar – quanto basta per parlare di confini che si allargano. 

Piero Mei sul Messaggero si è domandato: Ma perché è finita? Proprio quando l’Italia, nella vasca dimezzata a 25 metri, a Otopeni, dove si svolgevano gli Europei di nuoto, ha mostrato i suoi gioielli? Se il mattino ha l’oro in bocca, il pomeriggio del nuoto azzurro ha l’oro al collo: non una volta, né due ma c’è da contare fino a sei! E c’è l’aggiunta di due argenti e un bronzo. E di tre record italiani. Siamo dunque un popolo di santi, navigatori, eccetera eccetera, ed anche di nuotatori: in particolare di rane, perché è in questo stile, il più tecnico di tutti, che la vasca rumena è diventata uno stagno con gli italiani assi pigliatutto

È stata di Benedetta Pilato la migliore prestazione tecnica italiana, con il record dei campionati nei 50 rana. Era la sua prima uscita dopo il cambio d’allenatore e il trafserimento da Taranto a Torino. In assoluto la migliore performance femminile è stata di Anastasia Kiripichnikova, pure lei a una svolta, con il nuovo passaporto in tasca, la sua prima gara da francese e da ex russa. 

 

 

I RECORD

Mondiale: Daniel Wiffen [Irlanda] negli 800 con 7:20.46

Europeo: Noe Ponti [Svizzera] nei 100 farfalla con 48.47 | Benjamin Proud [GBR] nei 50 stile libero con 20.18

Euro jr: Lana Pudar [Bosnia] nei 200 farfalla con 2:04.55 | Nikolett Padar [Ungheria] nei 200 stile libero in 1:53.51

 

La sorpresa

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  Dov’era nascosta Jasmine Nocentini? Ha 21 anni, papà veneto, mamma cubana. Ha lasciato l’Italia a 12 anni per seguire la famiglia a Panama. Studia negli Usa con una borsa di studio. È arrivata al debutto in Nazionale agli Europei da sconosciuta. Torna a casa con il bronzo nei 50 rana e una serie di prestazioni nello stile libero che secondo Paolo de Laurentiis sul Corriere dello Sport-Stadio sono la vera strada da seguire da qui a Parigi. Ha nuotato in 23”16 l’ultima frazione lanciata della 4×50 mista, aveva nuotato 23”85 la prima frazione della 4×50 mixed con le onde degli uomini nelle corsie vicino. Sarebbe stata terza nella gara individuale. Scrive il Corriere dello Sport-Stadio che però il percorso verso Parigi non sarà tutto in discesa: Jasmine non ha risultati in vasca da 50 metri e quindi non può entrare nel gruppo azzurro al Mondiale di Doha a febbraio. Tornerà negli Usa ad allenarsi con Todd DeSorbo (responsabile della squadra olimpica femminile americana) e l’Italnuoto la seguirà costantemente. Con l’obiettivo di farla gareggiare al Sette Colli di giugno, ultima prova per ottenere il pass olimpico. Con la rana azzurra già ricca di talento, dirottarla solo sullo stile libero sarebbe l’ideale, ancora meglio allungando la distanza fino ai 100 per rinforzare la staffetta che già da Otopeni torna con segnali incoraggianti firmati Morini e Tarantino

 

Francesismi

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  L’Équipe celebra i 100 metri di Maxime Grousset, un titolo conquistato in un’atmosfera infuocata Sophie Dorgan racconta: Quando il pubblico ha cantato Roger, Roger (Federer) a Wimbledon, Novak Djokovic si è convinto che stesse gridando il suo nome e se ne è nutrito. In scala minore, domenica sera nella finale dei 100 metri in una piscina turbolenta, anche Maxime Grousset ha approfittato del calore popolare. Se non ha trasformato nella sua testa il coro David (Popovici) in Maxime”, ha certamente sfruttato la scarica di adrenalina e l’esperienza interessante. Questo rumore assordante, dice, gli ha dato brividi e molta energia 

 

  Quella di Béryl Gastaldello è stata l’incoronazione della pazienza. Dopo una lunga attesa, dice sempre il giornale francese, ha vinto il suo primo titolo internazionale individuale all’età di ventotto anni. Può finalmente assaporare questo momento unico, può finalmente lasciare scorrere le sue lacrime sul podio pensando ai suoi genitori che se ne sono andati troppo presto, a suo padre che le fece aprire il dizionario per imparare le parole della Marsigliese a 6 anni.  Con il suo allenatore avevano deciso per un programma fitto di cinque gare individuali più le staffette per cercare di essere meno esposta all’emotività, più incisiva. Alla sua undicesima gara in quattro giorni si è presa il diritto alla felicità. Le sue prime due medaglie d’argento nei 50 e nei 100 metri misti hanno confermato la sua forma. Quella d’oro fa parte di un altro registro. Un titolo è per la vita

 

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